Dagli anni Duemila con furore, tornano le zeppe: tutte le scarpe comode e classy da avere questa primavera

Non sono scarpe basse ma nemmeno tacchi, ed è proprio questo il loro punto di forza: le zeppe sono tornate, e in una versione aggiornata che promette di far capitolare molto presto ogni fashion addicted

Foto di Sara Iaccino

Sara Iaccino

Beauty e Fashion Editor

Make-up artist e amante della scrittura, ha lavorato come Beauty e Fashion Editor per vari magazine con l'obiettivo di unire le sue passioni in una sola professione.

Pubblicato:

Chiedi a DiLei

C’è qualcosa di vagamente rassicurante nell’apprendere del ritorno di voghe ritenute oramai superate, e questo è accaduto ancora una volta questa primavera con le zeppe: ciò che ne consegue è un totale richiamo agli anni Duemila, ai festival estivi del tempo e a quella moda libera da costrizioni, che oggi torna a trovarci in una veste del tutto nuova. Non si tratta più, però, di un caro ricordo vintage ma di un autentico pezzo hi-tech, rinfrescato dall’aggiunta di metalli preziosi e silhouette architettoniche, capace di unire il fascino del passato alla spinta innovativa del presente.

Se si conta, poi, che parliamo di una di quelle rarissime calzature che non fa rimpiangere di averla indossata ad ogni passo, le probabilità di successo aumentano in modo significativo. Traballare in piedi su dei vertiginosi tacchi a spillo, d’ora in avanti, non sarà più una condizione così inevitabile per potersi sentire davvero cool. E, quando sono le passerelle a dirlo, conviene fidarsi.

Sul clamoroso ritorno delle zeppe, che si sono (ri)vestite di coolness per questa primavera  2026

Non saranno flat shoes ma nemmeno tacchi, ed è esattamente questo il bello. È tutto vero quel che si dice: le zeppe sono tornate, cavalcando quel throwback apparentemente senza fine che da tempo ci mantiene saldamente ancorati al panorama moda anni Novanta/Duemila. L’inedita aura che i fashion designer hanno regalato loro, non per entrare a far parte della sfilza di calzature di tendenza per la bella stagione ma per sorpassarle, è tuttavia molto più riconducibile ad una passerella d’haute couture che a quella di una spiaggia.

I cosiddetti wedge heels sono da sempre tra le scarpe più divisive della storia della moda, e questo è innegabile: come molte altre improbabili reliquie dell’epoca, del resto, dagli skinny jeans alla vita ultra bassa, nulla gli ha potuto impedire di tornare sotto i riflettori. A farceli restare, però, è stato proprio il modo in cui lo hanno fatto.

Tutte quelle proposte rustiche che ricordiamo, dall’aria severa e matronale, appartengono oramai al passato. Per questa primavera/estate 2026 i più influenti nomi del patinato universo del fashion sembrano essersi impegnati a trasformare tale silhouette datata in qualcosa di decisamente più elegante e ricercato. D’avanguardia, addirittura.

In pedana da Khaite quelle rinominate come “thong wedges” si sono viste abbinate a linee sartoriali e abiti sofisticati, mentre da Maison Margiela alternative dalle tinte vibranti del periodo erano accostate a sensualissimi tocchi di lingerie.

Insomma, se in molti casi la base rimane fedele alla tradizione — sughero, poliuretano oppure legno di tiglio o faggio accuratamente levigato — è la porzione superiore ad esplorare territori inaspettati.

Tra materiali intrecciati che ricordano l’alta pelletteria, texture satinate, tessuti tecnici traspiranti e persino inserti in plexiglass, la zeppa 2.0 non è più una scarpa da lavoro o da casa bensì un pezzo clamoroso in grado di elevare qualsivoglia look. Conviene tentare di conoscerla meglio insieme, perché ben presto sarà il nostro pane quotidiano.

Tutto sulla zeppa 2.0 protagonista della bella stagione: i modelli da puntare

Benché nell’immaginarla il contesto che sovviene alla mente sia quello y2k, la zeppa è nata attorno agli anni Trenta: al tempo fu Salvatore Ferragamo, mosso dalla scarsità di acciaio dovuta alle sanzioni economiche, a cominciare ad allargare i propri orizzonti sperimentando con materiali alternativi, quali il sughero, appunto, per sostenere la struttura della scarpa.

Fu proprio questo metodo innovativo a dare vita all’iconico design che oggi conosciamo, contemporaneamente comodo e stabile, specie se paragonato ai tacchi tradizionali: inutile dire come diventò ben presto amatissimo e indossato da tutte le donne.

Da quel momento tale modello ha attraversato decenni e decenni di storia ed evoluzioni, a partire dalle imponenti suole platform degli anni Settanta, passando per le riletture stilistiche tipiche degli anni Novanta e Duemila fino a giungere alle rivisitazioni odierne, dal tono più raffinato e a tratti artistico.

In materia di zeppe à la page la varietà di silhouette è pressoché infinita: si passa da sandali minimal a mules con rialzo, slip-on e stivali, fino ad arrivare a modelli dalle sembianze di vere e proprie slingback a punta, lucidi o in satin alla Dries Van Noten.

Persino i sandali infradito, i quali erano comparsi sulla scena della moda circa un anno fa, riscrivendo le sorti della più classica delle ciabatte grazie all’ausilio di comodi quanto raffinati kitten heels, ora hanno acquisito suole oblique discrete e sottili, a farli sembrare immediatamente più eleganti. E poi ci sono loro: quelle alte e audaci, dense di glamour, comode quanto intramontabili.

Insomma, praticamente nessuna scarpa con il potenziale del must-have è riuscita a rimanere incolume alla resurrezione della zeppa: basti pensare che in realtà il primo segnale attendibile del suo imminente ritorno erano state, a loro tempo, le iconiche sneakers Bekett di Isabel Marant, e di lì in poi il resto è stato letteralmente inevitabile.

Così, a primavera avviata, i wedge heels sono tornati ad essere tra gli assoluti protagonisti del guardaroba femminile, rigorosamente rivisitati, più sottili, lineari e quasi scultorei, con la struttura del tacco diventata un elemento estetico e concettuale a tutti gli effetti, prima ancora che funzionale.

Tra le silhouette più futuristiche avvistate in pedana abbiamo senza ombra di dubbio quelle di The Attico, Simkhai e Off White, in nero lucido e animalier l’una, in verde chartreuse l’altra.

In un momento storico dove la comodità è il nuovo lusso, il risultato di tanta ricerca e sperimentazione è una scarpa che slancia la figura senza necessariamente sacrificare la prima, visivamente leggera ma incredibilmente stabile, in grado di unire comfort e sensualità con una naturalezza inaudita. Un equilibrio, questo, che rende la nuova generazione di zeppe estremamente interessante.

In quali contesti si possono indossare queste calzature prodigio? Da mattina a sera, parola di trendsetter: dalle giornate d’ufficio agli aperitivi vista tramonto fino alle serate in città, presso locali di lusso o location all’aperto. Come abbinarle? A gonne midi, a indumenti di stampo sartoriale, a statement skirts ma anche a maxi abiti ariosi, a coordinati in lino o capi basic, dalle forme più essenziali, sempre come elemento capace di elevare in un solo gesto — o, per meglio dire, in una sola calzata — l’intera tenuta.