Che tempo che fa, pagelle del 17 maggio: Sal Da Vinci incredulo (8), Sinner a sorpresa (10), Roberto Bolle commosso (8)

Fabio Fazio conduce la penultima puntata di "Che tempo che fa" nella quale ospita il reduce da Eurovision Sal Da Vinci mentre Sinner si collega a sorpresa. Le nostre pagelle

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Martina Dessì

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Content editor di tv, musica e spettacolo. Appassionata di televisione da sempre, designer di gioielli a tempo perso: ama i particolari, le storie e tutto quello che brilla.

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Il penultimo appuntamento stagionale di Che tempo che fa ha confermato ancora il vero talento di Fabio Fazio: aprire con l’impegno geopolitico – questa volta con Bernie Sanders ed Elly Schlein a discutere di diritti e riforme globali – e virare poi verso il grande racconto umano fatto di sport, musica e costume italiano. E chiudere, immancabilmente, con il Tavolo. Un format rodato, quasi prevedibile nel suo funzionare, che domenica sera ha trovato però nella qualità degli ospiti il suo punto di forza (c’era anche Jannik Sinner in collegamento). Ecco le nostre pagelle.

Roberto Bolle – La disciplina che vince sul tempo. Voto: 8

A guardarlo muoversi, quei 51 anni sembrano essere passati in un colpo. L’Étoile si è concesso la rarità di mostrarsi fragile, guardando in studio le immagini dei suoi primissimi passi di danza da bambino di sette anni, sul palco per Il Lago dei Cigni. Ormai pensionato da qualche anno, così come vuole il regolamento che impone il ritiro a 47 anni, Roberto Bolle ha tenuto a sottolineare che il talento non educato, senza una dedizione assoluta, non basta a restare nell’Olimpo per decenni. Dai timori adolescenziali alla Scala alle onorificenze internazionali, la sua parabola è rimasta intatta. Nel mezzo c’è però la televisione, che qualche anno a questa parte l’ha reso sempre di più un personaggio popolare.

Jannik Sinner – Il campione che non si monta la testa. Voto: 10

Il colpo della serata è arrivato in collegamento, a poche ore dalla storia vittoria agli a Internazionali d’Italia. Jannik Sinner si è presentato da fresco trionfatore del Foro Italico – primo italiano a vincerlo dopo mezzo secolo, erede ideale di Adriano Panatta, presente alla premiazione con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – e ha sorriso, ha ringraziato il pubblico romano, ha chiesto qualche giorno di decompressione mentale prima di affrontare il Roland Garros di Parigi senza trionfalismi. Una misura che lo rende straordinario.

Orietta Berti e Osvaldo – Sessant’anni d’amore (e qualche sketch di troppo). Voto: 5

Il siparietto coniugale è ormai un classico del programma, ma questa volta il copione ha scricchiolato. Tra tabù familiari infranti, allergie ai gatti ignorate per amore delle fusa (calmerebbero la pressione alta) e shock anafilattici da peperoncino gestiti con il farmaco salvavita nel cassetto della cucina (“se rischia di soffocare, prende il cortisone”) – raccontato quasi come aneddoto – la scena ha virato dal tenero al surreale senza trovare il giusto equilibrio. Quasi sessant’anni insieme restano un traguardo enorme. Lo sketch, però, stavolta sembrava già visto.

Luciana Littizzetto – Satira affilata come un rasoio. Voto: 7

Prima paladina dei condomini esasperati dall’inquinamento acustico mattutino degli operatori ecologici del vetro, poi dissezionatrice spietata della politica interna. Il monologo su Alessandro Giuli – Ministro della Cultura ridotto da potenziale esteta dannunziano a concorrente in lacrime del Falò di confronto di Temptation Island dopo i richiami di Palazzo Chigi – è satira politica di razza, pungente. Lucianina sa ancora dove colpire.

Sal Da Vinci – Napoli conquista l’Europa. Voto: 8

Poche ore di sonno, ancora l’adrenalina di Vienna addosso, eppure in studio è sembrato il più energico di tutti. Il quinto posto all’Eurovision premia una carriera lunghissima nata nelle sceneggiate da bambino e rilanciatissima dal fenomeno virale di Rossetto e caffè, canzone diventata tormentone persino tra la Gen Z. Incredulo per la top 5 raggiunta persino in Lituania, Sal Da Vinci è ora pronto per il tour internazionale che lo riporta sui palchi di tutto il mondo. Già proiettato verso gli Stati Uniti senza nemmeno il tempo di disfare i bagagli: la maturità artistica, quando arriva, non aspetta.

Tania Cagnotto – Una leggenda scritta da sola. Voto: 9

L’inserimento nella Hall of Fame del nuoto mondiale in Florida è il riconoscimento che mancava a una delle campionesse più amate dello sport italiano. Ai microfoni di Fazio, Tania Cagnotto ha raccontato qualcosa di più intimo: i genitori che cercavano di tenerla lontana dal trampolino per risparmiarle le pressioni vissute sulla propria pelle, e la scoperta della grandezza sportiva del padre avvenuta quasi per caso, dai racconti delle rivali straniere e che oggi applica anche alle sue figlie. Una storia di talento e determinazione che non aveva bisogno di scenografie.