Alzheimer, le uova proteggono il cervello. Quante mangiarne, secondo gli esperti

L’infettivologo Matteo Bassetti riaccende l’attenzione su uno studio che mostra i benefici delle uova

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

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“Una mela al giorno toglie il medico di torno”, recita un vecchio adagio popolare. Ora si scopre, invece, che anche le uova fanno bene alla salute, in particolare a quella del cervello. A lungo “bistrattate” e ritenute molto dannose per il colesterolo, ora sono rivalutate da uno studio secondo il quale aiuterebbero a proteggere dalla malattia di Alzheimer.

Lo studio sulle uova e l’Alzheimer

Secondo uno studio, pubblicato sul ‘Journal of Nutrition’ e condotto su un campione di 40mila adulti seguiti nel corso di 15 anni, emergerebbe che chi aveva mangiato un uovo al giorno per almeno 5 volte alla settimana avrebbe avuto una riduzione del 27% nel rischio di andare incontro alla malattia di Alzheimer, rispetto a coloro che non mangiavano uova o ne mangiavano di meno. A rilanciare il lavoro di ricerca è stato ora l’infettivologo Matteo Bassetti, tramite i propri canali social.

Cosa dice l’infettivologo Matteo Bassetti

“Le uova sono una delle fonti naturali più ricche di colina, un nutriente che il cervello utilizza per produrre acetilcolina, un neurotrasmettitore fortemente coinvolto nella memoria e nella comunicazione tra le cellule cerebrali. È noto che i pazienti affetti da Alzheimer presentano livelli più bassi di acetilcolina e molti farmaci contro questa malattia sono progettati per aumentarne i livelli”, spiega ora l’infettivologo Matteo Bassetti. Come chiarito dal direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, infatti, “I tuorli d’uovo contengono anche luteina e zeaxantina, composti che possono accumularsi nel tessuto cerebrale e che sono stati precedentemente associati a una migliore memoria e velocità di elaborazione negli anziani. Gli omega-3 presenti nelle uova potrebbero anche contribuire a sostenere le membrane che le cellule cerebrali utilizzano per inviare segnali”.

I benefici delle uova

I motivi dell’associazione tra il consumo di uova e il minor rischio di Alzheimer, dunque, sarebbero da ricondurre a questi motivi. Il condizionale, però, è d’obbligo. Come indicato dagli stessi ricercatori autori dell’analisi, infatti, ciò che emerge è un’associazione, non una prova solida di un rapporto di causa-effetto. Sull’argomento è intervenuto anche Giacinto Miggiano, intervistato dalla Fondazione Veronesi, che ha spiegato come le uova di gallina risultano “altamente nutrienti” proprio per il loro contenuto di proteine complete in grande quantità e di alta qualità. Secondo l’esperto in Nutrizione Clinica presso il dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche del Policlinico Universitario Fondazione Gemelli, “tutti gli amminoacidi essenziali che l’organismo non è in grado di produrre naturalmente e apportano quantità significative di vitamine e minerali, compresa la vitamina A, la riboflavina, l’acido folico, la vitamina B6 e B12, la colina, il ferro, il calcio, il fosforo e il potassio”.

Cosa contengono le uova

Tra i nutrienti delle uova, inoltre, va ricordata la componente lipidica, di cui solo il 65% è costituita da trigliceridi, mentre in molti altri alimenti arriva al 98%. Miggiano ricorda anche “l’abbondante presenza di lecitine (contenute nel tuorlo) ed in generale di fosfolipidi (30%) che conferiscono proprietà salutistiche e funzionali, tra cui il potere emulsionante che ne permette ad esempio la preparazione di alcuni cibi, quali la maionese, o ancora la presenza di grassi che, pur essendo di origine animale, sono prevalentemente monoinsaturi e polinsaturi”. L’apporto nutrizionale delle uova, dunque, sarebbe ottimale. Come sempre, però, va tenuta in considerazione la quantità complessiva in rapporto al resto dei cibi che compongono la dieta quotidiana e settimanale.

I contro: perché stare attenti

A svantaggio delle uova, invece, ci sarebbe la quantità di colesterolo. Il 5%, circa 200 mg/uovo, è costituito proprio da questo componente, che porta gli esperti a consigliarne in quantità moderata, specie in caso di particolari condizioni di salute. “Consumare anche solo due uova ne fa superare di gran lunga il fabbisogno quotidiano, stimato in 300 milligrammi”, sottolinea Miggiano. L’esperto, comunque, ricorda che “la presenza delle lecitine favorisce da un lato il trasporto inverso del colesterolo dalle arterie al fegato, potenziando l’attività delle Hdl (il colesterolo buono) e dall’altro potenzia le performance cerebrali e i processi digestivi dell’alimento”. Il suggerimento dell’esperto di nutrizione, quindi, è di limitarsi a due uova alla coque che “vengono smaltite dallo stomaco in due ore, contro le tre necessarie per una porzione di carne”.

Quante volte alla settimana?

Resta, comunque, dibattuto il quantitativo ideale di uova alla settimana, che varia in alcuni casi da 2 fino a 7. A cercare di fare chiarezza ha provato il team Smartfood dello IEO, l’Istituto europeo di oncologia – Centro Cardiologico Monzino, che in una ricerca ha spiegato che “le uova possono far parte di un’alimentazione sana ed equilibrata, anche per chi ha il colesterolo alto”. “In passato – si legge sul sito – si pensava che, essendo le uova ricche di colesterolo, il loro consumo andasse limitato per prevenire malattie cardiovascolari. Oggi la Ricerca ha ribaltato questa visione: la maggior parte del colesterolo presente nel sangue è prodotta dal nostro organismo e solo una minima parte proviene dall’alimentazione. Quello che davvero incide sui livelli di colesterolo è l’assunzione eccessiva di grassi saturi e grassi trans (una categoria di grassi insaturi dannosi per il cuore), non il colesterolo contenuto negli alimenti”.

La “ricetta giusta”

“Le uova, quindi, non rappresentano un rischio per la salute cardiovascolare, se consumate nel giusto equilibrio (…). Nel modello del piatto smart promosso dal team Smartfood IEO, le uova sono incluse da 1 a 4 volte a settimana, nella porzione standard di 1 uovo (circa 60 g)”. Si possono consumare, quindi, un uovo a colazione, uno a pranzo e due a cena in momenti diversi della settimana; oppure programmare due pasti principali a base di uova, con due uova per volta. La varietà rimane il principio guida, e le uova si inseriscono perfettamente in una dieta mediterranea bilanciata”.