Pompelmo: una spremuta di sostanze preziose per intestino, cuore e cervello

Tra gli agrumi, è uno di quelli meno presenti nelle nostre tavole. Eppure si rivela un concentrato di sostanze protettive per molti organi. Ma attenzione all’interazione con i farmaci

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Luana Trumino

Editor specializzata in Salute&Benessere

Il pompelmo è uno dei pochissimi agrumi non originario dell’Asia. Presente sui banchi dei mercati da novembre a maggio, in Italia la sua coltivazione è molto limitata e diffusa solo in Calabria e Sicilia. Consumato prevalentemente sotto forma di succo, è un frutto poco presente in tavola. A torto, perché non solo si rivela molto versatile in cucina, ma è ricchissimo di proprietà benefiche per la salute.

Cosa contiene

Secondo le Tabelle di composizione degli alimenti elaborate dagli esperti del Crea, una porzione (150 g) di pompelmo contiene:

  • Acqua (136.8 g)
  • Proteine (0.9 g)
  • Carboidrati disponibili (9.3 g)
  • Zuccheri solubili (9.3 g)
  • Fibra totale (2.4 g)
  • Sodio (2 mg)
  • Potassio (345 mg)
  • Calcio (26 mg)
  • Fosforno (24 mg)
  • Ferro (0.5 mg)
  • Tiamona (0.08 mg)
  • Riboflavina (0.05 mg)
  • Niacina (0.30 mg)
  • Vitamina C (60 mg)
  • Folati  (41 μg)

Proprietà per la salute

Il frutto, in funzione della varietà, presenta diverse colorazioni della polpa: può essere chiara oppure pigmentata con sfumature che vanno dal rosa al rosso. Tutte sono caratterizzate da un elevato contenuto di acqua, presentano come principale nutriente gli zuccheri semplici e hanno un buon contenuto di fibra, preziosa per l’igiene e il benessere intestinale. 

Il potassio è il minerale più rappresentato, seguono calcio e magnesio.

Il colore rosso delle nuove varietà non è dovuto alle antocianine, come avviene per le arance, ma al licopene, il carotenoide responsabile del colore rosso del pomodoro, di cui il pompelmo rosa è ottima fonte. Studi dimostrano come questo pigmento sia un prezioso alleato della salute cardiovascolare. Grazie alle capacità antiossidanti potrebbe essere anche protettivo nei confronti di diversi tumori, con il maggior numero di evidenze per il tumore della prostata.

Ovviamente, come in tutti gli agrumi, risulta abbondante la vitamina C, tanto che con un singolo frutto si può arrivare a coprire il fabbisogno giornaliero. Nota principalmente per la sua capacità di rafforzare il sistema immunitario, l’importanza di questa sostanza non si limita solo a questo: la vitamina C è infatti fondamentale per la sintesi del collagene, ovvero la proteina principale del tessuto connettivo ed è tra i principali composti con attività antiossidante che si introducono con gli alimenti.

La naringina è la sostanza responsabile del salutare gusto amaro tipico del pompelmo: un flavanone glicoside che, oltre a conferire il sapore, è responsabile di alcune delle interazioni che il pompelmo può avere con i farmaci. Nel pompelmo è presente anche naringenina: uno studio condotto da un gruppo di ricerca del dipartimento di farmacia dell’Università di Pisa, pubblicato sulla rivista scientifica Biochemical Pharmacology ha evidenziato che la questa, oltre alla tipica azione antiossidante, ha significative proprietà cardioprotettive con un effetto positivo nei confronti dell’ipertensione e sul tessuto cardiaco. 

Antimicotico, antimicrobico e antibatterico, con le sue 29 Kcal per 100 g di alimento, il pompelmo non è solo un alimento ipocalorico, ma è dotato anche di un potere drenante, aiuta a ridurre assorbimento di sale, zuccheri e grassi ed è indicato anche nella dieta dei diabetici.

Recentemente si è visto che è un frutto prezioso anche per il cervello, così come altri agrumi quali arance e limoni: una ricerca dell’Università del Tohoku, in Giappone, pubblicata sulla rivista British Journal of Nutrition, ha rivelato che un consumo giornaliero di questi alimenti potrebbe aiutare a contrastare la demenza riducendo il rischio fino quasi al 15%. Merito dei loro flavonoidi, che sembra siano capaci di attraversare la barriera emato-cerebrale e giocare un ruolo come antiossidanti e antinfiammatori, persino riparando qualche forma di danno a livello delle cellule.  

Controindicazioni e interazioni con i farmaci

La Food and Drug Administration (FDA) ha pubblicato un articolo per ricordare ai consumatori che il succo di pompelmo può interagire con alcuni farmaci. I farmaci con i quali il pompelmo interagisce appartengono a diverse categorie terapeutiche. Ad esempio:

  • statine (es. simvastatina e atorvastatina)
  • farmaci impiegati per ridurre la pressione (es. nifedipina);
  • farmaci per il rigetto di trapianto (es. ciclosporina);
  • corticosteroidi (es. budesonide).
  • farmaci per le aritmie (es. amiodarone)
  • antistaminici (es. fexofenadina)

Tuttavia, la severità dell’interazione dipende dall’individuo, dal farmaco e dalla quantità di succo bevuto.

Per questo motivo è sempre necessario leggere attentamente il foglietto illustrativo oppure chiedere al proprio medico o al farmacista per identificare eventuali interazioni.

Usi in cucina e ricette

Il pompelmo può essere assunto tal quale, bevuto sotto forma di succo, ma anche usato in cucina per la preparazione di numerose ricette. 

Il Frullato allo zenzero e pompelmo rappresenta una vera e propria miniera di vitamine e sali minerali, un’esplosione di energia e di risorse per il nostro organismo. Unisce la vitamina C del pompelmo, che aiuta il sistema immunitario a proteggerci dalle malattie, all’effetto energizzante della banana, ricca di sali minerali che servono a ripristinare le riserve di liquidi, all’azione antiossidante dello zenzero. Una bevanda che può essere sorseggiata come spuntino di metà mattina, ma che è perfetta anche come aperitivo. 

Chi desidera un drink alcolico, invece, può optare per il Pompelmo Bellini, un gustoso cocktail che unisce succhi di frutta a spumante brut, il tutto aromatizzato da una spolverata di cannella, che rende questa bevanda davvero irresistibile. 

Ideale anche come condimento per la pasta, come nelle Tagliatelle al pompelmo, nelle quali la dolcezza dei piselli e delle carote, unita ai grassi forniti dallo speck, aiutano ad attenuare il gusto amarognolo dell’agrume.