Broccoli: proprietà e controindicazioni

Grazie al loro prezioso sulforafano, proteggono l’intestino, rappresentano uno scudo contro i tumori e aiutano l'organismo a combattere lo stress ossidativo

Luana Trumino Editor specializzata in Salute&Benessere

Facciamo un giro sulle bancarelle dei mercati: i broccoli, nel periodo invernale, la fanno da padrone. E non è un caso se la natura ci mette a disposizione proprio in questo periodo un prodotto della natura così speciale: tutti gli ortaggi e la frutta della stagione fredda, infatti, pare siano capaci di attivare le difese immunitarie dell’organismo, proteggendoci da raffreddore e influenza. Merito della vitamina C, una sostanza che ha azioni anche sul nostro umore, prevenendo stanchezza e debolezza tipiche dei mesi che vanno da ottobre a marzo.

Un concentrato di azioni benefiche

Così come tutti gli altri vegetali della famiglia delle crucifere, fanno bene alla salute. Ma rispetto a cavolo, verza, ravanelli, cavolfiori, rucola e altri, i broccoli possiedono proprietà addirittura potenziate. Basti pensare che, comparati ai cavolfiori, risultano avere un maggior contenuto di proteine, vitamine A, B1, B2, C, acido folico, magnesio, calcio, fosforo, sodio e zolfo.

Il maggior merito è sicuramente del sulforafano. Il broccolo reagisce alle basse temperature e alla ridotta esposizione del sole invernale producendo questa molecola, indispensabile per mantenere la sua integrità vegetale. Utile quindi alla pianta del broccolo per sopravvivere, ma capace di apportare le sue preziosi doti protettive anche alle cellule umane.

Elogio al sulforafano: un amico dell’intestino

Appena ingerito attraverso i broccoli, il sulforafano entra in azione all’interno dello stomaco contribuendo a sanare gastriti e ulcere gastriche. È capace di agire contro l’Helicobacter pylori, batterio responsabile di patologie gastriche quando è presente nello stomaco, e protegge l’integrità e la funzionalità dei villi intestinali. Passato dall’intestino nel sangue, la preziosa molecola ricca di ORAC insegue, cattura e distrugge i tossici radicali liberi dell’ossigeno e svolge una azione prolungata nel tempo, anche dopo giorni dalla sua assunzione alimentare con i broccoli.

Ma le azioni benefiche sull’apparato gastro intestinale di questo alimento invernale non finiscono qui: ideali per stimolare il transito intestinale, per la presenza di fibre, è depurativo, remineralizzante e favorisce la rigenerazione dei tessuti. 

Buoni per la prevenzione di artriti e artrosi

Grazie al contenuto di bromo e calcio (ne contengono ben 178 mg ogni 100 grammi), poi, i broccoli sono degli alimenti raccomandati soprattutto alle donne per la salute delle ossa. Mangiare broccoli, inoltre, può essere un’efficace arma per la prevenzione e forse anche per la cura di artrite e artrosi. A dirlo, è uno studio dell’Università dell’East Anglia pubblicato sulla rivista Arthritis & Rheumatism. Secondo i ricercatori, il sulforafano, derivante dalla digestione di glucorafanina presente in ortaggi della famiglia delle crucifere, è in grado di contrastare l’enzima che provoca il danneggiamento delle cartilagini delle articolazioni.

Un’arma contro il tumore

Ma è soprattutto sulla loro azione antitumorale che di recente la scienza si è concentrata. Nei broccoli e in altre verdure simili c’è una proteina che potrebbe entrare a far parte delle armi anticancro: uno studio guidato dall’italiano Pier Paolo Pandolfi, direttore dei Cancer Center e Cancer Research Institute presso il Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, mostra che un composto naturale (indol-3-carbinolo) presente nelle crucifere spegne un gene che favorisce i tumori. La scoperta è riportata sulla rivista Science.

Come consumarli al meglio

Dal punto di vista nutrizionale, i broccoli riducono le loro caratteristiche se conservati troppo a lungo: andrebbero, quindi, consumati freschi, anche in associazione ad altri alimenti per raggiungere degli obiettivi di salute. Se vuoi dimagrire, per esempio, ottimo è l’abbinamento con il pesce, a patto che si scelga quello meno ricco di iodio come la razza e la sogliola. No, invece, all’assunzione – seppur famosissima – con i legumi o con i formaggi, in quanto l’eccesso di nutrienti provocherebbe una notevole difficoltà digestiva, andando ad appesantire reni e fegato.

Chi dovrebbe evitarli

Secondo gli esperti, per il loro contenuto in ferro e soprattutto in zolfo, essi potrebbero essere problematici in chi ha problemi gravi al fegato, anche se risultano essere più tollerati del cavolfiore. Parla con il tuo medico se soffri di problemi alla tiroide: potrebbe sconsigliarteli. 

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