Dieta per la gastrite: cosa mangiare e cosa evitare

Pane ben cotto o tostato, carni bianche, cereali integrali e olio extravergine di oliva possono essere portati in tavola se si soffre di gastrite.

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Luana Trumino

Editor specializzata in Salute&Benessere

Dolore e crampi allo stomaco, bruciore di stomaco, nausea e vomito, sensazione di pienezza dopo aver mangiato: sono alcuni dei sintomi della gastrite, una condizione molto comune dovuta a una varietà di cause, per la quale l’alimentazione ha un ruolo fondamentale nel controllo dei disturbi associati.

In caso di infiammazione acuta è dunque importante rivolgersi al proprio medico di famiglia e pianificare una dieta composta da cibi semplici da digerire in modo da diminuire la secrezione acida dello stomaco.

La gastrite

I disturbi causati dalla gastrite possono comparire improvvisamente ed essere particolarmente intensi (gastrite acuta) oppure svilupparsi lentamente e persistere nel tempo (gastrite cronica).

Se esordisce improvvisamente si parla di gastrite acuta, una condizione probabilmente causata da un’indigestione o da un’alimentazione scorretta ricca di cibi piccanti e speziati, irritanti per la mucosa gastrica o ad alto contenuto di grassi. Anche l’abuso di alcol e l’assunzione di farmaci come i FANS (Farmaci antinfiammatori non steroidei) possono indebolire la barriera difensiva dello stomaco lasciando esposta la mucosa all’azione degli acidi contenuti nei succhi gastrici e causando, quindi, la gastrite.

La gastrite cronica, invece, è spesso determinata dall’Helicobacter pylori, un batterio molto diffuso tra la popolazione.

Nella maggior parte dei casi, comunque, si tratta di un disturbo non pericoloso e facilmente curabile. Se non trattata adeguatamente, però, può portare alla formazione di ferite (ulcere) e sanguinamenti (gastrite erosiva) della parete dello stomaco. 

Se si verificano dei disturbi come dolore e bruciore dello stomaco che non migliorano e persistono nel tempo, è sempre consigliabile consultare il proprio medico per valutare l’opportunità di sottoporsi a indagini più approfondite.

La dieta per la gastrite

Alcune indicazioni nutrizionali possono aiutare a trovare sollievo dai disturbi provocati dalla gastrite. In particolare – sottolineano gli esperti dell’Istituto superiore di sanità – è consigliato:

  • Consumare pasti piccoli e frequenti. L’eccesso di cibo stimola la produzione di succhi gastrici e il reflusso gastroesofageo.
  • Mangiare a orari regolari e non saltare i pasti. Lo stomaco secerne regolarmente acidi che non possono essere assorbiti se lo stomaco resta vuoto, senza cibo.
  • Masticare lentamente. Una corretta masticazione favorisce la digestione, riducendo i tempi di permanenza del cibo nello stomaco.
  • Al termine del pasto restare seduti una decina di minuti, in modo da favorire la digestione.
  • Evitare i cibi che irritano lo stomaco. Spezie, i cibi piccanti, i cibi ricchi di grassi sembra favoriscano il reflusso acido. Andrebbero evitati anche i cibi che favoriscono l’acidità gastrica e l’irritazione delle pareti dell’esofago, come gli agrumi.
  • Seguire un’alimentazione bilanciata, povera di grassi e proteine e ricca di carboidrati.
  • Prediligere metodi di cottura semplici, come la cottura a vapore o al cartoccio.
  • Evitare il caffè, l’alcol e il fumo, irritanti per la mucosa dello stomaco.

Cibi e bevande consigliati

Tra gli alimenti da portare in tavola se si soffre di gastrite, invece, gli esperti dell’Istituto superiore di sanità consigliano:

  • Cereali, preferibilmente integrali.
  • Pane ben cotto o tostato, cracker e fette biscottate.
  • Frutta non acida.
  • Ortaggi di stagione.
  • Lenticchie, ceci e soia, da preferire tra i legumi.
  • Carni bianche.
  • Pesce magro.
  • Olio extravergine d’oliva a crudo, aggiunto con moderazione per non eccedere nelle quantità.

Cibi e bevande sconsigliati

I cibi che possono irritare la mucosa, aumentare la secrezione gastrica o rallentare lo svuotamento dello stomaco includono alcune bevande, quali:

  • Caffè e bevande contenenti caffeina (tè, coca cola, cioccolato)..
  • Bevande gassate
  • Liquidi caldi o troppo freddi.
  • Vino e superalcolici.

E alcuni cibi:

  • Spezie, in quantità elevate.
  • Salse, panna, sughi cotti con abbondanti quantità di olio, margarine, burro, strutto e altri alimenti ricchi di grassi.
  • Brodo di carne.
  • Minestre contenenti estratti per brodo.
  • Formaggi piccanti e fermentati.
  • Insaccati.
  • Cibi conservati, sott’oli, sottaceti, affumicati.
  • Alimenti eccessivamente grassi o proteici.
  • Frutta e ortaggi acidi, ad esempio gli agrumi (limone, lime, arance, mandarini, pompelmo, bergamotto ecc.) E il pomodoro.
  • Frutta secca oleosa (mandorle, noci, anacardi, nocciole, pistacchi ecc.) In quantità eccessive.

Quando i disturbi cominciano ad attenuarsi, si può allargare la propria dieta, provando a mangiare alcuni alimenti che erano stati sospesi osservando con attenzione la risposta del proprio corpo.

Si sottolinea che le indicazioni alimentari di cui sopra non intendono sostituire il parere del medico di famiglia, del nutrizionista o del dietista, figure professionali con le quali è importante concordare il piano nutrizionale migliore in base alla situazione personale.