L’alimentazione equilibrata nella prevenzione della malattia renale cronica

In occasione della Giornata mondiale del rene, gli esperti forniscono alcuni consigli sulla ‘dieta che aiuta i reni’

Luana Trumino Editor specializzata in Salute&Benessere

Un corretto stile di vita e un’alimentazione equilibrata possono aiutare a prevenire le malattie renali. Parola degli esperti che, in occasione della Giornata mondiale del rene, forniscono alcuni consigli sulla ‘dieta che aiuta i reni’.

Un aspetto importante, perché “Le persone con malattie renali – spiega la dott.ssa Franca Pasticci, dietista presso la U.O.C. di Nefrologia e Dialisi dell’USL 1 Umbria – non smettono mai di essere a dieta e il loro modo di alimentarsi deve adattarsi alla gravità della malattia e ai diversi problemi che possono insorgere. Per questo il ruolo del dietista è insostituibile in tutte le fasi della malattia renale e continua a essere molto importante anche durante il trattamento sostitutivo con dialisi o trapianto”.

Primo accorgimento importante è lo stile di vita: mantieniti attivo e in forma; fai un check della pressione arteriosa e tieni sotto controllo la glicemia: “Circa la metà delle persone con malattia renale hanno il diabete”, svela la dott.ssa Pasticci. “Il diabete spesso è legato a un eccessivo peso corporeo e ridurlo fa parte della terapia.  È importante misurare la glicemia con regolarità e mantenerla nei limiti giusti”.

Riduci il sale e bevi in abbondanza

La malattia renale si accompagna ad aumento della pressione del sangue ed è fondamentale ridurre il sale aggiunto in cucina. Al suo posto, possono essere usati aromi e spezie per migliorare il gusto. “I dati di consumo dicono che la maggior parte del sale che introduciamo deriva da alimenti pronti, in cui il sale è già presente come ingrediente. Affettati, formaggi, piatti pronti sia freschi che surgelati, alimenti in scatola come tonno, verdure e legumi, salse come maionese o salsa di soia, dadi da brodo e estratti di carne, prodotti da forno, pizze ma anche biscotti, cereali da prima colazione, merendine… contengono sale! Il sale è infatti utilizzato per dare sapidità agli alimenti, come conservante e un pizzico di sale è anche nella ricetta dei dolci. Contrariamente a quanto viene pubblicizzato, l’acqua non è una fonte importante di sodio e non deve essere un criterio per la scelta di una acqua”.

Nella prevenzione della malattia renale, bere a sufficienza (circa 2 litri al giorno) permette di eliminare le tossine prodotte dal metabolismo e mantenere efficiente la funzione renale. 

Quale bevanda scegliere? “La migliore in assoluto è l’acqua, anche del rubinetto!”, assicura la dott.ssa Pasticci. “Ma vanno bene tisane e tè preparati in casa e non zuccherati. Limitare invece le bibite commerciali o i succhi di frutta che apportano zuccheri (e calorie) non necessari; inoltre spesso nelle bibite troviamo additivi che possono nuocere ai reni, come i fosfati o il potassio”.

Proteine 

Il punto centrale della dieta nella malattia renale è il controllo della quantità di proteine, che varia in relazione allo stadio della malattia. Devono essere abbastanza, ma non troppe perché contengono azoto e l’azoto viene eliminato dal rene sano. Controllare la quantità delle proteine aiuta a non sovraccaricare di lavoro i reni. 

Se parliamo di prevenzione, la dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, cereali anche integrali e legumi, riduce anche l’acidità dell’urina con un minor carico di lavoro per il rene. 

Cosa mangiare per prevenire le malattie ai reni

Alcune semplici regole possono essere facilmente adottate da tutti:

  1. Mangiare frutta e verdura con regolarità: sono alimenti che hanno poche calorie e tante vitamine antiossidanti.
  2. Consumare a ogni pasto cereali come pasta, riso, farina di mais, pane, biscotti – sia comuni che integrali. La pasta dovrebbe essere cucinata in modo semplice, ad esempio con sughi di verdure. Il pane e i prodotti da forno sono da scegliere tra quelli meno conditi, ad esempio: pane senza sale e senza olio, biscotti secchi.
  3. Consumare almeno 2 volte la settimana legumi (ceci, fagioli, fave, lenticchie, piselli, ..) come fonte di proteine. Conditi con olio extravergine di oliva e accompagnati da cereali sono un ottimo piatto unico, ricco di sali minerali (ferro e calcio) e di vitamine.
  4. Carne e pesce con regolarità, ma in porzioni controllate. Al contrario, è opportuno ridurre il consumo di affettati perché ricchi di sale e privilegiare comunque quelli dove sia possibile eliminare il grasso visibile.
  5. Ridurre la frequenza di consumo di formaggi o latticini a 2-3 volte la settimana.
  6. Preferire per i condimenti e la cottura l’olio extravergine di oliva, moderando le quantità e aggiungendolo, quando possibile, a crudo.

Attenti a quei due: fosforo e potassio

Quando la malattia renale è presente può essere necessario controllare altri nutrienti. 

Il fosforo

Il fosforo nella malattia renale è stato definito un killer silenzioso e occorre combatterlo. Il rene sano lo rimuove, ma se è malato questo non accade e ciò può danneggiare la salute, portando a liberazione del calcio dalle ossa causa di possibili fratture e dolori, ma anche di danni cardiaci. 

Alcuni cibi contengono molto fosforo come il latte e i derivati; il rosso dell’uovo; le interiora degli animali… “Ma il pericolo maggiore – spiega la dott.ssa Pasticci – sono gli additivi a base di fosfati. I fosfati sono aggiunti ai cibi per diversi motivi: prevenire grumi negli impasti; migliorare o modificare il sapore e la consistenza del cibo; possono essere usati per dare un gusto particolare; sono utili per mantenere più a lungo gli alimenti riducendo la comparsa di rancidità. Sono un pericolo per le persone con malattie renale perché non abbiamo idea di quanto fosforo sia presente nell’alimento e perché questo fosforo inorganico viene assorbito al 100 per cento aumentando il livello nel sangue. Allora, impariamo a leggere le etichette perché gli additivi sono riportati tra gli ingredienti e evitiamo di acquistare alimenti con fosfati”.

Il potassio 

Presente in quasi tutti gli alimenti, è un sale minerale necessario per il nutrimento delle cellule, serve nella costruzione delle proteine ed è la corrente che fa contrarre i nostri muscoli, tra cui il cuore. “Così come il fosforo, anche il potassio viene eliminato dal rene sano – spiega la dietista. Ma se il rene è malato il livello nel sangue può aumentare. Tra i sintomi: stanchezza, crampi muscolari, sensazione di gambe pesanti e dolori addominali, ma il danno più importante dell’iperpotassiemia è sul cuore e può richiedere un intervento tempestivo”.
I primi piatti come pasta, riso, orzo, mais, couscous – continua l’esperta – sono buone scelte perché si tratta di alimenti ricchi di calorie. Ma se il potassio tende ad aumentare, come nelle fasi più avanzate della malattia renale, vanno considerati i condimenti. Ad esempio il pomodoro è tra le verdure più ricche di potassio. Quindi, una persona che fa dialisi e che tende ad avere il potassio elevato, potrà si mangiare la pasta al pomodoro o con altre verdure, ma dovrà evitare il contorno. Un accorgimento per ridurre il potassio negli alimenti è la cottura degli ortaggi in abbondante acqua che va buttata e non riutilizzata”.

Difendere la salute renale attraverso una dieta equilibrata è possibile!

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