Insulina. La grande responsabile dell’accumulo di peso

Come evitare che si alzi troppo per non ingrassare? Cosa portare in tavola? I consigli del nutrizionista per tenerla sotto controllo

Luana Trumino Esperta di benessere

“Mangio poco, ma ingrasso”. Quante volte abbiamo ripetuto questa frase dopo ogni tentativo di dimagrimento fallito? Magari a seguito di diete estremamente restrittive e difficili da seguire perché basate sul conteggio calorico o sulle grammature degli alimenti. In realtà, la scienza ha da tempo dimostrato che sul banco degli imputati per la gestione del peso corporeo non ci sono le calorie, ma i valori della glicemia e della conseguente produzione dell’ormone insulina. A confermarlo è stata anche l’American Diabetes Association che, in uno dei congressi più recenti, ha presentato diversi studi svelando come questo ormone sia coinvolto nel dimagrimento o, al contrario, nell’accumulo di peso.

Perché si alzano i valori dell’insulina

“Ogni volta che mangiamo – spiega il dott. Corrado Pierantoni, medico specialista in endocrinologia e malattie del ricambio e nutrizionista clinico a lanciano (Ch) – i valori nel nostro sangue cambiano. In particolare, si modifica il valore della glicemia, che tende ad aumentare in maniera considerevole se si ingeriscono grandi quantità di carboidrati e zuccheri, soprattutto dopo alcune ore di digiuno. I carboidrati che fanno innalzare maggiormente la glicemia sono quelli considerati ad “alto indice glicemico” (come pane, pasta, pizza, dolci e prodotti da forno in generale). Appena il cervello rileva la presenza di un eccesso di glucosio nel sangue, invia un segnale al pancreas, che comincia a secernere insulina, l’ormone che ha la funzione di permettere che la glicemia si mantenga stabile dato che riesce a farla abbassare. Uno dei sintomi più eloquenti di questa situazione è provare una forte sensazione di fame dopo aver mangiato anziché sentirsi sazi. Mentre il pancreas controlla la produzione di insulina, altri organi, il fegato in particolare, la utilizzano per trasformare lo zucchero nel sangue in energia. Il fegato assorbe il glucosio e lo converte in glicogeno, immagazzinandolo. Lo zucchero residuo che non viene assorbito dalle cellule del fegato o da altri organi come il cuore e il cervello o dai muscoli viene convertito in grasso stoccato nelle cellule adipose”. Ecco perché si ingrassa. 

Carboidrati sì o no?

Questo spiega perché in molte diete i carboidrati vengono ridotti in maniera drastica o addirittura eliminati. “Correndo il rischio, però, di attivare una condizione metabolica chiamata ‘chetosi’, che andrebbe invece evitata per avere un buono stato di salute. I carboidrati non vanno esclusi, ma scelti preferibilmente in base al loro indice glicemico, prediligendo quelli con valore più basso. E, naturalmente con un occhio anche alle quantità”. Perché non basta solo scegliere gli alimenti giusti. “Pensiamo alle macedonie di frutta – continua il medico -. Sono tante le persone che, nella speranza di dimagrire, mangiano solo grandi quantità di frutta in un pasto. Oltre a non inserire nutrienti importanti, come le proteine, immettono solo zuccheri semplici, dando non solo il via a un rapido assorbimento degli stessi, ma causando anche uno stato di iperglicemia, con la conseguenza di avere più fame di prima e di ingurgitare altri zuccheri”. 

La regola delle 4P

Come abbiamo visto in questo articolo, esistono delle semplici strategie alimentari per evitare il picco glicemico e non far produrre troppa insulina al pancreas. “Un altro consiglio che dò sempre ai miei pazienti è quello di stare attenti alla somma dei carboidrati. La chiamo la regola delle 4 P, ossia non associare mai in un pasto Pasta, Pane, Patate, Piselli, tutti alimenti ad alto indice glicemico. Conoscendo gli alimenti e associandoli in maniera corretta è possibile consentire un assoluto equilibrio glicemico e dimagrire senza rischi per la salute, ma soprattutto mangiando i cibi che ci piacciono di più”, conclude il dott. Pierantoni. 

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Insulina. La grande responsabile dell’accumulo di peso