Menopausa e premenopausa: cause, sintomi, disturbi e rimedi

Una delle fasi più delicate della vita di una donna, la menopausa porta con sé patologie e disturbi difficili da contrastare. Ecco tutto quello che c'è da sapere sulla menopausa.

La menopausa consiste nella cessazione del ciclo mestruale a causa dell’interruzione permanente della funzionalità delle ovaie. Nel linguaggio comune indica principalmente una drastica riduzione del flusso mestruale, ma a livello scientifico questa espressione viene utilizzata propriamente soltanto dopo 12 mesi dal manifestarsi dell’ultimo ciclo.

I profondi cambiamenti ormonali che interessano il corpo nel momento in cui le ovaie smettono di produrre follicoli ed estrogeni, comportano una variazione significativa della vita biologica e psicologica di una donna, nonché una serie di piccoli disturbi a cui non si sa spesso come far fronte. In questa guida analizzeremo ogni aspetto della menopausa e forniremo una serie di consigli utili per gestire nella maniera più corretta possibile il corpo di una donna in un momento di profondo cambiamento.

Quando si entra in menopausa?

Il termine dell’età fertile in una donna arriva, in media, tra i 45 e i 50 anni ammesso che l’individuo segua un’alimentazione corretta e non abbia abitudini nocive come l’abuso di alcool e di fumo. Se una donna è sottopeso, a causa di un’alimentazione insufficiente o comunque non equilibrata, le mestruazioni possono sparire prima dello scoccare dell’età media della menopausa, esattamente come la continua intossicazione dell’organismo causata dall’alcool e dal fumo anticipano il verificarsi della menopausa.

Le cause della menopausa

Per quale motivo il nostro organismo cessa la produzione di ovuli? Molto probabilmente la causa risiede nel fatto che il corpo nel corso del tempo “sceglie” i follicoli da far “esplodere” per creare un ovulo fertile. Nei primi anni dell’età fertile il corpo utilizza i follicoli più forti e robusti, successivamente, quando questi ultimi non sono più in grado di produrre ovuli, si cominciano a utilizzare quelli meno sani, che quindi possono essere sfruttati per minor tempo.

Che cos’è il climaterio?

Con climaterio si intende un lungo periodo di tempo dai contorni piuttosto sfumati ma che può durare anche dieci anni nella vita di una donna sana. Questa fase comprende il periodo della premenopausa così come quello postmenopausa, e può durare in totale anche dieci anni.

Abbiamo già accennato a cosa accade durante la premenopausa, con tutte le alterazioni del ciclo mestruale che abbiamo appena analizzato. La postmenopausa invece comincia a un anno dall’ultima mestruazione.

Nel periodo del climaterio si manifestano tutti i disturbi della menopausa, che influiscono pesantemente sia sull’equilibrio fisico che su quello emotivo della donna.

Menopausa precoce e tardiva

Se il periodo in cui si manifesta la menopausa è classicamente quello tra i 40 e i 50 anni, una cessazione delle mestruazioni prima dei 40 anni indica una menopausa precoce, mentre un’interruzione del ciclo dopo i 50 è definita come menopausa tardiva. In linea generale, le donne che hanno visto comparire il ciclo piuttosto tardi, quindi dopo i 13 o 14 anni, vivranno una menopausa tardiva, così come le donne che sono diventate fertili in giovanissima età saranno probabilmente precoci anche nella menopausa, dal momento che il periodo di fertilità di una donna è grossomodo sempre identico.

Premenopausa: quando il corpo comincia a mutare

Con il termine premenopausa si indica il periodo di tempo (che comincia a ridosso dei 40 anni) in cui i cicli mestruali diventano anovulari e i valori dell’ormone follicolo-stimolante nel sangue sono sempre più alti. In questo periodo si cominciano a riscontrare alterazioni del normale ciclo mestruale. Anche nelle donne in cui il ciclo è sempre stato perfettamente regolare si possono presentare cicli mestruali ravvicinati o estremamente abbondanti oppure, al contrario, mestruazioni molto più rare del solito.

Esistono vari termini medici per indicare le principali variazioni del flusso mestruale nel periodo della menopausa. Tali variazioni possono interessare la quantità di sangue perso durante il mestruo oppure la frequenza con cui le mestruazioni si presentano. I seguenti termini indicano una variazione nella quantità di sangue mestruale perso durante ogni mestruazione:

  • Ipermenorrea: si utilizza questo termine per indicare un significativo aumento del flusso mestruale, che può manifestarsi anche al di fuori del flusso mestruale. In quest’ultimo caso si parla, in maniera più specifica, di metrorragia.
  • Ipomenorrea: indica un flusso assolutamente scarso e di breve o brevissima durata.

I seguenti termini indicano invece un’alterazione della frequenza del ciclo, che si può presentare più volte nell’arco di un mese o, al contrario, più raramente.

  • Oligomenorrea: indica il caso in cui le mestruazioni diventano più rare del solito, presentandosi a più settimane di distanza l’una dall’altra rispetto alle classiche quattro.
  • Polimenorrea: si utilizza per indicare il caso in cui le mestruazioni diventino più frequenti del solito, presentandosi più volte nell’arco di un mese.
  • Ameorrea: assenza di ciclo mestruale per almeno tre mesi (interruzione che non comporta la totale cessazione della produzione di cellule uovo).

La cessazione delle mestruazioni comporta nella maggior parte dei casi la comparsa di sintomi dolorosi, sia durante il periodo mestruale sia durante l’atto sessuale. Ecco i termini utilizzati per indicare questo tipo di problemi:

  • Dismenorrea: esattamente come al principio dell’età fertile della donna, le mestruazioni possono presentarsi anche a ridosso della menopausa con manifestazioni dolorose di vario tipo. Tipici delle mestruazioni dolorose sono i crampi addominali e i dolori alla base della schiena.
  • Dispareunia: quest’espressione indica un forte dolore durante i rapporti sessuali. In genere durante la menopausa sono causati dalla secchezza vaginale che accompagna la cessazione dell’attività follicolare.

 

Principali disturbi della menopausa

Per quanto si indichino generalmente con l’espressione “disturbi della menopausa”, tutti i disagi legati ai cambiamenti dei livelli ormonali nel corpo femminile si verificano durante il periodo del climaterio. Tutti i disturbi derivano dalla riduzione della produzione di estrogeni, causa della progressiva interruzione del funzionamento dell’apparato genitale. I sintomi più comuni sono i seguenti.

  • Vampate di calore: entrate nell’immaginario collettivo come i sintomi principali della menopausa, le vampate di calore si manifestano più frequentemente durante la stagione calda e meno in quella fredda. Provocano arrossamenti del viso, del collo e della nuca e sono seguite spesso da una sensazione di freddo pungente. A questi disturbi si accompagnano spessissimo anche palpitazioni e tachicardia.
  • Sudorazioni notturne: collegate alle vampate di calore, le sudorazioni notturne, spesso intense e frequenti, interrompono il regolare svolgersi del riposo notturno influendo negativamente sullo stato di salute generale e sull’umore.
  • Insonnia: peggiorata dagli episodi di sudorazione notturna, l’insonnia è uno dei disturbi più frequenti tra le donne in menopausa.
  • Prurito e secchezza vulvo-vaginale: influiscono negativamente sulla sessualità della donna in menopausa.
  • Sbalzi di pressione e vertigini.
  • Aumento del peso corporeo.
  • Depressione: la depressione è in assoluto il problema più grave che le donne in menopausa devono affrontare. Indotta da fattori principalmente biologici (l’abbassamento del livello di estrogeni), è anche profondamente influenzata dalla percezione sociale di una donna in menopausa, considerata “meno preziosa” di una donna fertile e difficilmente gestibile a causa dei frequenti sbalzi umorali che inevitabilmente accompagnano una donna in menopausa.

Rimedi e terapie per i disturbi della menopausa

vampate

Le vampate di calore sono un sintomo della menopausa

Come già accennato, i disturbi lamentati dalle donne in menopausa derivano quasi completamente dalla sempre minor produzione di estrogeni. Per ovviare a questi problemi si punta molto spesso sull’assunzione di trattamenti bioterapici che siano in grado di simulare (parzialmente) gli effetti della produzione di estrogeni sull’organismo femminile. Le sostanze più efficaci da questo punto di vista sono i flavonoidi, sostanze vegetali presenti principalmente nella soia e nel trifoglio rosso. Gli integratori a base di soia e di trifoglio sono molto utili per diminuire l’impatto delle vampate di calore e delle sudorazioni notturne.

Sempre al fine di combattere i malesseri derivati dagli improvvisi sbalzi di pressione arteriosa e di temperatura è possibile aumentare il consumo di alimenti contenenti vitamina C (ananas, banane, kiwi, fragole ciliegie, lattuga, pomodori, peperoni etc) e vitamina E (olio di oliva, di germe di grano, soia e mais, mandorle, arachidi, nocciole, semi di girasole, uova, ceci, broccoli etc). A una corretta alimentazione si dovranno affiancare, quando si manifestano sintomi piuttosto persistenti e gravi, farmaci per la cura dell’ipertensione.

Nel caso in cui fin dal primo periodo della menopausa la donna vada incontro a seri e fastidiosi sbalzi umorali e, contemporaneamente, a stati depressivi di varia entità, è consigliabile intervenire immediatamente con una terapia farmacologica antidepressiva.

Patologie legate alla menopausa

Oltre ai sintomi fin qui elencati, la menopausa comporta l’insorgere di patologie anche gravi come:

  • Osteoporosi
  • Ipertensione
  • Peggioramento delle condizioni cardiache; le malattie cardiovascolari costituiscono la più diffusa causa di morte nelle donne in menopausa. Sono causate principalmente dall’innalzarsi dei livelli di colesterolo nel sangue a seguito della sparizione degli estrogeni.
  • Tumore al seno e alla cervice uterina

 

Come combattere le patologie della menopausa

La riduzione di estrogeni nel sangue comporta un rallentamento del metabolismo corporeo il quale, a sua volta, induce un considerevole aumento di peso nelle donne oltre i 50 anni. La concentrazione del grasso corporeo intorno alla fascia addominale, tipica del fisico maschile, comporta un maggior rischio di incorrere in malattie cardiovascolari: per questo motivo il controllo del peso corporeo nel periodo della menopausa è essenziale per mantenere un buono stato di salute.

Cominciare a seguire una dieta ipocalorica in menopausa, diminuendo drasticamente il consumo di sale, zuccheri e grassi e privilegiando gli alimenti integrali è un passo fondamentale per prevenire e diminuire i rischi legati all’insorgere della menopausa. Praticare sport è importante quanto seguire un regime dietetico bilanciato, poiché aiuta a smaltire lo stress e a migliorare l’umore grazie alla massiccia produzione di endorfine.

La terapia ormonale sostitutiva – a patto che sia attentamente messa a punto a partire dalle esigenze di ogni singola paziente – è il metodo attualmente più efficace per prevenire l’osteoporosi e le malattie cardiovascolari. Purtroppo una terapia ormonale, soprattutto se pianificata su un lungo periodo di tempo, può comportare seri rischi di patologie cronico-degenerative e addirittura tumori (principalmente al seno e alla cervice uterina). Prevenire questi effetti collaterali è possibile attraverso un attento studio del quadro clinico della paziente, monitorando costantemente il suo stato di salute nel corso della terapia.

Sessualità della donna in menopausa

È opinione comune che il desiderio sessuale in menopausa subisca un drastico peggioramento rispetto a quella di una donna in età fertile. Nella maggior parte dei casi questa situazione si genera da una serie di condizioni psicologiche della donna che si appresta a perdere la propria fertilità e che hanno davvero poco a che fare con gli sconvolgimenti ormonali del suo corpo.

Se, infatti, la donna in menopausa non soffre di disturbi e patologie gravi a carico dell’apparato sessuale, ed è riuscita a stabilire un nuovo equilibrio emotivo durante e dopo gli inevitabili sbalzi d’umore di questo periodo, il suo desiderio sessuale non cala. Questo perché il desiderio di una donna di sedurre ed essere sedotta non deriva dai suoi livelli ormonali, ma dal rapporto che instaura con se stessa e con il sesso maschile.

Può essere utile sottolineare che, a influire in maniera consistente sulla sessualità di una donna in menopausa sono gli stessi identici fattori che definiscono la sessualità di una donna giovane o comunque ancora in età fertile: la serenità della vita di coppia, la complicità con il partner, la qualità del rapporto con il proprio corpo, il suo status di madre o la mancanza di figli.

Il modo migliore per vivere la sessualità in menopausa è ascoltare il proprio corpo, prendersene cura e soprattutto ricercare prima di tutto il proprio benessere emotivo e psicologico: una condizione di vita serena condurrà, necessariamente, a una sessualità serena e appagante.

Addirittura, molte donne single o in coppia riescono a vivere la propria sessualità con una libertà nuova dopo la fine del proprio periodo fertile, proprio perché non si è più costantemente in allerta per evitare gravidanze indesiderate: di questa nuova spensieratezza gode molto spesso anche il partner, riuscendo a vivere insieme a una donna in menopausa una sessualità allegra, appagante e coinvolgente.

Conclusioni

La menopausa è una condizione psicosomatica che influisce pesantemente sulla vita di una donna. Per questo motivo è necessario conoscerla profondamente e sapere a quali cambiamenti il corpo e la psiche di una donna andranno incontro al termine dell’età fertile.

Grazie a uno stile di vita corretto e a un’adeguata terapia, la vita di una donna in menopausa può essere sana, appagante e serena, ricca di scoperte e di riscoperte, di nuove esperienze e anche di un’insospettabile libertà sessuale.

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Menopausa e premenopausa: cause, sintomi, disturbi e rimedi