Dieta Blackburn, dimagrisci e riduci il rischio cardiovascolare

Ideata dal Professor John Blackburn, questa dieta è molto restrittiva e si basa soprattutto sul consumo di proteine

La dieta Blackburn è un regime alimentare iperproteico che promette di aiutare a dimagrire e a ridurre il rischio cardiovascolare tipico dello stato di obesità.

Il suo ideatore è il Professor John Blackburn, accademico ad Harvard negli anni ’70. Come ricordato da una revisione sistematica condotta nel 2018 da un team della Boston University School of Medicine, i suoi studi scientifici su tematiche come la resistenza all’insulina sono ancora fondamentali per gli esperti di alimentazione.

Come già detto, la dieta da lui creata si concentra soprattutto sull’assunzione di proteine. L’apporto di carboidrati e lipidi è molto limitato. La dieta Blackburn, chiamata in causa anche con l’acronimo PSMF (protein sparing modified fast)prevede inoltre il consumo di specifici integratori indicati dal suo ideatore.

Il regime alimentare in questione, approvato dal Dipartimento della Salute degli Stati Uniti nel 1993, si divide in tre fasi. La prima, caratterizzata da una durata di 3 giorni, prevede che il corpo impari a utilizzare il glucosio dalle sue riserve e senza bisogno di assumerlo dagli alimenti. In questo lasso di tempo, può capitare di avvertire un forte senso di fame e di sentirsi stanchi.

La seconda fase prevede invece una durata di 17 giorni circa e si contraddistingue per la formazione dei corpi chetonici. La fase conclusiva o di mantenimento consente la reintroduzione dei carboidrati. Chi segue la dieta deve però fare attenzione a non assumerli assieme alle proteine nel medesimo pasto.

Il menu di una giornata tipo delle prime due fasi (durante le quali non è possibile utilizzare l’olio come condimento ma solo il limone e le spezie) può prevedere una colazione a base di tè o caffè senza zucchero, da accompagnare con un integratore a scelta tra quelli suggeriti dalle linee guida di Blackburn.

Per quanto riguarda il pranzo, si può scegliere una fonte proteica tra carne (da evitare quella rossa), pesce o uova mantenendosi tra i 200 e i 250 grammi. Come contorno, si può dare spazio a una porzione abbondante di verdure scegliendo tra insalata, radicchio, finocchi, fiori di zucca, broccoli o zucchine. La cena prevede il medesimo schema del pranzo. In entrambi i casi, agli alimenti scelti va aggiunto un integratore proteico.

Il menu della terza fase è caratterizzato anche dalla presenza di spuntini a base di frutta e spremute e dal primo pasto della giornata a base di latte e cereali/caffè e yogurt. La dieta Blackburn deve essere tassativamente seguita sotto stretto controllo medico.

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