Dieta Montignac: tieni a bada la glicemia e perdi peso

Si basa tutta sull'indice glicemico dei cibi, la Dieta Montignac. E promette: meno 4-5 kg al mese, e riduzione del rischio cardio-vascolare

Per lungo tempo, i nutrizionisti hanno affermato che – per dimagrire – bisognasse eliminare i grassi e assumere prevalentemente glucidi. Ma, regimi dietetici così costruiti, si sono spesso rivelati un fallimento.

Parte invece da tutt’altro presupposto la Dieta Montignac, una dieta a basso indice glicemico che promette di far perdere 4-5 kg al mese e a migliorare la salute. Parla infatti, questa dieta, alle persone che vogliono ridurre i rischi di malattie cardio-vascolari, che vogliono prevenire la comparsa del diabete e perdere peso in un modo che sia efficace e duraturo.

Sono oltre 25 milioni, nel mondo, le persone che alla Dieta Montignac si sono avvicinate. Chiamata così dal nome del suo inventare (Michel Montignac, che un ventennio fa ha individuato nelle variazioni del tasso di insulina una causa dell’aumento di peso, e ha introdotto per la prima volta il concetto di indice glicemico applicato ad un regime dietetico), più che una dieta nel verso senso della parola è una modalità alimentare equilibrata, e non restrittiva. Porta ad un cambiamento delle proprie abitudini a tavola. Un cambiamento che faccia bene non solo alla propria fisica, ma anche al proprio cuore.

In cosa consiste la Dieta Montignac? Nella scelta degli alimenti sulla base della loro potenzialità metabolica e delle loro specifiche nutrizionali. Ecco dunque che si dovranno preferire glucidi (carboidrati e zuccheri) a basso indice glicemico (non superiore ai 50), acidi grassi polinsaturi omega3 (contenuti nel pesce) e monoinsaturi (es. l’olio di oliva). Da eliminare sono invece gli acidi grassi saturi, mentre le proteine andranno scelte sulla base della loro origine e della neutralità sui processi metabolici che portano all’aumento di peso.

Due sono le fasi della dieta. Nella fase di dimagrimento si dovranno scegliere attentamente grassi e proteine e consumare solo glucidi con indice glicemico inferiore a 50: in questo modo, si elimina la possibilità di accumulare peso e si attiva il processo di destoccaggio dei grassi di riserva, che vengono bruciati con più facilità. Nella fase di mantenimento, invece, si può scegliere tra una più vasta selezione di glucidi, sempre a patto di considerare il loro indice glicemico.

Ma quali sono, nel dettaglio, gli alimenti da preferire e quali quelli da evitare? Via libera al pesce (salmone, tonno, branzino ecc), alla carne, ai formaggi, alla frutta (frutta secca come mandorle e pistacchi oppure fresca come avocado, ciliegie, lamponi, mirtilli, pompelmo, uva, mele, pesche, albicocche ecc.), alla verdura (bietole, asparagi, cetrioli, broccoli, indivia, finocchi, sedano, peperoni, crauti ecc.), allo yogurt, al cioccolato fondente, alla farina di ceci, alle lenticchie, alle preparazioni a base di soia. Da evitare pizza, banane mature, biscotti di pasta frolla, gallette di riso, patatine, bibite gassate, croissant, riso e risotti, gelato alla creme, castagne, lasagne, miele, farina integrale, papaya, zucca, marmellata, pane intregrale o nero, sorbetti, muesli, gnocchi, polenta, cereali raffinati, crackers.

Bisogna quindi rivedere il proprio regime alimentare, in modo definitivo: in questo modo, la perdita di peso sarà davvero duratura.

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