Dieta indù ricca di fibre: perdi kg e proteggi il cuore

Lo schema alimentare in questione, a base latto-vegetariana, è legato a diversi benefici per la salute

La dieta indù è il regime alimentare adottato da chi pratica l’induismo. Si tratta di uno schema caratterizzato da basi latto-vegetariane. Quando la si nomina è utile chiamare in causa diversi benefici, che vanno dall’aiuto nella perdita di peso alla protezione del benessere cardiovascolare.

Entrando nel dettaglio delle sue peculiarità è bene specificare che non esistono regole particolarmente restrittive, fatta eccezione per l’esclusione della carne bovina. L’induismo, ossia la terza religione più praticata a livello mondiale, considera le vacche sacre e simbolo di protezione, prosperità e maternità.

Come sopra accennato, a questo schema alimentare sono legati benefici cruciali per la salute. Per quanto riguarda la perdita di peso è importante fare riferimento alla moderazione nel consumo di cibo, aspetto centrale nella quotidianità di chi pratica l’induismo. La frugalità a tavola – nota come mitahara è considerata una vera e propria virtù ed è chiaramente associata a un minor apporto calorico e a un conseguente calo ponderale.

Proseguendo con l’analisi delle caratteristiche e dei benefici della dieta indù è fondamentale citare l’alto contenuto di fibre, dovuto in particolare all’ampia inclusione di frutta e verdura. Come evidenziato da diversi studi – molto interessante a tal proposito è un lavoro di ricerca risalente al 2013 che ha visto impegnata un’equipe dell’Università del Minnesota – l’assunzione di fibre aiuta a tenere sotto controllo l’assorbimento del colesterolo, con ovvi vantaggi per la salute del cuore. Inoltre, grazie alla capacità di ottimizzare i livelli di sazietà, sono portentose per quanto riguarda il già citato calo ponderale.

Quando si parla della dieta indù e dell’alto contenuto di frutta e verdura, è il caso di porre l’accento anche sull’apporto di antiossidanti che questi alimenti garantiscono e sulla conseguente prevenzione degli stati infiammatori, delle malattie metaboliche e dei tumori.

Degno di nota a tal proposito è uno studio del 2012 condotto da un’equipe della KLE University di Karnataka che, prendendo in considerazione i dati di 100 individui sani (la metà dei quali abituati a seguire diete ovo-vegetariane e latto-ovo-vegetariane), ha scoperto che lo stress ossidativo è sensibilmente più basso nei soggetti avvezzi a uno schema alimentare a basso contenuto di carne.

A questo punto è naturale chiedersi quali siano gli alimenti da includere nella dieta indù. Per quanto riguarda le fonti di proteine vegetali, si possono prendere come punto di riferimento i legumi e i prodotti a base di soia. Le proteine animali – opzionali – possono essere assunte portando in tavola piatti a base di carne di pollo o di agnello. Vanno benissimo anche il pesce e le uova.

La dieta indù, come già fatto presente, dedica ampio spazio alla frutta e alla verdura. Cosa si può dire in merito alle fonti di carboidrati? Che tra le principali è possibile annoverare il riso, le patate dolci, l’avena, il mais, l’amaranto, la quinoa e il naan (diffuso anche in altri Paesi asiatici, come per esempio l’Iran). Le fonti di latticini, invece, comprendono il latte, lo yogurt, il formaggio e la panna.

Da non dimenticare sono pure le fonti di lipidi, tra le quali spiccano l’olio di avocado, l’olio di oliva e il burro chiarificato ghee. Concludiamo ricordando che, prima di intraprendere questa dieta, è opportuno chiedere consiglio al proprio medico curante.

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