Intolleranze alimentari: cosa sono, sintomi e come superarle. I consigli dell’esperta

Le intolleranze alimentari sono in aumento. La dottoressa Mariolina Simeoli di MioDottore ci spiega come riconoscerle, quali cibi mangiare e quali evitare

Le intolleranze alimentari sono sempre più diffuse e chi ne soffre non può assaporare alcune pietanze.

Come fare quindi per non rinunciare completamente ai piaceri della tavola? Per capirne di più abbiamo intervistato la dottoressa Mariolina Simeoli, nutrizionista di MioDottore – piattaforma leader in Italia e nel mondo specializzata nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo DocPlanner.

Potrebbe descriverci in modo “semplice” cosa sono le intolleranze alimentari e per cosa si caratterizzano?
Un’intolleranza alimentare è una reazione avversa che l’organismo manifesta verso determinati alimenti. Diversamente dalle allergie alimentari, le intolleranze non “scatenano” alcuna attivazione anomala del sistema immunitario con conseguente risposta mediata da anticorpi. In particolare l’intolleranza alimentare è meno severa, ha una manifestazione graduale e spesso è proporzionale alla quantità di alimento ingerito. Più semplicemente potremmo definirla come una sorta di “intossicazione” che può manifestarsi anche diverse ore dopo l’ingestione dell’alimento stesso. I sintomi con cui l’intolleranza alimentare si manifesta possono essere tanti. I più comuni sono: dolori addominali, gonfiori, flatulenza, diarrea, prurito, vomito, nausea, mal di stomaco e bruciori. Chiaramente, questi sintomi non ci permettono di affermare che siamo di fronte a un’intolleranza alimentare, perché sono comuni anche a molte altre patologie.

Quali sono le più comuni?
Le intolleranze alimentari più diffuse sono quelle enzimatiche. Queste ultime sono dovute all’incapacità di metabolizzare alcuni componenti presenti nell’alimento per la carenza di un determinato enzima. Tra queste la più diffusa è l’intolleranza al lattosio: la lattasi,  enzima che serve per la digestione di latte e derivati, non è più in grado di “digerire” il lattosio, cioè non riesce più a scinderlo in glucosio e galattosio. Il latte, in questo caso, non può essere assimilato dal nostro organismo. Un’altra intolleranza enzimatica abbastanza diffusa è il favismo: il deficit enzimatico comporta l’assoluta necessità di evitare l’assunzione di fave, piselli, verbena, ma anche di alcuni farmaci. Le intolleranze alimentari possono manifestarsi anche per la presenza in alcuni alimenti di sostanze ad attività farmacologica come le amine vasoattive, conosciute meglio come istamina. Infine, anche gli additivi alimentari, come esaltatori di sapidità, dolcificanti e conservanti possono causare intolleranze.

In caso di intolleranza, ci darebbe qualche consiglio su come fare per non rinunciare ai piaceri della buona tavola?
Tutto dipende dal tipo di intolleranza. In caso di intolleranza al lattosio, scegliamo alimenti lactose free. In questo modo la nostra alimentazione sarà varia, completa e soprattutto senza eccessive restrizioni. I prodotti lactose free sono tanti: latte e derivati, dolci, biscotti, gelati, affettati. La grande varietà di prodotti disponibili è un bene soprattutto per i bambini che manifestano questa intolleranza perché possono scegliere liberamente qualunque tipo di alimento e non devono rinunciare a nulla. Discorso analogo per l’intolleranza al glutine. Dato il numero crescente di soggetti che manifestano celiachia, esiste un “mondo” di prodotti gluten free. Personalmente non amo i prodotti industriali e suggerisco sempre un prodotto fatto in casa. Al posto della farina di grano si utilizzano farine alternative come la farina di riso, mais, grano saraceno, teff; sono ottime per la preparazione di dolci, pizze e panature. In questo modo, con un pizzico di fantasia, possiamo cucinare manicaretti di ogni genere e trasformare il pasto in un momento di convivialità piacevole senza stress e rinunce.

Da maggio ricompaiono sulla tavola prodotti tipici del periodo (albicocche, pesche, ciliegie…). Quali sono le intolleranze alimentari tipiche di questa stagione e come affrontarle?
In questo periodo troviamo una varietà di frutta molto invitante e apprezzata dalla maggior parte di noi. Purtroppo non a tutti questa frutta fa bene, come erroneamente si può pensare, e tanti risultano allergici ad uno o più frutti. Spesso il semplice contatto può scatenare reazioni allergiche, molto più gravi nel caso in cui il frutto venga ingerito. Frequentemente ci troviamo di fronte a soggetti che risultano allergici a più frutti, per esempio albicocche e mandorle, oppure pesche e susine.
Per capire il perché di questa forma allergica, bisogna fare un breve cenno agronomico: il pesco, ciliegio, albicocco, mandorlo e susino appartengono alle drupacee, un insieme di alberi da frutto che produce drupe, cioè frutti con buccia sottile, polpa carnosa e nocciolo legnoso contenente i semi. I frutti di questi alberi sono conosciuti come pesca, ciliegia, albicocca, mandorla e susina e, poiché appartengono tutti allo stesso insieme, è facile capire il motivo per cui una persona può manifestare allergia a una o più drupe.
Le reazioni allergiche sono molto comuni: orticaria e prurito per semplice contatto o angioedema, sintomi gastrointestinali e reazioni anafilattiche in caso di ingestione. Le reazioni anafilattiche nei casi più gravi possono arrivare anche allo shock. Quando ci troviamo di fronte a manifestazioni di questo genere, rivolgiamoci ad un medico allergologo che valuterà la situazione e consiglierà l’iter diagnostico da intraprendere per una corretta diagnosi.
Non dimentichiamo, infine, la cross reattività o allergie crociate, tipiche di soggetti allergici ad alcune famiglie di pollini. In questo caso il semplice contatto con alcuni alimenti vegetali, come frutta e verdura, possono provocare irritazioni a labbra e cavo orale. A volte l’ingestione di questi alimenti cross reattivi provoca manifestazioni cutanee e problemi respiratori, come asma bronchiale. Alcuni esempi di cross reattività sono: pollini di betulacee con mela, lampone, pesca, albicocca, noci, nocciole, pollini di parietaria con ciliegia, gelso, pisello, pistacchio. È importante, in questo caso, che il soggetto allergico che ha manifestato cross reattività conosca le interazioni tra alimenti vegetali e piante.

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