Dieta per la pancia piatta: le fibre che sgonfiano

Mettendo nel piatto alimenti ricchi di fibra solubile, è possibile prevenire l'accumulo di grasso addominale, pericoloso per la salute del cuore.

Fare attenzione a quello che si mette nel piatto è importantissimo per diversi motivi. Tra questi rientra la prevenzione del grasso addominale, sgradevole dal punto di vista estetico e pericoloso per la salute in quanto fattore di rischio cardiovascolare. La buona notizia riguarda il fatto che, aumentando l‘apporto di fibre, è possibile diminuire il rischio di avere a che fare con questa problematica.

La scienza ha ovviamente approfondito più volte l’influenza di questi nutrienti. Interessante a tal proposito è il cosiddetto IRAS Family Study. Risalente al 2012 e portato avanti da un’equipe attiva presso la Wake Forest University School of Medicine, è partito con l’obiettivo di monitorare l’influenza di alcuni fattori legati allo stile di vita sull’accumulo di grasso addominale.

Considerando un campione di 1.154 individui, a un follow up di 5 anni gli esperti sono riusciti a scoprire che l’assunzione di fibre solubili e l’abitudine a eseguire attività fisica particolarmente intensa risultavano collegate a un rischio più contenuto di sviluppare grasso viscerale.

Come appena accennato, al centro dell’attenzione ci sono le fibre solubili – p.e. betaglucano e glucomannano – che, mescolandosi con l’acqua, creano una sostanza viscosa che provoca a sua volta un rallentamento del rilascio del cibo digerito nell’intestino.

Entrando ulteriormente nel dettaglio dell’azione delle fibre solubili, è importante citare la loro capacità di favorire la diversità dei batteri intestinali. Questo quadro, secondo alcuni studi che devono essere ancora approfonditi, può avere effetti positivi per quanto riguarda la prevenzione dell’insorgenza di grasso addominale.

Da non dimenticare quando si parla degli effetti della fibra solubile è il fatto che, assumendola, si riesce a controllare meglio il senso di fame e, di riflesso, a perdere peso. Tra le principali conseguenze del calo ponderale rientra il decremento del grasso addominale.

A questo punto, è naturale chiedersi in che modo la fibra solubile influisca sulla soppressione dell’appetito. Le teorie sono diverse. Tra queste, rientra il punto di vista che chiama in causa la capacità che questo nutriente ha di ridurre i livelli della grelina, l’ormone della fame.

Esistono anche diversi studi – tra i quali è possibile annoverare un lavoro di ricerca condotto nel 2001 da un team della University of California e focalizzato sugli effetti dei fagioli secchi – che parlano delle fibre solubili come di nutrienti in grado di aumentare la secrezione di colecistochinina, ormone legato al senso di sazietà.

Un altro vantaggio della fibra solubile riguarda la relativa facilità nell’aggiungerla alla dieta. Tra gli alimenti che si possono includere per incrementarne l’assunzione è possibile citare i semi di lino, ma anche i già nominati legumi, i cavolini di Bruxelles, la farina d’avena.

Concludiamo specificando che, per evitare effetti collaterali come crampi allo stomaco e diarrea, è importante non esagerare. Per avere indicazioni specifiche sui dosaggi, la cosa giusta da fare è chiedere consiglio al proprio medico di fiducia o a un esperto di scienze dell’alimentazione.

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Dieta per la pancia piatta: le fibre che sgonfiano