Tim Battiti Live Spring, pagelle del 20 maggio: il pacco da giù a Meek (2), Elettra Lamborghini diva (10), Alfa patatone (9)

Ultimo appuntamento con "Tim Battiti Live Spring" da Ferrara, condotto da Alvin e Michelle Hunziker e un parterre di cantanti che infiamma la piazza

Foto di Giorgia Sdei

Giorgia Sdei

Giornalista pubblicista, esperta di spettacolo

Laureata in Scienze Filosofiche con master in comunicazione per lo spettacolo è giornalista pubblicista dal 2023. Scrive di tutto quello che passa per uno schermo, grande o piccolo che sia.

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L’ultima puntata di Tim Battiti Live Spring 2026 chiude su Canale 5 la sua parentesi primaverile con la formula ormai chiarissima: tanti artisti, un ritmo veloce, canzoni perfette per accendere la piazza e una conduzione collaudata che sa perfettamente quello che fa. Mercoledì 20 maggio, da Ferrara, Michelle Hunziker e Alvin hanno accompagnato il pubblico verso il gran finale di questa versione spring da Piazza Trento e Trieste, arrivata in tv come una specie di aperitivo musicale prima del tradizionale Battiti Live estivo.

E soprattutto con quelle vibes da Festivalbar dei tempi che furono: una piazza piena, ritornelli facili da cantare anche senza sapere bene tutte le parole e l’attesa spasmodica dell’estate. La scaletta era fitta, quasi da playlist in modalità shuffle: J-Ax, Serena Brancale, Fedez con Marco Masini, Elettra Lamborghini, Rocco Hunt, The Kolors, Alfa, LDA con Aka 7even, Annalisa, Malika Ayane e molti altri. Il risultato? Una serata piena, movimentata, decisamente divertente, con quella leggerezza che è la cifra stilistica di programmi come questo.

Michelle Hunziker e Alvin, sintonia top. Voto 9

Michelle Hunziker e Alvin hanno chiuso questa avventura primaverile con la sicurezza di chi sa esattamente che tipo di programma sta conducendo. Tim Battiti Live Spring non è il luogo dei grandi discorsi, delle interviste profonde o delle riflessioni esistenziali tra un ritornello e l’altro. È uno show di passaggio rapido, in cui bisogna presentare, sorridere, dare ritmo, non inciampare nei cambi e lasciare agli artisti il centro della scena. Loro lo fanno con mestiere, senza appesantire mai la serata.

Michelle resta una garanzia nei programmi musicali leggeri: si muove con naturalezza, tiene il palco, sa quando giocare e quando farsi da parte. Alvin, dal canto suo, porta quella carica da animatore (sempre elegante) che funziona bene in una piazza gremita. Insieme funzionano alla grande e costruiscono una coppia solida, adatta a un format che ha bisogno soprattutto di energia. E scatta subito l’invito: “Vieni con noi, dai”, dice Alvin riferendosi alla versione classica, quella estiva condotta insieme a Ilary Blasi. Michelle ribatte convinta: “Sai che quasi quasi vi raggiungo?”. Aspettiamoci sorprese.

Michelle e l’imbarazzo per Eros Ramazzotti. Voto: 7

La scena più imbarazzante di tutta la serata è arrivata proprio all’inizio, quando Alvin ha pensato bene di testare l’entusiasmo della piazza intonando Più bella cosa di Eros Ramazzotti. Una scelta casuale? Diciamo pure “casuale” con le virgolette grandi come il palco di Ferrara. Perché quel brano, legato alla storia tra Eros e Michelle Hunziker, è uno di quei riferimenti che il pubblico italiano riconosce al primo secondo, senza bisogno di spiegazioni.

Lei, avvolta in un tubino glitterato nero e pellicciotto bomber, ha reagito come una vera queen: ha sorriso imbarazzata (un po’ come tutti noi), ha provato a defilarsi un po’ ma poi è stata al gioco. Il pubblico ha canticchiato e i conduttori hanno portato a casa un inizio degno dello show che sarebbe stato di lì a poco.

Elettra Lamborghini, come si diverte lei nessuno mai. Voto: 10

Ma cosa vogliamo dire dell’Elettra Lamborghini nazionale? Lei ormai è una vera istituzione e in programmi di questo genere ci sguazza: è pane per i suoi denti e si vede, sembra nata per parteciparvi e lo fa divertendosi dall’inizio alla fine con un’energia che solo lei sa portare sul palco. Arriva una prima volta sulle note di Voilà e Michelle, alla fine dell’esibizione, le chiede dove voglia arrivare. Sì perché ormai è ovunque come il prezzemolo, da Sanremo come cantante alla telecronaca dell’ultimo Eurovision Song Contest 2026. Alla domanda “ma quante ne vuoi fare?” lei risponde con un serafico “eh, amore, quello che si può, si fa”. Semplice.

Poi ritorna in un secondo momento e canta di nuovo, prima Pistolero e poi Asereje, svelando il segreto di Pulcinella, ovvero quel playback che i più attenti avevano già sgamato. Ma lei scende tra la folla che la acclama e fa cantare tutti prestando addirittura il suo microfono ai fan. Non la batte nessuno, spiace.

Alfa, dolcezza a palate. Voto: 9

Alfa sale sul palco dopo la frenesia dei The Kolors e l’energia di Rocco Hunt e il contrasto è più che evidente. Il giovane cantautore genovese è dolcezza allo stato puro e sa arrivare ai ragazzi della sua generazione come pochi altri, in modo delicato e divertente insieme (cosa affatto facile). La sua Bellissimissima fa cantare davvero tutti e in molti, tra il pubblico della piazza di Ferrara, si lasciano andare a effusioni romantiche, super coinvolti dal momento. Lui lo nota: “Guardate che bella coppia qui in prima fila”, dice, e la regia cattura un fotogramma che immortala il momento. Quanti cuoricini per lui.

Meek, favolosa davvero. Voto: 9 (ma il pacco da giù si becca un 2)

In una scaletta piena di nomi già molto riconoscibili, Meek è stata la sorpresa che non ci aspettavamo e che, proprio per questo, ci resta addosso. Con Fabulous non ha semplicemente portato un brano: ha portato un manifesto. E lo ha fatto anche con un look perfettamente coerente con l’operazione, da diva che entra in scena sapendo di doversi prendere il proprio spazio senza chiedere il permesso a nessuno. Un abito rosso fuoco con strascico, maniche a palloncino e inserti in tulle fucsia a contrasto. “I’m so fuc*ing fabulous” è una frase che potrebbe sembrare solo sfacciata, invece Meek la trasforma in dichiarazione d’intenti.

Il voto è 9 perché Fabulous ha avuto una cosa rara in una serata così affollata: un’identità immediata. Al primo ascolto incuriosisce, al secondo ci ritroviamo a canticchiarla, al terzo siamo già mentalmente su una passerella anche se magari stiamo solo andando a buttare l’umido. L’artista inglese prende l’autoaffermazione, la veste di paillettes sonore e la porta in prima serata senza timore. Il brano parla di fiducia in se stessi, del diritto di “credersela” un po’, di sentirsi favolosi anche lontano dai riflettori. E questa sfacciataggine consapevole è una boccata d’aria.

Noi di tutta risposta cosa facciamo? Sempre per citare De Sica: una cafonata. Dopo averle chiesto “cosa ti fa sentire favolosa?” – risposta scontata: “voi italiani” – Michelle Hunziker ha il compito di recapitarle una cesta di piatti tipici ferraresi e italiani. Praticamente il pacco da giù di un qualsiasi fuori sede. Ma non era Serena Brancale ad aver dedicato loro una canzone, il nuovo singolo Al mio paese? E soprattutto, perché dobbiamo sempre farci riconoscere? Voto 9 a Meek, perché sì, ma 2 alla cringiata che ci si poteva risparmiare.