Infiammazioni, perché nascono e quali sono più frequenti

Quali sono le infiammazioni più frequenti, come riconoscere le reazioni del nostro corpo e quale prevenzione possiamo fare

Federico Mereta Giornalista Scientifico

I latini non avevano dubbi. Ed usavano la loro splendida lingua per definire un fastidio, dal dolore dopo un trauma ad una reazione ad una puntura. Quattro le parole chiave: rubor, cioè arrossamento, tumor, quindi gonfiore, cum calore (sensazione di caldo) et dolore.

L’infiammazione, nelle sue varie declinazioni, rimane ancora caratterizzata da questi termini. Ed è molto frequente: negli ultimi tre mesi due italiani su tre hanno dichiarato di aver sofferto di almeno un disturbo infiammatorio, soprattutto a muscoli e articolazioni. Lo dice un’indagine di Human Highway per Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione.

Cosa ci colpisce di più in estate

Secondo la ricerca, sono le infiammazioni muscolari e articolari i disturbi più diffusi, con circa il 41,2% della popolazione italiana, soprattutto gli over 45, che dichiara di averne sofferto negli ultimi tre mesi, seguite dalle infiammazioni orali (gengiviti e afte), che si attestano al 18% che, invece, risultano più diffuse nelle fasce di popolazione più giovane, in particolare tra i trentenni.

Secondo chi ne soffre, sarebbero le abitudini di vita e i comportamenti scorretti le principali ragioni dell’insorgere di questo tipo di disturbi. In particolare, nel 58,3% dei casi le infiammazioni insorgono a causa di movimenti scorretti e posture sbagliate o sono conseguenti a stile di vita e stress, rispettivamente per il 46,1% e il 42,6% della popolazione intervistata. Seguono cause come età, alimentazione scorretta e mancanza di prevenzione e protezione.

Ma di cosa si tratta? E come mai un meccanismo positivo si trasforma in un problema per il benessere? “Le infiammazioni – commenta Ovidio Brignoli, vicepresidente Simg (Società Italiana di Medicina Generale e Cure Primarie –  sono dei processi riparativi (e dunque positivi) che l’organismo mette in moto quando riceve un insulto. Quando ciò avviene, produce energia e di conseguenza calore, il segno forse più tipico dell’infiammazione”.

Certo è che non tutte le stagioni sono caratterizzate dagli stessi fenomeni, almeno per frequenza. Se nei periodi freddi la risposta infiammatoria è fondamentale per far fronte soprattutto a virus e simili, con il caldo tendono a manifestarsi altri problemi.

Un esempio? Pensate alle infiammazioni muscolari, che si manifestano spesso prima di coricarci, a seguito di una diminuzione dei sali minerali dovuta al caldo, o stati di spossatezza, che possono essere accompagnati a loro volta da disturbi gastrici. Questi possono essere legati anche al cambio di stagione e a stati di stress, che quest’anno si sono acuiti con la pandemia. Senza dimenticare ovviamente l’azione del calore e dei raggi del sole, per i quali occorre sempre proteggersi.

Caldo, amico o nemico?

L’indagine ha dimostrato che per la stragrande maggioranza delle persone il calore, uno dei quattro segni dell’infiammazione secondo i latini, viene associato prevalentemente a qualcosa di negativo. Sia chiaro però che non è facile distinguere un calore buono da uno negativo per l’organismo.

“È evidente che una scottatura determina un aumento della temperatura esterna della cute ed è un fatto negativo, mentre l’attività fisica e la digestione o alcuni fenomeni ormonali determinano aumento della temperatura corporea ma sono fenomeni fisiologici cioè normali – spiega Brignoli. La febbre è certamente il fenomeno più conosciuto e frequente di aumento della temperatura corporea e che può sorgere come risposta a una infezione”.

In alcuni casi, e in particolare quando la temperatura è particolarmente elevata, si attivano una serie di meccanismi, quali ad esempio la sudorazione e, a volte, il tremore muscolare, che hanno l’obiettivo di favorire un abbassamento della temperatura corporea. Insomma: impariamo a riconoscere le reazioni legate alla risposta difensiva dell’infiammazione e ricordiamo che prevenzione (controllo del peso, movimento, alimentazione leggera) e buone abitudini ci permettono di essere più in forma se il nemico ci “attacca”, nelle tante vesti che può assumere.

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