Le regole della scienza per un’estate anti-stress

La giusta esposizione al Sole contro la carenza di vitamina D e un sonno adeguato potenziano il sistema immunitario

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Chi è già in vacanza ci prova. Chi sta lavorando aspetta con ansia il meritato riposo. Tutti, pur se nella costante presenza dei bollettini quotidiani su Covid-19 e con l’ansia della variante indiana, teniamo presente l’importanza di seguire le regole ma aneliamo al giusto relax. E anche i nostri ormoni si regolano di conseguenza, cercando di lasciare alle spalle lo stress di tanti mesi di tensione.

Come comportarsi, quindi? Ecco i consigli degli esperti della Società Italiana di Endocrinologia (SIE), a pochi giorni dal Congresso della Società scientifica stessa.

Baciati dal sole

Sfruttiamo la vacanza per potenziare il nostro sistema immunitario e renderlo più efficiente, sfruttando l’azione degli ormoni che proprio in estate il corpo tende a produrre di più.

Come? Occorrono almeno 30 minuti al giorno di esposizione sole in modo corretto, bastano infatti per ricaricarsi della giusta dose di vitamina D, un ormone che modula in positivo la risposta immune. Lo stesso succede regalandosi almeno otto ore di sonno a notte, eventualmente aiutandosi con la melatonina che si sta valutando come possibile ormone anti-Covid-19.

Anche staccare dal lavoro e concedersi il meritato relax abbassa i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, rinforzando le difese immunitarie; esercitarsi per 30 minuti, infine, comporta la produzione di miochine, rilasciate dal muscolo che migliorano il metabolismo, riducono l’infiammazione e aiutano a restare in salute.

Partiamo dal sole. Con una corretta esposizione quotidiana di almeno 20 minuti si garantisce la quantità ideale di questa vitamina che è di fatto un ormone immunomodulatore e che numerose ricerche indicano in grado di aiutare contro Covid-19: uno studio su JAMA Network Open ha di recente dimostrato che una carenza di vitamina D raddoppia il rischio di essere contagiati da SARS-CoV-2, una ricerca sulla distribuzione geografica della mortalità per coronavirus ha correlato la prevalenza di deficit di vitamina D con un maggior numero di decessi e nel Regno Unito è stata anche avviata una sperimentazione su 6000 persone per verificare gli effetti di un’integrazione di vitamina D nella prevenzione e protezione da Covid-19.

La vitamina D è importante per regolare il funzionamento del sistema immunitario e, per esempio, impedire le reazioni esagerate che portano alla tempesta citochinica infiammatoria che le evidenze cliniche annoverano fra i principali responsabili dell’aggravarsi della malattia – spiega Annamaria Colao, presidente eletto SIE. Un’integrazione di vitamina D in individui carenti è stata precedentemente riconosciuta capace di abbassare il rischio di infezioni del tratto respiratorio.

Tuttavia, è fondamentale distinguere chi ha un deficit e chi non lo ha, perché solo nel primo caso i supplementi, indicati dallo specialista sulla base di una carenza specifica ed accertata da un esame del sangue, hanno senso e sono utili. L’assunzione di integratori fai da te è sconsigliata e può comportare rischi di sovradosaggio; esporsi al sole durante le vacanze è invece un buon modo per garantirsi la giusta quantità di vitamina D in maniera semplice e piacevole”.

E buon riposo

Un sonno adeguato per durata e qualità protegge il sistema immunitario: è stato dimostrato che anche solo dopo una notte di parziale deprivazione di sonno, con un riposo di appena 4 ore, si ha un incremento della produzione di citochine pro-infiammatorie e una riduzione dell’attività delle cellule natural killer, i linfociti che riconoscono e uccidono le cellule infettate da virus.

“Durante le ferie, quindi, è opportuno garantirsi una giusta quantità di sonno senza eccessi nel fare le ore piccole – raccomanda l’esperta. La carenza di sonno, oltre che peggiorare le risposte immunitarie, è anche connessa a squilibri endocrini e metabolici, per esempio a un maggior rischio di obesità e diabete.

Almeno in vacanza è perciò opportuno cercare di recuperare e dormire almeno sette, otto ore per notte, se necessario aiutandosi con l’ormone del riposo, la melatonina: questo ormone, che viene prodotto con il buio e favorisce l’addormentamento, si sta anche studiando per i suoi possibili effetti anti-Covid perché sembra poter proteggere dall’infezione.

Si tratta tuttavia di dati molto preliminari, per cui l’eventuale integrazione deve essere decisa assieme al medico senza ricorrere a un fai da te ‘preventivo’, ma solo per migliorare il riposo nelle situazioni in cui il curante lo giudichi utile”.

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