Dieta WFPB, perdi i chili di troppo più in fretta e proteggi il cuore

Dati scientifici alla mano, dare spazio a cibi integrali e di origine vegetale è un'ottima idea per tornare in forma e per preservare la salute del cuore

La dieta WFPB (acronimo per Whole-Foods, Plant-Based) è uno schema alimentare che può rivelarsi utile per perdere in fretta i chili in eccesso e per migliorare la salute del cuore. Per essere precisi, più che dieta bisognerebbe parlare di stile di vita.

Per quanto riguarda le caratteristiche principali di questo approccio all’alimentazione, ricordiamo che si basa fondamentalmente sull’assunzione di cibi integrali e di alimenti di origine vegetale. Tra i consigli che vengono forniti a chi vuole seguirlo rientra il fatto di mettere da parte gli alimenti trasformati industrialmente, così come quelli ricchi di zuccheri raffinati. Se possibile, come sopra ricordato, bisognerebbe concentrarsi soprattutto su alimenti di origine non animale.

Tra i benefici concreti di questo stile di vita è possibile chiamare in causa i vantaggi legati al controllo del peso. La dieta WFPB comporta infatti un notevole apporto di fibre. Questi nutrienti, dati scientifici alla mano, sono molto utili quando si tratta di perdere qualche chilo (fondamentale è infatti il loro ruolo nell’ottimizzazione dei livelli di sazietà).

Per quanto riguarda i pareri della scienza sulle diete a base vegetale, è il caso di citare questa revisione risalente al 2016 e condotta da diverse realtà accademiche e sanitarie tra Italia e Cina. Gli esperti che l’hanno portata avanti hanno analizzato i dati di 12 studi randomizzati controllati, che hanno preso in considerazione complessivamente lo stato di salute di 1.151 persone. A un follow up medio di 18 settimane, è stato possibile riscontrare una maggior efficacia delle diete vegetariane per quanto riguarda la riduzione del peso.

Come già ricordato, concentrarsi sull’assunzione di cibi integrali e di origine vegetale comporta un vantaggio anche per la salute del cuore. A tal proposito si può citare un ampio studio statunitense risalente al 2017.

Questo lavoro clinico, che ha visto impegnate equipe di diverse realtà (p.e. il Dipartimento di Nutrizione dell’Harvard TH Chan School of Public Health), ha preso in considerazione i dati di oltre 200mila persone, ha permesso di scoprire che una dieta caratterizzata dall’assunzione di verdura, frutta, cereali integrali e legumi è associata a un minor rischio di andare incontro a patologie coronariche.

Utile anche contro il declino cognitivo – gli alimenti di origine vegetale sono caratterizzati dalla presenza di antiossidanti che ricoprono un ruolo cruciale nel rallentamento della progressione della malattia di Alzheimer – la dieta WFPB prende in considerazione anche l’assunzione di fonti di grassi buoni. In questo novero è possibile citare l’avocado, l’olio extra vergine di oliva, l’olio di cocco.

Entrando nel dettaglio del menu tipico di una giornata ricordiamo che a colazione si può portare in tavola un bicchiere di latte di cocco da accompagnare con una manciata di noci e dei frutti di bosco.

A pranzo va benissimo un’insalata condita con verdure fresche, ceci, semi di zucca e avocado. A cena ci si può invece orientare verso un piatto di spaghetti di zucchine condito con pesto. Prima di concretizzare questo approccio all’alimentazione, è opportuno chiedere consiglio al proprio medico curante o a un esperto di nutrizione ed effettuare tutti gli esami prescritti.

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