Formaggi in gravidanza, come fare per prevenire la listeriosi

Durante la gravidanza, il rischio di contrarre la listeriosi può aumentare. Quali sono i formaggi sono da evitare e quali si possono consumare senza problemi.

Foto di Biagio Flavietti

Biagio Flavietti

Farmacista e nutrizionista

Farmacista e nutrizionista, gestisce dal 2017 una pagina di divulgazione scientifica. Appassionato di scrittura ed editoria, lavora come Web Content Editor per alcune realtà del settore farmaceutico e nutrizionale.

La gravidanza è un periodo meraviglioso della vita di ogni donna, ma può essere problematico dal punto di vista alimentare e nutrizionale. Sono tanti i cibi che vanno limitati durante la gravidanza e tra questi potrebbero esserci anche alcuni formaggi. Questi cibi derivati del latte possono contenere Listeria monocytogenes, che può causare danni sia alla madre che al futuro nascituro.

La listeriosi, infatti, è una malattia infettiva, che può essere provocati anche da determinati formaggi, il cui consumo in gravidanza può essere estremamente pericoloso per il feto. A causa di alcuni cambiamenti ormonali, che possono provocare il conseguente indebolimento del sistema immunitario, questa patologia può manifestarsi più facilmente nelle donne in dolce attesa.

Oltre che in carne o pesce crudi, frutti di mare e insaccati, il batterio della listeriosi può trovarsi anche nel latte non pastorizzato e nei formaggi. Tra questi, i più pericolosi per la gravidanza sono i formaggi a pasta molle, come la feta, il brie o il camembert e gli erborinati, come il gorgonzola. Quest’ultimo, nonostante sia ottenuto da latte pastorizzato, può sviluppare la Listeria monocytogenes a causa della contaminazione ambientale.

Cos’è la listeriosi?

La listeriosi è una malattia infettiva provocata dal batterio Listeria monocytogenes, che può contaminare diversi tipi di alimenti, tra cui sono presenti anche i formaggi. Questo batterio può essere particolarmente pericoloso per le donne in gravidanza, poiché può attraversare la placenta e infettare il feto, causando complicazioni anche molto gravi come aborto spontaneo, parto prematuro o infezioni neonatali.

Tabella con informazioni sul batterio listeria

Caratteristica Descrizione
Nome del Batterio Listeria monocytogenes
Tipologia Batterio Gram-positivo
Habitat Ambiente naturale, terreno, acqua, vegetali, animali. Può contaminare cibi come latticini non pastorizzati, carne cruda, pesce affumicato, verdure crude e formaggi.
Sintomi Febbre, nausea, diarrea, dolori muscolari, mal di testa, rigidità del collo, confusione, perdita di equilibrio. Sintomi gravi includono meningite e setticemia.
Periodo di Incubazione Da poche ore fino a 70 giorni, con una media di circa 3 settimane.
Gruppi a Rischio Donne in gravidanza, neonati, anziani, persone con sistema immunitario compromesso.
Complicazioni Aborto spontaneo, parto prematuro, infezione neonatale, meningite, setticemia, morte.
Diagnosi Esame colturale del sangue, del liquido cerebrospinale o di altri fluidi corporei.
Trattamento Antibiotici (principalmente ampicillina e gentamicina).
Prevenzione Consumare alimenti pastorizzati, cuocere bene gli alimenti, mantenere una buona igiene in cucina, conservare gli alimenti a temperature adeguate (sotto i 4°C).
Fonti Alimentari a Rischio Latticini non pastorizzati, formaggi a pasta molle, carne cruda, pesce affumicato, verdure crude.
Consigli per Gravidanza Evitare formaggi non pastorizzati, consumare formaggi pastorizzati e a pasta dura, rispettare le pratiche di sicurezza alimentare e consultare il medico per dubbi.

I sintomi della listeriosi in gravidanza

Il rischio di contrarre la listeriosi è più alto e frequente nei primi tre mesi di gravidanza. Inoltre, i sintomi sono subdoli perché simili a quelli dell’influenza. In genere, chi soffre di listeriosi manifesta febbre alta e dolori muscolari, in alcuni casi preceduti da disturbi gastrointestinali che, durante la gravidanza, potrebbero manifestarsi in forme  più lievi. Se viene contratta quando si aspetta un bambino, la listeriosi può comportare complicazioni molto gravi per il feto, tra cui meningite, setticemia, parto prematuro e aborto. Ecco una piccola tabella che riassume i sintomi comuni di un’infezione da Listeria monocytogenes:

Categoria Sintomi Comuni
Sintomi lievi Febbre, nausea, diarrea, dolori muscolari
Sintomi gravi Mal di testa, rigidità del collo, confusione, perdita di equilibrio
Complicazioni Meningite, setticemia, aborto spontaneo, parto prematuro, infezione neonatale

Quali formaggi non mangiare in gravidanza?

Per ridurre il rischio di listeriosi, bisogna evitare di consumare, durante la gravidanza, latte non pastorizzato e formaggi a pasta molle o erborinati. Sconsigliato anche il consumo di formaggi a pasta semidura derivati da latte crudo e pastorizzato, perché la crosta è soggetta a contaminazioni con il germe della listeriosi durante la stagionatura (particolarmente a rischio sono quelli con la crosta untuosa).

Durante la gravidanza, si può consumare tranquillamente il formaggio fresco come il quark, il cottage cheese o quello spalmabile, che non vengono fatti stagionare dopo la fabbricazione. Anche la mozzarella non presenta rischi di infezione, soprattutto se viene consumata appena dopo essere stata tolta dalla confezione. Tra i formaggi che si possono consumare serenamente, quando si è in dolce attesa, ci sono quelli a pasta extra dura e a pasta dura derivati da latte crudo e pastorizzato, come il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il Gruyère e l’Emmentaler.

Di seguito vengono ricapitolati i formaggi da evitare sicuramente all’interno dell’alimentazione di una donna in gravidanza:

Formaggi a pasta molle non pastorizzati

I formaggi a pasta molle non pastorizzati, come il brie, il camembert e altre tipologie di formaggi simili, sono particolarmente a rischio. Questi formaggi offrono un ambiente ideale per la crescita della Listeria, soprattutto se sono stati prodotti con latte non pastorizzato.

Formaggi freschi non pastorizzati

Formaggi freschi come la feta, il queso fresco e il formaggio di capra possono essere pericolosi se non sono stati pastorizzati. Anche questi formaggi possono essere contaminati dalla Listeria, aumentando il rischio di infezione nell’uomo.

Quali sono i formaggi sicuri in gravidanza?

Non tutti i formaggi sono pericolosi durante la gravidanza. Di seguito sono riportati quei formaggi che possono essere mangiati con maggiore tranquillità all’interno dell’alimentazione di una donna in gravidanza.

Formaggi a pasta dura

I formaggi a pasta dura, come il parmigiano, il cheddar e il grana padano, sono considerati sicuri anche se prodotti con latte non pastorizzato. La loro bassa umidità e l’alto contenuto di sale rendono difficile la crescita della Listeria.

Formaggi pastorizzati

I formaggi prodotti con latte pastorizzato sono generalmente sicuri. La pastorizzazione uccide la Listeria e altri batteri nocivi. È importante verificare l’etichetta per assicurarsi che il formaggio sia prodotto con latte pastorizzato.

Formaggi lavorati

Formaggi lavorati, come le fette di formaggio confezionate e il formaggio spalmabile pastorizzato, sono sicuri da consumare durante la gravidanza. Questi prodotti subiscono processi di lavorazione che eliminano i batteri nocivi.

Tabella riassuntiva con i formaggi che è possibile consumare in gravidanza:

In questo paragrafo è stata realizzata una tabella riassuntiva, in cui sono presenti tutti i formaggi che è possibile consumare in modo sicuro nella dieta delle donne gravide e quelli che invece devono essere limitati all’interno dei 12 mesi di gravidanza per ridurre il rischio di contagio di listeria:

Categoria Formaggi Sicuri Formaggi a Rischio
Formaggi a pasta dura Parmigiano, Grana Padano, Cheddar, Gouda, Emmental, Asiago, Pecorino Nessuno
Formaggi pastorizzati Mozzarella, Ricotta, Formaggio spalmabile (tipo Philadelphia), Feta pastorizzata, Formaggio di capra pastorizzato Feta non pastorizzata, Formaggio di capra non pastorizzato
Formaggi lavorati Fette di formaggio confezionate, Formaggio fuso, Formaggio spalmabile pastorizzato Nessuno
Formaggi a pasta molle Brie e Camembert pastorizzati, Gorgonzola pastorizzato (se completamente cotti) Brie non pastorizzato, Camembert non pastorizzato, Gorgonzola non pastorizzato
Formaggi freschi Cottage cheese, Ricotta pastorizzata, Queso blanco pastorizzato, Queso fresco pastorizzato, Paneer pastorizzato Queso fresco non pastorizzato, Queso blanco non pastorizzato, Paneer non pastorizzato
Formaggi a crosta fiorita Nessuno (generalmente evitare, anche se pastorizzati, a meno che non siano completamente cotti) Tutti i formaggi a crosta fiorita non pastorizzati (Brie, Camembert, Chaource, etc.)
Formaggi erborinati Nessuno (generalmente evitare, anche se pastorizzati, a meno che non siano completamente cotti) Tutti i formaggi erborinati non pastorizzati (Roquefort, Stilton, Danish Blue, etc.)
Formaggi a latte crudo Nessuno Tutti i formaggi a latte crudo (indipendentemente dal tipo)

Alcune note importanti da ricordate per evitare il contagio da listeria in relazioni ai formaggi:

  • Pastorizzazione: la chiave per la sicurezza è la pastorizzazione. Verificare sempre che il formaggio sia prodotto con latte pastorizzato o che abbia subito tale processo.
  • Cottura completa: alcuni formaggi che di solito sono a rischio possono essere consumati se sono completamente cotti fino alla bollitura.
  • Etichette: leggere attentamente le etichette dei formaggi confezionati per assicurarsi della loro sicurezza e rendere sicura l’assunzione di questi cibi in gravidanza.
  • Consultare il medico: in caso di qualsiasi dubbio, consultare sempre il medico o un nutrizionista per consigli personalizzati.

Come fare per prevenire la listeriosi in gravidanza:

In questo paragrafo sono riassunti alcuni consigli utili per le donne incinte. Si tratta di precauzioni semplici ma fondamentali per minimizzare il rischio di contrarre la listeriosi:

  • Evitare i formaggi a rischio: come già accennato, è consigliabile evitare i formaggi a pasta molle e a breve stagionatura, soprattutto se non sono confezionati.
  • Consumare solo formaggi a lunga stagionatura: i formaggi a pasta dura e a lunga stagionatura, come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano e il Pecorino Romano, possono essere consumati tranquillamente. Attenzione, però, al loro apporto di calorie, grassi e colesterolo, che possono comunque influenzare lo stato di salute del corpo della donna in gravidanza.
  • Riscaldare bene i formaggi: se si desidera consumare formaggi a rischio, è importante riscaldarli a una temperatura di almeno 70°C per almeno 5 minuti. Questo elimina il batterio della Listeria e rende il formaggio sicuro da mangiare.
  • Praticare una buona igiene alimentare: lavare accuratamente le mani e le superfici dopo aver maneggiato i formaggi, soprattutto quelli a rischio. Le contaminazioni crociate, derivanti da utensili e piani di lavoro sporchi sono frequentissime.
  • Conservare i formaggi in frigorifero: i formaggi devono essere conservati all’interno di un ripiano apposito all’interno del frigorifero e a una temperatura di 4°C o inferiore. Inoltre, si consiglia di mettere bene separati e distanziati i formaggi che è possibile consumare, rispetto a quelli che la donna in gravidanza non dovrebbe affatto consumare.

Conclusione

Consumare formaggi in modo sicuro durante la gravidanza è possibile con le giuste precauzioni. Evitare formaggi a pasta molle e freschi non pastorizzati, preferire formaggi pastorizzati e a pasta dura, e mantenere buone pratiche di igiene alimentare sono passi fondamentali per prevenire la listeriosi. Consultare sempre il proprio medico o il proprio nutrizionista per ulteriori consigli personalizzati sulla dieta durante la gravidanza.

Fonti bibliografiche

  • Listeria (Listeriosis), CDC
  • Madjunkov M, Chaudhry S, Ito S. Listeriosi durante la gravidanza. Arch Gynecol Obstet. 2017 Agosto; 296(2):143-152. DOI: 10.1007/S00404-017-4401-1. Epub 2017 23 maggio. PMID: 28536811.