Depressione: cos’è, sintomi e come uscirne

Tristezza, irritabilità, stanchezza sono alcuni dei sintomi attraverso cui si manifesta la depressione. Impariamo a conoscere meglio questa patologia con l’aiuto dell’esperta

Antonella Lobraico Editor specializzata in Salute & Benessere

Siamo abituati ad etichettare ciò che ci circonda perché il tutto possa apparire più semplice e chiaro. Tuttavia, non sempre è possibile racchiudere in poche parole il significato di un concetto che si porta dietro innumerevoli sfaccettature.

E questo è ancora più vero quando si ha a che fare con la sfera psicologica, dove la soggettività riveste un ruolo chiave. Un esempio concreto è la depressione, una patologia sempre tanto chiacchierata e i cui confini non possono essere tratteggiati in modo netto.

Diverse volte infatti ci sarà capitato di esclamare in un momento di tristezza e senza neanche troppo pensarci “mi sento depresso”, ma cosa vuol dire di preciso? In realtà, il termine depressione non sempre viene utilizzato in modo del tutto appropriato. Invece, è bene partire da un’idea di base fondamentale: non c’è una sola forma di depressione. Piuttosto, esistono forme più leggere e forme più gravi.

Abbiamo approfondito questo vasto e delicato argomento con la dottoressa Sara Baldrighi, Psicologa e Psicoterapeuta.

Cos’è

«La depressione indica la presenza di un basso tono dell’umore, quindi quando si è tristi, vuoti e irritabili. Ma tutto ciò non basta perché non sempre provare queste sensazioni equivale ad essere depressi. In realtà questa tristezza porta a delle modificazioni fisiche, psicologiche e cognitive che incidono nella quotidianità della persona e sulla sua capacità di funzionamento. Ci sono diverse forme di depressione: alcune persone possono ricevere la diagnosi di depressione maggiore, ma ci sono individui che invece hanno oscillazioni del tono di umore più o meno marcate (quindi il periodo up e il periodo down), fino ad arrivare al vero e proprio disturbo bipolare di cui la depressione può essere solo un sintomo» spiega l’esperta.

Sintomi

«La depressione può manifestarsi attraverso diversi sintomi come:

  • tristezza (sintomo base);
  • irritabilità;
  • incapacità di provare piacere nelle attività che di solito portano gioia;
  • stanchezza;
  • affaticamento sia mentale che fisico;
  • mancanza di concentrazione e di appetito;
  • mancanza di desiderio sessuale.

Tuttavia, non sempre, per ricevere una diagnosi di depressione, sono presenti tutti insieme questi sintomi» specifica l’esperta.

Conseguenze

«Le conseguenze della depressione si possono riscontrare in diversi ambiti della vita del paziente e comprendono quello familiare, quello lavorativo o anche quello scolastico, se parliamo di depressione in età adolescenziale. La depressione inoltre, può diminuire le performance non solo in quantità, ma anche in qualità perché si possono avere ad esempio problemi di concentrazione e di memoria.

Inoltre, spesso la depressione porta al ritiro sociale e questo con il trascorrere del tempo, rovina le relazioni sociali in ambito lavorativo e privato. In aggiunta, la depressione maggiore (una delle forme più gravi), può anche portare l’individuo a pensare, e a volte a tentare, il suicidio. Questo può accadere ad esempio se la depressione non viene trattata» afferma la dottoressa Baldrighi.

Nella depressione, come anche in alcuni disturbi alimentari, può essere di grande rilievo il fattore corporeo, ovvero quanto viene curato il corpo. Nel caso della depressione poi, si ha difficoltà a prendersi cura del proprio aspetto, come anche a mangiare e a dormire in maniera regolare.

Cause

«La depressione può colpire chiunque. Solitamente un sentimento di perdita – come può esserlo un lutto o una perdita lavorativa – o una autostima bassa possono rappresentare un fattore scatenante della depressione. In taluni casi anche alcuni traumi, da intendere come ferite che devono essere curate altrimenti possono espandersi nella quotidianità, possono costituire delle possibili cause».

In generale quindi i fattori psicologici, ovvero come un individuo interpreta gli eventi (ciò che per lui è un trauma o una perdita non lo è per forza per gli altri), rivestono un ruolo determinante nella genesi e sviluppo della depressione.

Come uscirne

«La prima cosa da fare è chiedere aiuto al proprio medico o ad amici e confidenti. Anche se bisogna considerare che chi soffre di depressione tende a non palesarlo, perché magari prova vergogna, ha paura di essere giudicato o per una forma di rifiuto stesso della malattia. In ogni caso, è importante fare una diagnosi precoce per poter intervenire il prima possibile.

La terapia farmacologica è determinante anche nei casi meno gravi perché è molto difficile lavorare solo con la psicoterapia nei pazienti depressi. Nello specifico, per fare psicoterapia bisogna essere pronti a parlare e ad elaborare delle cose e questo potrebbe diventare difficile con un paziente apatico. Dunque, i farmaci sono utili se impiegati contestualmente con la psicoterapia.

Non si possono scindere le due cose in quanto i farmaci da soli trattano solo il sintomo e ne riducono la gravità, ma solo insieme ad un percorso psicoterapico è possibile avere buoni risultati nel tempo. Mi sento inoltre di dire che non sempre è facile distinguere un periodo difficile dai sintomi depressivi veri e propri, quindi è bene stare in allerta quando si notano i segni tipici di questa patologia» conclude l’esperta.

In definitiva dunque, la depressione può potenzialmente colpire chiunque poiché alla base ci sono fattori scatenanti legati ad eventi che possono capitare nel corso della vita. Se si avvertono alcuni dei segnali descritti sopra, magari persistenti per diverso tempo, il consiglio è di aprirsi parlandone con qualcuno di fiducia e chiedere il consulto di uno specialista.

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