Massaggio ayurvedico: cos’è, benefici e controindicazioni

Come funziona il massaggio ayurvedico e quali sono i benefici che si possono ottenere e quali le potenziali controindicazioni

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Elisa Cappelli

Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista

Laurea in Filosofia e Master in Giornalismo Internazionale LUISS. Trainer certificata CONI e FIF (Mat base e avanzato). Studia Anatomy in Motion (Gary Ward) e Qi gong.

Una sessione tipo

La tecnica ayurvedica ha radici millenarie e si esegue attraverso una serie di manipolazioni, impastamenti e sfregamenti a pelle realizzati utilizzando oli medicati, unguenti e polveri, da scegliere in base alla biotipologia della persona (il cosiddetto dosha) e in base allo squilibrio da trattare. Si tratta infatti di un vero e proprio metodo curativo che fa parte integrante della medicina ayurvedica, tanto quanto le posizioni yogiche, l’utilizzo delle erbe, le forme di meditazione recitata attraverso i mantra, le posizioni delle dita (mudra) e molti altri protocolli.

I dosha sono principalmente tre (Vata, Pitta, Kapha) ma esistono anche tipologie tridoshiche e va sempre ricordato che non siamo una sola forma, ma spesso la commistione di almeno due. Queste tipologie toccano sia la forma fisica che le abitudini e i processi mentali. Una persona Vata, per esempio, ha ossa tendenzialmente lunghe, pensiero veloce, non ama essere toccato/a con pressioni troppo insistenti. Un Pitta, invece, ama il tocco presente e solido, ha denti bianchi, struttura fisica forte, risata intensa e carattere determinato. Un Kapha tende alla terra e al suo essere stabile, pesante, radicato, lento ma persistente. Sono caratteristiche generali, piuttosto indicative.

A seconda del tipo di persona possiamo avere un massaggio ayurvedico che varia quindi nel tipo di olio usato, nella durata, nella frequenza e nel numero di trattamenti proposti alla persona lungo il tempo. Nei testi classici della medicina ayurvedica – la Charaka Samhita e la Sushutra Samhita – il massaggio si inserisce come un sistema terapeutico che sostiene la persona nei vari cambiamenti e nelle fasi della vita, aiuta a vivere la ciclicità e i cambiamenti naturali, arreca forza in fase di crescita e nei cambi di stagioni e permette di affrontare bene l’invecchiamento.

Tecniche e tipi di massaggio ayurvedico

Le tecniche di massaggio ayurvedico sono principalmente di 2 tipi:

  • Apatarpana, terapia di drenaggio;
  • Santarpana, terapia nutritiva.

La scelta tra questi due tipi di massaggio dipende molto dal tipo di persona che si presenta e consente di usare anche oli diversi leggermente scaldati in modo da essere tiepidi, non bollenti. Di solito la durata di un massaggio classico ayurvedico si aggira tra i 50 e i 90 minuti, inclusa la fase finale di rilassamento ed eventuale dialogo tra terapeuta e paziente. La fase iniziale prevede una piccola anamnesi per fare in modo che vengano comunicati disturbi importanti e situazioni delicate come protesi, operazioni chirurgiche pregresse, pacemaker, patologie cardiache, condizioni oncologiche, etc.

Prende il nome di Sarvanga abhyanga il massaggio ayurvedico completo che parte dai piedi e arriva alla testa secondo sequenze rilassanti e depurative che prevedono movimenti focalizzati sulle aree più cariche di tossine e sui chakra. Shirodara invece corrisponde al massaggio che si fa su testa e fronte e ha un vero e proprio effetto terapeutico che tocca anche la parte mentale, emotiva e psichica.

Con Griva abhyanga l’operatore oppure operatrice ayurveda si concentra sul tratto cervicale e sulle spalle; il Mukhabhyanga si concentra sul viso invece. Ci sono moltissime altre tipologie di massaggio che vanno a drenare in modo profondo tutta la cute, aiutano la circolazione linfatica a livello degli arti inferiori e della zona addominale e sono massaggi ottimi per eliminare il gonfiore e l’adipe a livello del ventre o dei fianchi.

Benefici e controindicazioni

Il massaggio ayurvedico permette di avere benefici sia estetici che fisiologici che emotivi. Non si tratta solo di una coccola, ma di un vero e proprio trattamento che rimette il corpo, la mente e lo spirito in equilibrio. Il corpo viene ben oliato e le giunture lubrificate. La digestione migliora e anche l’assimilazione del cibo. Migliorano i dolori articolari, si hanno benefici a livello del range di movimento e i capi articolari e le strutture di sostegno funzionano meglio, in modo fluido. Grande beneficio anche per l’apparato linfatico e la produzione della linfa a partire dal liquido interstiziale. Il corpo arriva a eliminare meglio le tossine e si ricarica di energia in modo veloce.

Anche l’apparato cardiocircolatorio ne trae immenso beneficio: le vene raccolgono il sangue al meglio, le arterie mantengono la giusta pressione e irrorano i tessuti in modo adeguato. Di conseguenza i muscoli sono molto ossigenati e si contraggono meglio. Anche il cuore viene aiutato nel suo sistema di “pompa” che riguarda la muscolatura di lavoro, ma anche il sistema di conduzione che riguarda la muscolatura specifica ne trae beneficio.

Migliora la resistenza e la forza del corpo in generale e ci si ammala di meno. Il massaggio ayurvedico ha anche lo scopo di agire sul sistema nervoso sia centrale che periferico e sulle fibre simpatiche e parasimpatiche: chi “fugge o lotta” sempre (ortosimpatico) cede e si rilassa e chi invece non riesce ad alzare le energie e si mantiene su un livello base e di rilassamento, come si fosse sempre in fase di digestione con annesso rallentamento (parasimpatico) esce dalla sessione con una spinta vitale diversa.

Non ci sono particolari controindicazioni, ma il massaggio ayurvedico andrebbe evitato in caso di infiammazioni importanti o accumuli di tossine legati a patologie di diversa natura che intaccano il sistema immunitario, endocrino e linfatico. Va evitato in caso di diarrea, fasi infiammatorie acute, flusso mestruale abbondante. Ci vuole il consulto medico in caso di ipertensione, flebiti, disturbi cardiovascolari, problemi alla circolazione capillare. Anche in caso di dermatiti importanti il paziente deve informare per fare in modo che chi opera possa scegliere l’olio giusto da applicare sulla cute.