Muffa sopra la doccia, perché si forma e come eliminarla

Se abbiamo notato la comparsa della muffa nella zona della doccia, cerchiamo di capire perché si forma e come eliminarla

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Ci capita più spesso di quanto pensiamo: alziamo lo sguardo per caso, magari mentre ci stiamo asciugando i capelli, e le notiamo lì, sopra di noi. Quelle macchioline scure sul soffitto del bagno, sulla parte alta delle pareti, lungo il bordo superiore del box doccia. La muffa “sopra” la nostra doccia è un classico dei bagni di casa, ma anche uno dei problemi che scopriamo più tardi, perché in alto non guardiamo quasi mai in modo approfondito così spesso. Vediamo insieme perché si forma proprio in quella zona, come pulirla in tutta sicurezza, e quando invece il caso vuole un piccolo lavoretto in più.

Perché la muffa si forma proprio sopra la doccia

Il motivo è banale, eppure lo dimentichiamo sempre. Quando apriamo l’acqua calda della doccia, il bagno si riempie in pochi minuti di una nebbia sottile che vediamo benissimo: si appanna lo specchio, si appannano i vetri, e il resto va verso l’alto. A salire, infatti, è tutta l’umidità prodotta dal vapore, che cerca le superfici più fredde per condensarsi. E quale superficie del bagno è la più fredda di tutte? Il soffitto.

E adesso pensiamo a chi prolifera in questo tipo di ambiente: le spore della muffa, quando trovano superfici fredde, umide e ferme, si fermano e cominciano a moltiplicarsi. Ecco perché il soffitto del bagno e la parte alta delle pareti sono fra le prime zone a essere colpite, anche se sono quelle che, paradossalmente, ci sembrano sempre più “pulite” rispetto alle fughe del piatto doccia.

Soffitto, cartongesso, pittura: i materiali più a rischio

Le superfici piastrellate (rare, ma in alcuni bagni d’epoca le troviamo) sono le più semplici da gestire, perché lisce e poco porose. Il caso più comune, però, è il soffitto verniciato: la pittura tradizionale, soprattutto se non è di tipo specifico per ambienti umidi, ha una porosità leggera, e con il tempo le micro-goccioline di vapore la penetrano. Le spore si insediano sotto la superficie, e da lì diventano davvero difficili da mandare via in modo definitivo.

Il caso più delicato, invece, è il controsoffitto in cartongesso, che troviamo spesso nei bagni più moderni, magari per nascondere tubature o per inserire faretti. Il cartongesso è un materiale assorbente e poroso: una volta che la muffa ci entra dentro, possiamo pulirlo in superficie cento volte, ma le spore continueranno a riaffiorare.

Una piccola precisazione su una cosa che spesso ci facciamo: la pittura “lavabile” non è la stessa cosa della pittura antimuffa. “Lavabile” vuol dire solo che possiamo passarci sopra un panno umido senza rovinarla. Antimuffa invece significa che contiene additivi attivi contro i funghi. Se stiamo pensando a ridipingere il bagno, e in particolare il soffitto sopra la doccia, meglio scegliere quella giusta.

Come pulire la muffa sopra la doccia in sicurezza

Partiamo dall’attrezzatura. Uno sgabello stabile o, ancora meglio, una piccola scala con una buona base d’appoggio: niente improvvisazioni sul bordo della vasca o sul piatto doccia, perché bagnati e con le mani occupate è proprio il modo per farsi male. I guanti in lattice servono assolutamente, e diventano fondamentali anche gli occhiali di protezione (vanno bene anche degli occhialini da piscina). Dopodiché ricordiamo di aprire la finestra: in alto i vapori si concentrano subito ed è importante respirare bene.

Per la muffa sopra la doccia possiamo provare con l’acqua ossigenata diluita. È efficace, è meno aggressiva della candeggina sui colori della pittura (la candeggina può lasciare aloni biancastri sul soffitto colorato), e si maneggia più facilmente in alto. Si spruzza, si lascia agire una decina di minuti, si tampona con un panno in microfibra. In alternativa, gli antimuffa specifici in formato spray vanno benissimo.

Per chi non vuole salire sullo sgabello, c’è un trucchetto comodissimo: i manici telescopici con testa in microfibra, gli stessi che si usano per i vetri esterni. Spruzziamo il prodotto, aspettiamo, e poi tamponiamo dal basso.

Quando la pittura è da rifare

A volte pulire non basta. Lo capiamo da alcuni segnali abbastanza chiari. Le macchie tornano dopo pochi giorni, anche dopo un trattamento accurato. Compare un alone giallognolo che non va più via. La pittura inizia a sfogliarsi, oppure a formare piccole bolle. Se siamo a questo punto, le spore sono entrate nello strato di vernice.

In tal caso ritagliamoci del tempo per idipingere il soffitto del bagno. Si parte con una leggera carteggiatura per togliere la pittura ammalorata e avere una base liscia. Si applica poi un primer antimuffa specifico (si trova in qualunque ferramenta), che blocca le spore residue e prepara la superficie. Infine, due mani di pittura antimuffa per ambienti umidi, rispettando i tempi di asciugatura indicati sulla confezione.

Come evitare che si riformi

Tolto il problema, l’obiettivo è fare in modo che non torni più. E contro la muffa sopra la doccia, la prevenzione si basa su una parola: ventilazione. Senza un buon ricambio d’aria, qualunque pulizia sarà vana.

L’investimento più utile, soprattutto per i bagni dotati solo di una piccola finestra o, peggio, completamente ciechi, è un buon aspiratore meccanico. Un altro piccolo trucco a costo zero è aprire la finestra prima della doccia, non dopo: in questo modo il vapore trova subito una via di fuga, anziché accumularsi sul soffitto.

Una volta a settimana, prendiamoci cinque minuti per il soffitto. Un panno in microfibra montato su un manico telescopico, passato a secco o leggermente inumidito, è perfetto per togliere condensa residua e i primi accenni di sporco prima che diventino problema. Una volta all’anno, invece, controlliamo lo stato della pittura: se notiamo i primissimi segni (puntini, aloni, scolorimenti), meglio intervenire subito..

E se il nostro bagno è cieco e particolarmente umido, un piccolo deumidificatore portatile da accendere un’oretta al giorno, soprattutto in inverno, fa davvero miracoli. Sono macchinette compatte, silenziose, che consumano poco e che ci salvano dal dover ridipingere il soffitto a cicli.