Capelli grigi e stress, un rapporto potrebbe esserci

Una ricerca studia il legame tra stress improvviso e capelli grigi, svelando come dopo la tensione emotiva la chioma torna del colore originale

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Una grande paura. Un evento triste. Una tensione emotiva improvvisa. Un’attività professionale che non soddisfa e nel tempo diventa causa di stress cronico. Le nostre nonne dicevano che situazioni di questo tipo, con la scarica di stress che producono, potevano far diventare i capelli grigi e bianchi. Pareva una favola di altri tempi, ma oggi la scienza dice che questo fenomeno si potrebbe verificare davvero. A farlo sospettare è una ricerca  condotta negli Usa, al momento non ancora pubblicata ma disponibile sul sito Biorxiv, che peraltro svela come, passata la “buriana” adrenalinica, i capelli possano ritornare della tinta originale. Ma ci vorranno altre prove per confermare la teoria popolare.

Quattordici volontari sotto esame

Lo studio è stato condotto da un gruppo di scienziati dell’Università Columbia e della Scuola di Medicina Miller dell’Università di Miami. Gli studiosi hanno concentrato la loro attenzione sulla melanina e su alcune proteine che avrebbero un ruolo importante nel determinare il colore naturale della chioma.

Sono stati presi in esame 14 volontari che hanno offerto capelli e peli, per un totale di 400 campioni circa. Il primo dato che è emerso è che a fronte di radici del colore naturale, la parte più esterna della capigliatura in alcune casi tendeva ad ingrigirsi. A quel punto gli stessi partecipanti sono stati richiamati e sottoposti a questionari mirati per comprendere se nel periodo precedente all’esame avessero avuto da affrontare eventi estremamente stressanti, per poi dedicarsi a semplici calcoli sulla crescita della chioma.

Visto che i capelli impiegano un certo tempo a crescere, il ragionamento è stato semplice: incrociando i dati degli eventi stressanti con quelli del colore dei capelli, si è andata a valutare la reazione del sistema pilifero nei diversi individui. Il risultato è stato sicuramente interessante: in una persona infatti si è visto che i capelli ingrigiti hanno progressivamente riassunto il loro colore naturale quando il soggetto stava andando in vacanza, quando cioè la causa dello stress è stata in qualche modo rimossa.

In pratica, quindi, il semplice abbandono temporaneo dell’elemento stressante è stato lo snodo che ha permesso ai capelli di ricuperare la tinta originale. Sia chiaro: una rondine non fa certo primavera e al momento la ricerca ha soprattutto il ruolo di aver posto un problema all’attenzione della scienza. Anche perché la “marcia indietro” cromatica di peli e capelli si è verificata comunque solo nella persona che aveva chiaramente identificato il proprio motivo di stress, quasi a confermare il ruolo di questa situazione. Quando invece l’incanutimento fa parte del processo naturale, la situazione appare profondamente diversa e il ritorno alla chioma della giovinezza non si verifica.

Lo stress incide sulla caduta

Non va comunque dimenticato che stress fisici legati a una malattia o comunque correlati all’assunzione di alcuni farmaci possono comunque creare problemi ai capelli. Il più noto, che spesso fa pensare ad una calvizie improvvisa, si chiama telogen effluvium.

Porta ad una diffusa caduta di capelli per una sorta di “accelerazione impropria” del ciclo del capello, con il passaggio simultaneo di moltissimi follicoli dalla fase anagen alla fase telogen. Dopo circa tre mesi da questo episodio, quasi mai identificato, si verifica una profusa perdita di capelli, soprattutto nelle zona delle tempie e del vertice del capo. Tuttavia, anche se si può rimanere “calvi” per qualche mese, il problema non è cronico. Sotto infatti il bulbo sta producendo un nuovo capello al posto di quello caduto.

Il telogen effluvium si può verificare in molte malattie: da una banale anemia, al diabete a una polmonite, fino all’insufficienza epatica e renale o in seguito a un  intervento chirurgico. A volta, poi può far seguito a uno stress molto intenso, alla gravidanza o anche a una banale influenza. Anche molti farmaci assunti a lungo, come gli antiinfiammatori o sostanze utilizzate nella cura di malattia psichiatriche o neurologiche, possono dare il via al processo.

Federico Mereta

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ho da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la mia passione, perchè credo che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ho collaborato e ancora scrivo per diverse testate, on e offline.

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