Latte e formaggi fanno ingrassare?

Sono spesso demonizzati per il loro contenuto in grassi saturi. Ma cosa dicono gli studi?

Luana Trumino

Luana Trumino Esperta di benessere

Un tocchetto di parmigiano, un morbido stracchino, una fetta di gustoso pecorino… Facilmente masticabili e gradevolissimi al palato, i formaggi sono sicuramente tra gli alimenti più interessanti per l’alimentazione di tutti e, in particolare, dei giovani e degli anziani. Ma quante volte, alla vista di un formaggio o di altri derivati del latte, ci siamo fermati per paura che quell’alimento potesse mettere a repentaglio la dieta a causa dell’alto contenuto di grassi? Perché è vero che, a causa di questa caratteristica, molte varietà possono avere un grande contenuto calorico, ma non dimentichiamo che questi cibi sono ricchi anche calcio biodisponibile e proteine di alta qualità. E proprio sul calcio, negli anni scorsi, si è focalizzata l’attenzione degli studiosi, scoprendo che questo elemento possiede addirittura delle azioni positive sulla perdita di peso.

Calcio anti obesità? Cosa dicono gli studi

Di recente, in base a esperimenti di laboratorio eseguiti su modelli animali e su adipociti umani (cellule grasse) in coltura, è emerso un possibile ruolo dell’apporto di calcio nel modulare i processi di sintesi e di degradazione dei grassi all’interno dell’adipocita (lipolisi). Sulla base di questi interessanti dati sono poi state effettuate una serie di analisi epidemiologiche su ampi campioni di popolazione, soprattutto re-analisi di studi che avevano valutato l’apporto di calcio con la dieta in donne in età post-menopausale, confermando l’associazione inversa tra apporto di calcio e adiposità. Un dato importante emerso da queste ricerche è però che l’associazione “+calcio -obesità” è presente soprattutto nel caso in cui l’apporto di questa sostanza è aumentato con gli alimenti, mentre il supplemento farmacologico mostra effetti scarsi o nulli. 

Parola d’ordine: moderazione

Questo, certo, non significa mangiare latte, latticini e formaggi in maniera indiscriminata, soprattutto se si fa poca attività fisica. “L’uomo moderno, sollevato da qualsiasi impegno muscolare di un certo rilievo e purtroppo anche dalla sana abitudine di camminare, non potrà permettersi – salvo le dovute eccezioni – di mangiare il formaggio come un dessert e quindi come una seconda pietanza”, affermano gli esperti di Assolatte, ricordando che è sempre l’eccesso calorico globale, rapportato a una colpevole modestia della spesa energetica personale, a causare e poi a perpetuare il sovrappeso o l’obesità. 

Attenzione, quindi, alla qualità del formaggio scelto e alla sua quantità: in base alle Tabelle di composizione degli Alimenti (INRAN) possiamo verificare che una tazza di latte parzialmente scremato, un paio di cucchiaini di formaggio da condimento per il primo piatto e una normale porzione di formaggio stagionato apportano meno di 9 g di acidi grassi saturi sui 15-17 g/die previsti mediamente come tetto giornaliero. 

Luana Trumino

Luana Trumino Esperta di benessere Sono PR, autrice e ideatrice di progetti di comunicazione. Da oltre 10 anni mi occupo di benessere e della divulgazione della cultura della salute. In particolare mi interessa divulgare i princìpi della corretta alimentazione, con l'obiettivo di contrastare sovrappeso e obesità

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Latte e formaggi fanno ingrassare?