Dieta del profilo metabolico: come funziona

Come evidenziato da un recente studio, la prima risposta metabolica influisce tantissimo sugli effetti della dieta ipocalorica

La dieta del profilo metabolico è un approccio all’alimentazione che tiene conto del fatto che il metabolismo di ogni singola persona ha caratteristiche diverse e, in alcuni casi, può essere “risparmiatore” (il che significa che è più difficile raggiungere i propri obiettivi di dimagrimento).

A chiarire il quadro della situazione sopra ricordata ci ha pensato uno studio condotto presso l’Università di Pisa e pubblicato sulle pagine della rivista scientifica Metabolism Clinical and Experimental.

Gli esperti in questione hanno monitorato le condizioni di un gruppo di volontari di ambo i sessi con BMI da obesi ma per il resto sani. Invitati a consumare una dieta a basso contenuto calorico. Per un lasso di tempo di 24 ore, è stato tenuto sotto controllo il loro dispendio energetico in una camera metabolica.

Dopo sei settimane di dieta caratterizzata da un apporto calorico inferiore del 50% rispetto a quello a cui erano abituati, alcuni dei soggetti coinvolti nello studio hanno mostrato il sopra citato metabolismo “risparmiatore”, riducendo, a fronte di una restrizione calorica, il dispendio energetico.

I risultati dello studio sono stati commentati dal Dottor Paolo Piaggi, uno degli autori. L’esperto ha fatto presente che, già dopo la prima settimana di dieta, grazie al test della calorimetria indiretta, se sarà più o meno ostico il processo di dimagrimento.

Nei primi giorni di restrizione calorica, si ha a che fare con un decremento della sintesi di insulina, ormoni tiroidei e leptina. Inoltre, il fegato vede attaccati i suoi depositi di glicogeno in quanto l’organismo deve “tamponare” la mancanza di energia. In generale, gli organi consumano meno glucosio e il metabolismo rallenta.

Quando passa questa fase e si comincia a perdere peso, si ha un leggero incremento della velocità del metabolismo, situazione che però rientra poco dopo. A fare la differenza, come sopra ricordato, è la prima risposta metabolica.

Come si può leggere sul sito dell’Università di Pisa, il Dottor Piaggi ha specificato che questo studio ha permesso di capire che la dieta ipocalorica non ha gli stessi effetti su tutti. Capire chi ha un metabolismo “risparmiatore” piuttosto che “dispendioso” può aiutare a capire in quali casi è sufficiente focalizzarsi sulla restrizione calorica e in quali, invece, è opportuno associare alla dieta un programma mirato di attività fisica per ottimizzare il dimagrimento.

Concludiamo facendo presente che, prima di attuare qualsiasi cambiamento relativo alla propria alimentazione, è opportuno chiedere consiglio al proprio medico di fiducia.

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