Addominali: verità e miti da sfatare

Il benessere degli addominali è da sempre una grande tendenza. Tuttavia, sul loro mantenimento esistono ancora molti luoghi comuni

Mantenersi in forma comporta, da sempre, un regolare esercizio fisico accompagnato da una dieta sana ed equilibrata. Quando poi l’attenzione si sposta sugli addominali, il lato estetico della propria salute conduce a una serie di informazioni fuorvianti ed equivoche, che creano falsi miti e confusione.

La prima cosa che si deve sapere è che gli addominali sono muscoli e come tali devono essere trattati. Vi è chi dedica loro un numero esagerato di esercizi, sollecitandoli continuamente a sforzi che non fanno che affaticarli. È sufficiente, invece, dedicarvi un massimo di due giorni alla settimana.

Inoltre, è bene sapere che tali esercizi si rivelano inutili quando ad essi non si coniuga un’alimentazione corretta: le forme che si intendono scolpire non possono venir fuori quando nel corpo è presente una superficie adiposa. Mangiare leggero e sano aiuta sempre ad evitare l’accumulo di grassi in eccesso.

Nonostante le numerose teorie sull’argomento, non esiste alcuna differenza tra gli addominali alti e quelli bassi. Piuttosto, possiamo fare una distinzione più corretta: retto addominale, che parte dallo sterno e arriva alla sinfisi del pube, sulla parte anteriore del bacino; muscoli obliqui interni ed esterni, infine, che partono dalle costole inferiori e giungono alla parte alta del bacino. Il retto addominale flette la spina dorsale, mentre i muscoli obliqui la flettono lateralmente.

È dunque chiaro che nessuno dei due attraversa il bacino. La confusione nasce dagli studi sul Crunch (l’esercizio per il sollevamento delle spalle) e sul Crunch inverso (l’esercizio per il sollevamento del bacino). Nel primo caso, ciò che si avverte è una contrazione concentrata maggiormente sulla parte alta del bacino, nel secondo caso tale contrazione si verifica più sulla parte bassa. Trattandosi appunto di maggiore contrazione, non possiamo parlare di contrazione esclusiva.

Il Crunch inverso, poi, si esegue spesso in maniera errata. Talvolta si tende a sollevare solamente le gambe, facendo sì che il peso si scarichi sui muscoli del bacino provocando una contrazione sulle articolazioni della bassa schiena (dette articolazioni sfaccettate) e il conseguente bruciore degli addominali. È dunque bene ricordare che questi ultimi hanno la funzione di sollevare il bacino, non le gambe. In questo modo è possibile evitare lo sforzo dei flessori dell’anca, che invece sollecitano la parte bassa del bacino e le vertebre lombari provocando un carico eccessivo sugli addominali.

 

Addominali: verità e miti da sfatare