Il piattone di frutta a pranzo? Non è così leggero come pensi

La frutta è un alimento prezioso, ma quantità e frequenza fanno la differenza: ecco perché un piatto troppo abbondante non sazia a lungo.

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Giulia Biondi

Docente di Nutrizione e Formatore olimpico

Dottoressa in Biologia della nutrizione. Affianca alle attività di formazione e didattica, ricerca e consulenza, sviluppo di prodotti alimentari e ricette, quella di divulgatrice ed è diventata un’istituzione nel campo dell’educazione alimentare con il metodo didattico Bilanciamo®️.

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MANGIARE UN BEL PIATTONE DI FRUTTA PER “NON” RESTAR LEGGERI A PRANZO.

Non è un errore di battitura, e neanche una battuta!

Scegliere di sostituire un pasto equilibrato con un grande piatto di frutta fresca può capitare e può far piacere, soprattutto per fronteggiare queste giornate calde, ma occhio alle quantità e alla frequenza.

Per le linee guida della sana alimentazione, abbiamo un quantitativo di frutta in media al giorno di mezzo chilo da poter distribuire all’interno della giornata dove e quando vogliamo.

Preferisci mangiarla a colazione? Ok.
Preferisci mangiare un piccolo frutto dopo il pasto? Ok.
Preferisci mangiarla a spuntino? Ok.

Falsi miti sulla frutta ne girano tanti e, come tutti gli alimenti, è sempre la dose che fa la differenza.

Nel sedicesimo appuntamento di Mangia Senza Stress, il format pensato per imparare a rapportarci con il cibo nel modo migliore per il nostro benessere fisico e psicologico, approfondiremo insieme perchè il piattone di frutta non è poi un pasto così leggero e come invece inserirlo correttamente all’interno di un piano alimentare.

Quante calorie ha la frutta?

Parliamo di un alimento composto principalmente da acqua, zuccheri (un mix tra fruttosio, glucosio e saccarosio che variano in proporzione a seconda del tipo di frutta), fibra, vitamine, sali minerali.

In media la frutta apporta circa 45 kcal ogni 100 g. Ci sono chiaramente delle distinzioni da fare:

  • c’è la frutta un po’ più leggera, come il cocomero, che apporta 35 kcal ogni 100 g;
  • c’è la frutta più densa a livello calorico, come la banana, i mandarini, l’uva, che apportano in media 65 kcal ogni 100 g.

Pensiamo ad un bel piatto misto di frutta di stagione e tropicale con: 1 pesca, 1/2 mela, 1 albicocca, 1 prugna, 500 g di cocomero, 2 fette di melone, un grappoletto d’uva e 2 fette di ananas.

Con queste quantità, arriviamo all’incirca ad un valore energetico di 450/500 kcal!

Sono tante? No, non sono tante, ma possono rappresentare tranquillamente i valori energetici per un pranzo medio realizzato con 100 g di pane integrale, 200 g di verdura e 150 g di secondo di carne o pesce o uova!

Mangiare solo la frutta fa bene?

Quindi, quali sono i limiti davanti al nostro piattone di frutta?

  • Non vi sazierete a lungo.
  • È sbilanciato nei nutrienti.
  • Vi sentirete giustificati a poter mangiare di più la sera a cena.

Non è colpa degli zuccheri, non è per via dell’indice glicemico, non è colpa della frutta.

Si tratta semplicemente di un alimento facilmente digeribile e che dopo poco lascerà il nostro stomaco, determinando l’insorgenza del senso di fame che è del tutto fisiologico.

Però, non stai mangiando nulla di leggero se non abbassi le quantità.

Anzi, la cosa migliore potrebbe essere proprio abbinare ad un quantitativo di frutta abbondante di circa 500 g , una porzione da 150 g di yogurt intero o vegetale.

Ricorda inoltre che, se senti fame dopo qualche ora, è del tutto normale e ti consiglio di fare uno spuntino senza arrivare a cena per poi perdere il controllo.