Stai ancora cercando il modo di far sparire dalla tua credenza, gli avanzi?
Pasqua e Pasquetta, è vero che durano solo due giorni ma possiamo definirli MOLTOOO INTENSIII!
Se non erro, avevi già parlato di buoni propositi ad inizio anno, ma oggi siamo nuovamente punto e a capo dopo l’ultima fetta di pastiera.
Iniziano i piccoli viaggi, trasferte romantiche o con le amiche, sfruttando i giorni del 25 e 1 maggio. Colazione in albergo, una merenda, l’uovo di Pasqua e la colomba che ancora girano per casa.
E indovina un po’? Di chi è la colpa e quali sono gli imputati di turno che non ci fanno tornare alle corrette abitudini?
LORO SEMPRE LORO: GLI ZUCCHERI!
Sono ovunque e una volta che inizi, non riesci mai a dire basta e anche dopo il pasto più abbondante, troviamo sempre uno spazietto ancora libero nello stomaco per il dolce.
Ma un dolce si chiama dolce perché è solo pieno di zuccheri? No.
Leggi attentamente, perché devo spiegarti alcune cose e toglierti alcune convinzioni che forse ti aiuteranno a mangiare con più serenità e meno foga questi prelibati alimenti che si presentano su buffet, vetrine e tavole in ogni momento dell’anno.
Nel dodicesimo appuntamento di Mangia Senza Stress, il format pensato per imparare a rapportarci con il cibo nel modo migliore per il nostro benessere fisico e psicologico, approfondiremo insieme il legame fra dolci e zucchero e ti svelerò alcune curiosità che non tutti conoscono.
Indice
Qual è l’apporto calorico reale dei dolci?
Si chiamano dolci perché hanno un tipico sapore dolce, non salato, non acido, non amaro ma DOLCE.
La loro composizione, però, considerando le varie ricette potrebbe non essere solo ricca di zuccheri, ma anche di grassi e a volte questi ultimi hanno la meglio.
Tantissime tendenze dietetiche demonizzano gli zuccheri e iniziano a proporre soluzioni ricche in grassi, frutta secca, cioccolato fondente, frutta essiccata, olio evo ecc ecc.
E sai qual è il risultato?
Siediti comoda e prendi appunti perché ti spiegherò in questo articolo le stime medie dei dolci e il perché avere meno zuccheri e più grassi vorrà dire porzioni più piccole.
I dolci in media hanno un valore energetico che va da 300 kcal fino anche a 600 kcal per 100 grammi a seconda della loro formulazione.
Più sono lievitati e meno grassi hanno e più sono leggeri, come per esempio il bignè, il panettone il pan di Spagna… più sono concentrati e ricchi in grassi o frutta secca, come per esempio la pasta frolla i biscotti, castagnaccio, torta caprese, tortino con il cuore caldo al cioccolato, ecc. più sono alte le calorie.
Inoltre, bisogna capire le quantità e ovviamente ogni dolce sviluppa il volume in modo diverso.

Questo dolce è una zeppola di San Giuseppe cotta al forno con crema pasticciera e amarene. Come potete notare ne manca un quarto e arriviamo già oltre i 200 g. Siccome aveva anche della crema nella parte centrale, dove c’è il buco, sicuramente questo dolce arrivava tranquillamente a 350 g.
Essendo un dolce lievitato come il bignè e la crema, avendo in media un apporto calorico sulle 250/300 kcal, possiamo ragionare su una media di circa 300 kcal ogni 100 g. Questo vorrà dire che l’intera zeppola sarebbe arrivata tranquillamente a 1000 kcal.
Un dolce più che abbondante, in quanto rappresenta tre porzioni, non una porzione.
Magari se davanti a me trovo un bignè alla crema di dimensioni inferiori, potrò ragionare dopo aver conosciuto come metro di misura queste stime.
E se fosse stato un dolce di pastafrolla? Come per esempio la pastiera che presenta la frolla esternamente e una crema all’interno con vari ingredienti?
Avendo più grassi saremmo stati intorno ad un valore di 450 kcal ogni 100 g e rispetto al volume che si manifesta con un bignè, essendo un prodotto concentrato e poco lievitato, 100 g saranno veramente una porzione minuta.
L’importanza delle tabelle nutrizionali
Quindi, cosa voglio farvi capire con questo?
Che farsi prendere la mano con i dolci è facile e dire di sì al bis e al tris è un attimo. Non serve ovviamente stare a pesare ogni volta qualsiasi cosa, ma basta la prima volta e conoscere alla base, quali sono i valori di riferimento.
Come faccio però a risalire ai valori di un cornetto, di un ciambellone o di biscotti presenti sul buffet di un hotel o al bar?
Ti conviene prendere in considerazione le tabelle nutrizionali dei prodotti confezionati e scrivere sul motore di ricerca il nome del dolce in questione richiedendo la tabella nutrizionale. Impostare la ricerca su immagini, e troverai centinaia di immagini di tabelle nutrizionali di prodotti confezionati della ricetta che stavi cercando.
Come ci insegna la letteratura, purtroppo sottostimiamo ciò che mangiamo per più del 50%.
Quando spesso ci lamentiamo del fatto che non riusciamo a perdere peso e cerchiamo di dare colpa a chissà quale problema, magari il problema è proprio davanti a noi e dobbiamo solamente impegnarci un po’ di più a capire il nutrimento.
Non abbiamo blocchi metabolici, non abbiamo bisogno di disintossicazione, non abbiamo bisogno di pasticche che aumentano il metabolismo o andare a ricercare chissà quale strategia.
STAMO A MAGNÀ TROPPO.
Io stessa che oramai ho i radar e conosco il cibo meglio di qualsiasi altra applicazione, mi rendo conto che mi faccio prendere la mano quando ci sono cose buone e al momento cerco di regolarmi, ma vado sempre ben oltre.
Come mi comporto? Se abbiamo un surplus in una giornata anche di 1000 kcal rispetto a quanto avevamo preventivato non saranno certo quelle a farci ingrassare.
Ovvio che se queste situazioni nelle quali vado a sottostimare ciò che mangio si ripetono nel lungo termine, il peso è impossibile che possa scendere o addirittura è possibile che si possa far salire l’ago della bilancia un po’ alla volta.
Siate curiosi di ciò che mangiate, non deve essere una fissazione ma una scoperta e tutto poi nella pratica diventa semplicemente buon senso ed equilibrio per mangiare senza stress!