La nuova vita di Paolo Rotelli, erede di uno dei più importanti imperi della sanità europea che ha deciso di scrivere un capitolo del tutto inaspettato della sua biografia. Rotelli ha lasciato la presidenza del Gruppo San Donato per dedicarsi alla carriera da rapper, diventando Tractopelle Musik. Una metamorfosi che ha lasciato di stucco l’alta borghesia milanese, ma che per lui rappresenta il culmine di un percorso di libertà e ricerca creativa.
La carriera di Paolo Rotelli
Classe 1989, Paolo Rotelli è un manager che ha saputo raccogliere la pesante eredità del padre Giuseppe, il fondatore che ha trasformato il Gruppo San Donato in un colosso della medicina privata. Entrato nella governance giovanissimo, a soli 24 anni, ha guidato l’azienda attraverso una fase di modernizzazione digitale e rebranding senza precedenti, portando il fatturato dai 1,3 miliardi iniziali ai 2,7 miliardi attuali.
Sotto il suo mandato, eccellenze come il San Raffaele e il Galeazzi sono diventate parte di un’identità unitaria e internazionale ma, dopo aver affrontato in prima linea la tempesta della pandemia, qualcosa è cambiato. Quell’esperienza drammatica, pur confermando la solidità delle strutture, ha segnato per Paolo Rotelli la fine di una fase e l’inizio di un nuovo capitolo della sua vita.
Perché ha deciso di lasciare il Gruppo San Donato?
A spiegare le ragioni della sua scelta è stato lo stesso Paolo Rotelli, in una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera: “Confermo, lascio perché il gruppo e l’università sono per me due missioni compiute. Lascio perché il mio lavoro è sempre stato creare cose nuove: anzitutto il brand, perché quando sono arrivato, la gente non sapeva che il Galeazzi, il San Raffaele, il policlinico San Donato e anche la Madonnina, insieme ad altre 16 strutture tutte accreditate, fossero parte di uno stesso gruppo d’eccellenza”.
“Poi, con la tragedia della pandemia – prosegue il suo racconto -, abbiamo dimostrato di poter creare in due settimane i protocolli di cura di una malattia ignota, condividerli con tutta Europa e convertire tutti i nostri ospedali in ospedali quasi solo Covid in tre settimane. (…) Missione compiuta anche qui e questo ciclo non cambierà per anni (…) restava solo da lavorare bene sul quotidiano e io avevo voglia di esprimermi in altro“.
La nuova vita da rapper
Dal momento che la governance costruita negli ultimi anni non richiedeva più la sua presenza, Rotelli deciso di separare il suo cammino da quello dell’azienda di famiglia: “Ho sollevato il tema di lasciare il Gruppo San Donato: mi sembrava inopportuno accostargli la mia nuova immagine di artista e produttore musicale”.
La nuova vita di Rotelli si divide tra Parigi e gli studi di registrazione di Los Angeles dove, insieme all’amico Antoine De Clos, ha dato vita al progetto artistico Tractopelle Musik: “Tractopelle sta per ruspa, perché la ruspa distrugge il vecchio e costruisce il nuovo”. Non un semplice hobby, ma un investimento serio nel mercato discografico francese, dove ha fondato la sua etichetta, la TractoLabel.
Oggi Paolo Rotelli vive in Francia, indossa felpe oversize e catene d’oro, cantando testi che mescolano visioni libertarie e critiche al sistema fiscale. L’uomo d’affari ha lasciato il posto a un artista che non ha avuto paura di ricominciare da zero e mettersi in gioco.