HPV, il vaccino protegge da diversi tumori: chi si dovrebbe vaccinare e quanto ne sanno gli italiani

La vaccinazione contro l’HPV è una vaccinazione anti cancro e l'obiettivo è arrivare ad azzerare i tumori correlati al Papilloma virus

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

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In Australia sia è raggiunto un risultato storico nella lotta al cancro. Si è infatti arrivati vicini ad azzerare il tumore della cervice uterina tra le donne più giovani e portare l’intera popolazione sotto la soglia di eliminazione definita dalle autorità sanitarie internazionali. Come? Grazie a più di 15 anni di strategie integrate basate su vaccinazione contro l’HPV, (ovvero il Papilloma virus) screening organizzati e forte adesione della popolazione. Anche da noi bisogna tendere ad un risultato simile, considerando i tanti tumori che sono associati a questa infezione non solo nelle donne ma anche negli uomini. Ma c’è ancora molto da fare.

La conoscenza, in ogni caso, è l’arma fondamentale per rispondere ai bisogni della prevenzione. D’altro canto, allargare i canali di comunicazione e accesso alla prevenzione è una richiesta esplicita della popolazione, Nell’ambito della campagna vaccinale di MSD , approvata dal Ministero della Salute “Scrivi oggi il tuo domani”, in questo senso entra ora l’Holobox, un avatar olografico interattivo prodotto da Proto.

Non solo collo dell’utero

Eliminare i tumori HPV-correlati è possibile, abbiamo tutti gli strumenti per farlo anche nel nostro Paese, che aderisce allo Europe’s Beating Cancer Plan. Ma la strada è ancora lunga. Secondo gli ultimi dati rilasciati dal Ministero della Salute, il valore di copertura vaccinale nazionale per HPV (per ciclo completo) nella coorte 2009 (ragazze che compivano 15 anni nell’anno di rilevazione, coorte utilizzata dall’OMS come riferimento nelle sue statistiche) è ancora del 70,58%, seppur con un lieve miglioramento rispetto al dato sulla stessa fascia di età rilevato l’anno precedente (69,57%).

Attenzione però: l’HPV non è però causa solo del tumore della cervice uterina, ma riguarda la salute di donne e uomini e per questo l’eliminazione di tutti i carcinomi HPV-correlati (cervice, vulva, vagina, ano) è da considerarsi come un obiettivo primario di salute pubblica, così come sottolineato negli obiettivi del Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale. In questo contesto complesso e sfidante, è importante comprendere come gli italiani percepiscono questo argomento, per fare in modo di mettere in atto strategie sempre più mirate e disegnate intorno ai bisogni di conoscenza del singolo individuo.

Quanto ne sanno gli italiani

Istituto Piepoli ha elaborato un’indagine sociale su un campione di 1.800 persone tra genitori, donne e uomini.  Cosa emerge? In linea generale, i tumori rimangono le patologie più temute dagli italiani, con un 60% che accomuna i tre target, mentre cresce la fiducia nella possibilità di prevenirli. Relativamente alla conoscenza dell’HPV oltre l’80% di genitori e donne adulte dichiara di avere una buona conoscenza del virus, mentre solo il 63% degli uomini adulti vanta lo stesso grado di conoscenza.

Particolarmente rilevanti le risposte che arrivano dal mondo maschile, una fetta di popolazione che dimostra ancora poca informazione sul tema. Infatti, il 40% si dichiara non informato, il 47% pensa che riguardi principalmente le donne e per il 30% degli intervistati l’HPV è responsabile dell’AIDS.

Quali sono i punti d’informazione? Sostanzialmente giocano un ruolo fondamentale le campagne d’informazione (media tradizionali e digitali), così come i professionisti della salute (Medici di Medicina Generale, Ginecologi e Igienisti), che rimangono un punto di riferimento fondamentale per le informazioni sulla vaccinazione. Il ginecologo, invece, si attesta come principale counselor per le donne, sia per quanto riguarda gli screening sia per la vaccinazione.

Significante il dato per cui il 69% delle donne e il 64% degli uomini, che hanno avuto conseguenze dal virus e che non si sono vaccinati in passato, sceglierebbe oggi di fare il vaccino anti-HPV. Uno scenario complesso che mette i professionisti della sanità pubblica, le associazioni pazienti e il mondo dell’industria difronte alla necessità di attivarsi con piani straordinari di eliminazione.

Dall’indagine emerge anche un dato interessante per quanto riguarda i genitori degli adolescenti, per i quali solo 2 su 5 dichiarano di aver ricevuto un invito alla vaccinazione, la cosiddetta chiamata attiva, da parte del centro vaccinale riguardante la possibilità di vaccinare i propri figli. La chiamata attiva è uno strumento fondamentale, che dimostra la sua efficacia nell’attivare genitori e adulti, nelle Regioni dove esistono piani specifici, uno strumento da fortificare e ampliare per raggiungere al meglio tutta la popolazione che ne può beneficiare.

Cosa fare secondo gli esperti

“Per raggiungere l’obiettivo di eliminare i tumori HPV correlati è necessario rafforzare tutte le leve della prevenzione – commenta Giancarlo Icardi, Professore Ordinario in Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica all’Università di Genova, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Igiene Ospedale Policlinico San Martino IRCCS Genova -.

Da un lato dobbiamo garantire il raggiungimento dei target di copertura vaccinale negli adolescenti, che rappresentano il pilastro della prevenzione primaria. Dall’altro, è fondamentale sviluppare strategie efficaci di recupero dei giovani non vaccinati e ampliare l’accesso alla vaccinazione gratuita anche alla popolazione adulta femminile e maschile, prendendo esempio dalle migliori esperienze regionali già attive nel nostro Paese.

Oggi serve una strategia nazionale condivisa che metta insieme i pilastri della prevenzione – vaccinazione e screening – accessibilità e innovazione organizzativa. L’eliminazione dei tumori da HPV è una sfida di sanità pubblica che possiamo vincere attraverso un impegno comune di istituzioni, operatori sanitari, società civile e industria: ciascuno con il proprio ruolo e una responsabilità condivisa verso la salute delle persone e delle future generazioni”.

La vaccinazione contro l’HPV è una vaccinazione anti cancro a tutti gli effetti, perché previene tumori gravi e diffusi come quello della cervice uterina, oltre a tumori che colpiscono anche gli uomini – indica Rossana Berardi, Professoressa Ordinaria di Oncologia dell’Università Politecnica delle Marche e Direttrice della Clinica Oncologica Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche (AOU Marche).

Lo Europe’s Beating Cancer Plan, recepito in Italia dal Piano Oncologico Nazionale, indica chiaramente la vaccinazione anti HPV come uno strumento chiave per eliminare i tumori prevenibili, fissando l’obiettivo di raggiungere almeno il 90% di copertura vaccinale e rafforzare lo screening entro il 2030.

L’esperienza di Paesi come l’Australia dimostra che l’eliminazione dei tumori HPV correlati è possibile grazie a strategie integrate di vaccinazione e prevenzione.

Anche in Italia questo obiettivo è raggiungibile, ma è necessario aumentare le coperture vaccinali, ridurre le disuguaglianze territoriali, rafforzare una comunicazione corretta e basata sulle evidenze. Ed è fondamentale investire nella prevenzione lungo tutto l’arco della vita, non solo negli adolescenti ma anche negli adulti, che possono ancora beneficiare della vaccinazione e degli screening. Diventa quindi essenziale cogliere ogni occasione utile – a partire dai percorsi di screening – per promuovere la vaccinazione e proteggere donne e uomini dai tumori HPV-correlati. I dati confermano una crescente attenzione della popolazione verso la prevenzione oncologica e una maggiore fiducia nella vaccinazione”.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.