Dieta chetogenica: a chi fa bene

Nuovi studi evidenziano che questo piano alimentare può rivelarsi un vero e proprio trattamento in specifiche patologie

Luana Trumino

Luana Trumino Esperta di benessere

La dieta chetogenica è un piano dietetico nel quale il 90% della razione alimentare è composta da lipidi, il 7% da proteine e solo il 2-3% da glucidi (una combinazione piuttosto lontana dalla dieta mediterranea che include in linea di massima il 10% di proteine, il 65% di carboidrati e 25% di lipidi). I menu prevedono la presenza di grassi, come i formaggi, carne, pesce e una bassissima dose di frutta e verdura. In alcune diete vengono esclusi pane, pasta e tutti i prodotti da forno.

Negli ultimi anni, ne abbiamo sentito parlare spesso per i suoi effetti sulla perdita di peso. A fronte di questa popolarità, tuttavia, si sono moltiplicate anche le ricerche scientifiche a sfavore dei regimi alimentari che portano alla chetosi.

A chi fa bene

Di recente, lo studio Ketogenic diets for drug-resistant epilepsy, presentato in occasione del Convegno “Dieta Chetogenica. Stato dell’Arte Esperienza Italiana” organizzato recentemente dal Gruppo di Studio “Dietoterapie in Epilessia” della Lega Italiana contro l’Epilessia presso l’Ospedale Pediatrico del Bambino Gesù di Roma, ha invece mostrato che una dieta di questo tipo può avere effetti positivi nelle persone con epilessia farmaco-resistente. I risultati sono stati sorprendenti: ad esempio, nell’epilessia mioclono astatica dell’infanzia è stata dimostrata l’efficacia della dieta chetogenica con un forte effetto anticonvulsivante nell’86% dei pazienti. In questi casi, è di oltre il 70% la riduzione delle crisi epilettiche dopo due mesi di dietoterapia. Ma è bene sottolineare che più precoce è l’inizio del trattamento con la dieta chetogenica maggiore è la possibilità di successo.

Microbiota e cervello

“Si tratta di dati estremamente importanti quelli presentati – ha dichiarato la dott.ssa Raffaella Cusmai, responsabile scientifico del Gruppo di Studio ‘Dietoterapie in Epilessia’ LICE, Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù -. Attualmente, nonostante l’introduzione di farmaci antiepilettici di nuova generazione, circa il 30% circa dei pazienti risulta farmaco-resistente. Pertanto, l’interesse della ricerca scientifica nei confronti della dieta chetogenica continua a rimanere alto e oggi ci invita ad approfondire alcune nuove prospettive emergenti come quello della relazione tra microbiota intestinale e cervello”. Secondo un recente studio, infatti, alcune specifiche alterazioni del microbiota indotte dalla dieta sono in grado di contribuire ad un effetto antiepilettico.

È adatta a tutti?

No, fanno sapere i medici. Il trattamento con dieta chetogenica non può essere “somministrato” per tutta la vita, tranne in alcune specifiche malattie metaboliche. “Le persone con epilessia candidate al trattamento – ha sottolineato Oriano Mecarelli, Presidente LICE, Dipartimento di Neuroscienze Umane dell’Università Sapienza di Roma – hanno spesso una storia clinica complessa ed è necessario eseguire uno screening preliminare clinico e biochimico per escludere un problema congenito del metabolismo che possa essere aggravato dalla dieta. Prima di iniziare la dieta chetogenica sono inoltre necessari incontri con le famiglie dei pazienti mirati a fornire informazioni sulla preparazione dei pasti, sulla necessità di somministrare integratori vitaminico-minerali e su come monitorare i livelli di chetosi e gli eventuali effetti collaterali”.

Per i bambini che ottengono un controllo delle crisi maggiore del 50%, la dieta può essere proseguita per un periodo anche di due anni, a meno che non si verifichino effetti collaterali che richiedano la sospensione del trattamento. Questo piano dietetico-terapeutico può essere invece adottato per diversi anni dai bambini che raggiungono una remissione del 90% delle crisi epilettiche, con effetti collaterali quasi nulli.

Luana Trumino

Luana Trumino Esperta di benessere Sono PR, autrice e ideatrice di progetti di comunicazione. Da oltre 10 anni mi occupo di benessere e della divulgazione della cultura della salute. In particolare mi interessa divulgare i princìpi della corretta alimentazione, con l'obiettivo di contrastare sovrappeso e obesità

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