Sedentarietà: cos’è, rischi e conseguenze

Quali sono i danni di una vita vissuta troppo da seduti/e e come arginarli attraverso semplici, pratici consigli

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Elisa Cappelli

Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista

Laurea in Filosofia e Master in Giornalismo Internazionale LUISS. Trainer certificata CONI e FIF (Mat base e avanzato). Studia Anatomy in Motion (Gary Ward) e Qi gong.

Quando una vita si definisce sedentaria

Una vita si definisce sedentaria quando sia sul lavoro che nel tempo libero non si svolgono movimenti che coinvolgono tutto il corpo e non si spendono energie in flusso netto maggiore rispetto a quelle introdotte, ad esempio con il cibo. Se restiamo seduti per gran parte della giornata, allora possiamo pensare di svolgere un tipo di vita che, alla lunga, ci danneggia e non poco sia sul versante fisico che su quello mentale. L’umore viene intaccato e il nervosismo rimane sempre dietro all’angolo, con conseguenze importanti anche a livello sociale. Inoltre, non ci si sente sazi o sazie nel modo giusto e si rischia di mangiare continuamente o in orari non proprio ottimali per il nostro bioritmo.

Restare fisicamente inattivi per buona parte della giornata non giova alle articolazioni, ai muscoli e all’equilibrio psicofisico e si rischia di andare a ledere anche l’autostima e le relazioni. Si invecchia prima, ci si sente privati di energia, non ci si ricarica mai e peggiorano anche i rapporti con gli altri. Ne risente tutto il corpo e il cervello. E soprattutto si perdono di vista le cose importanti e si rischia di perdere rapporti, persone, amici. Ci si isola e si evitano incontri, occasioni, eventi fuori da casa. Prende una certa svogliatezza che va a inficiare tutti i campi e “inquina” anche piccole spinte vitali, che piano piano si perdono. Quando subentrano stati mentali depressivi diventa anche difficile inseguire altri obiettivi e si perdono di vista quelli importanti.

Rischi

Mantenere uno stile di vita sedentario lede prima di tutto i muscoli, le articolazioni e il sistema nervoso (specie se si sta spesso seduti davanti a un monitor). La postura peggiora e i muscoli che stabilizzano il tronco non lavorano in modo adeguato; a risentirne spesso sono i muscoli del tratto cervicale e tutte le strutture annesse, con conseguenti forme di mal di testa e cefalee di vario tipo. Ci si sente soli/ inoltre e si rischia di assumere molto zucchero, dolciumi e farine. Diminuiscono gli interessi e aumenta il rischio di sviluppare malattie che possono avere gravi conseguenze su tutto l’organismo. Lo stile di vita sedentario viene ritenuto essere un importante fattore di obesità e può provocare altre malattie importanti, come il diabete mellito di tipo 2. Come rilevato dall’OMS, aumenta anche il rischio di tumore al colon e all’endometrio e si va incontro a pressione alta, osteoporosi e problemi all’apparato digerente.

Coloro che conducono uno stile di vita non particolarmente attivo rischiano di andare incontro a cardiopatia, depressione e stati emotivi difficili da gestire. Uno studio pubblicato su Mental Health and Physical Activity ha rilevato che quanto maggiore è il tempo che si passa seduti, più aumenta il rischio di soffrire di attacchi di panico, andare incontro a disturbi psichici, spesso correlati a stati ansiosi importanti. A livello del tratto anale si rischia di sviluppare emorroidi e conseguente sanguinamento e dolore acuto. Anche la libido e la voglia di conoscere sessualmente qualcuno crolla e il sistema immunitario perde di potenza. I tessuti perdono il tono elastico e le cellule non comunicano bene tra di loro. Si prende peso con conseguenze importanti sulle articolazioni. Esiste anche un’importante correlazione tra la minore mobilità delle persone e la diffusione della malattia di Alzheimer. A livello cerebrale, poi, arriva meno sangue e cambia la temperatura ideale del sangue che dovrebbe “raffreddare” il cervello, per via della postura che comprime in modo importante la cervicale.

Consigli pratici per una vita dinamica

Per smuoversi da questa condizione ci vuole prima di tutto l’intento. Bastano 3 volte a settimana con sessioni che durano anche 50 minuti di ginnastica semplice e nemmeno troppo intensa, unita a passeggiate e tempo passato all’aria aperta. La costanza nell’allenamento abbatte il rischio di andare incontro a stati depressivi o ansiosi, protegge le ossa e i muscoli in modo importante. Gli sport di squadra aiutano molto nel senso dell’umore, lo stesso per quanto riguarda il ciclismo – specie se fatto in ambienti naturali che riempiono i polmoni – e l’aerobica eseguita anche attraverso semplici esercizi che fanno lavorare il cuore bene e consentono di tenere le articolazioni in movimento. La musica aiuta ad appassionarsi al movimento fisico, ma a volte anche il silenzio ci permette di scaricare e togliere i pensieri; dipende molto dal carattere e vanno alternate e provate entrambe le vie.

Potete fare piccoli stacchi dal lavoro che durano anche solo 10 minuti, andando a camminare anche intorno al palazzo. Certo, la vita in un ambiente urbano non invita molto al passeggio, ma meglio anche muoversi poco piuttosto che nulla. Abbiamo il grande dono di iniziare da cose piccole e semplici e ritrovarci a fare cose inimmaginabili, se si asseconda la spinta a cambiare. Se invece siete in ufficio, potete decidere di fare delle piccole pause ed eseguire piccoli movimenti di rotazione del tronco, estensione della colonna, flessione, squat, stretching e allungamenti che coinvolgono tutto il corpo. Anche da seduti/e potete stringere i glutei contraendoli in modo armonico e alternato.