Punture d’insetti e shock anafilattico, come comportarsi

Api, vespe e calabroni rappresentano un pericolo soprattutto per chi è allergico: cosa fare in caso di puntura e i quattro tipi di reazioni

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Api, vespe, calabroni. Tornano i pericoli dell’estate per chi è allergico. A volte, infatti, una puntura può dar luogo ad uno shock anafilattico, dagli esiti potenzialmente gravissimi. Lo conferma una ricerca condotta da specialisti dell’AAIITO (Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri), che peraltro segnala anche come in molti casi questa condizione non venga riconosciuta e quindi ci sia uno sottostima dei decessi legati a questa situazione.

Lo studio ha analizzato i dati del Registro Nazionale delle Cause di Morte forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica. La prima causa di morte per anafilassi è rappresentata dai farmaci, responsabili del 74 per cento dei casi certi, con un tasso complessivo di 0,43 casi per milione di persone ogni anno. Le punture di imenotteri sono risultate responsabili del 5,6 per cento dei casi certi e del 51,4 per cento dei casi possibili, dato sicuramente sottostimato. Ma cosa succede quando si verifica un fenomeno di questo tipo?

Un processo in fasi

In genere, le manifestazioni allergiche gravi dopo una puntura d’insetti non sono frequenti: anche se non sembra esistere una predisposizione genetica per questo tipo di manifestazioni, tanto che è raro che persone della stessa famiglia ne soffrano, appare invece importante nel creare la sensibilizzazione di un individuo un elevato numero di punture ravvicinate nel tempo. I pericoli principali sono rappresentati dai calabroni.

Le reazioni dopo una puntura, ovviamente nelle persone predisposte, possono essere di quattro tipi. La forma più blanda si manifesta con una specie di orticaria generalizzata con un forte prurito. Se il quadro è più grave si associano anche vertigini, nausea, vomito, diarrea e senso di peso al torace. Poi si arriva alla terza fase, quella più grave in cui l’edema della glottide (cioè una sorta di restringimento per le vie attraverso cui passa l’aria) è la causa dei disturbi maggiori. Si fa fatica a respirare, più o meno come accade in un attacco d’asma molto grave, e addirittura non si riesce a deglutire. Infine la quarta forma, che può risultare mortale, porta a calo della pressione arteriosa, perdita di coscienza e collasso.

Sul fronte delle cure, è importante sempre parlarne con il medico. In termini generali i primi due livelli ci si basa soprattutto su farmaci antistaminici e derivati del cortisone, mentre nelle forme più gravi occorre avere a disposizione rapidamente una fiala di adrenalina, che può consentire di arrivare al pronto soccorso. Per chi sa di essere allergico, invece, conviene pensare alla prevenzione. Esiste la possibilità di sottoporsi ad una terapia desensibilizzante specifica, che offre validi risultati in elevata percentuale di casi. Parlatene con l’allergologo.

Puntate sulla prevenzione

Lo shock anafilattico è il rischio più pericoloso delle punture d’insetto: per questo, se si è allergici, è sempre conveniente portare con sé nelle aree a rischio una fiala di adrenalina predosata, per poter contenere immediatamente i sintomi e consentire un più agevole ricovero in ospedale. Per chi sa di essere allergico ci vuole grande cautela quando ci si muove in aree in cui possono essere presenti calabroni, come ad esempio in un giardino con alberi da frutto. Ma non basta.

Sarebbe utile evitare di dedicarsi al giardinaggio e proteggersi con cappello, maglia e pantaloni lunghi, evitando di muoversi a piedi scalzi,  quando ci si trova in aree potenzialmente a rischio. Non solo. Sappiamo che esistono alcuni elementi che possono attirare i calabroni. Ad esempio quando si vede un insetto di questo tipo bisognerebbe evitare di muoversi di scatto. E possono anche funzionare da richiamo vestiti di colori molto sgargianti o neri, profumi, deodoranti, lacche e shampoo particolarmente profumati. Un’ultima raccomandazione: lo sport fa bene, ma per chi è allergico l’attività fisica crea una condizione del corpo che può anche richiamare questi insetti, aumentando il rischio di punture.

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