Dieta ipocalorica: cos’è, quanti chili perdi e gli effetti sulla massa grassa

Regime basato su un apporto energetico di circa 800 calorie al giorno, questa tipologia di dieta dovrebbe essere seguita solo sotto stretto controllo medico

Quando si parla di dieta ipocalorica si inquadra un regime alimentare che deve essere seguito sotto stretto controllo medico. Tra le sue caratteristiche principali rientra l’apporto energetico quotidiano, che corrisponde a circa 800 calorie (a volte sono anche meno).

Nella maggior parte dei casi, il menu quotidiano di chi segue una dieta di questo tipo si contraddistingue per l’introduzione di frullati, zuppe o barrette a basso contenuto calorico. L’approccio in questione viene adottato per trattare soggetti adulti obesi, ossia persone con un BMI superiore a 30. In ogni caso, la dieta ipocalorica non deve essere considerata come la strada esclusiva per il trattamento della grave condizione metabolica sopra ricordata.

Come già ricordato, si tratta di un regime che deve essere portato avanti sotto stretto controllo medico. In generale, si considera come riferimento temporale una durata di 12 settimane ininterrotte. Un’ulteriore alternativa è la dieta ipocalorica intermittente, che si contradditingue per l’assunzione di circa 800 calorie al dì per 2/4 giorni a settimana.

La restrizione calorica conta, ma deve essere associata anche a un’attenzione specifica alla tipologia di nutrienti assunti. Interessante a tal proposito è uno studio del 2016 condotto da equipe scientifiche attive presso il Rippe Lifestyle Institute di Celebration (USA) e la Rhode Island University di Kingston (USA).

La ricerca in questione si è concentrata sugli effetti di alcune diete ipocaloriche differenti per quanto riguarda il contenuto di saccarosio e di sciroppo di mais. A un follow up di dodici settimane è stato possibile notare che la moderazione negli zuccheri aggiunti – il cui utilizzo è aumentato tantissimo negli ultimi decenni – comporta dei vantaggi notevoli sia per quanto riguarda la riduzione del BMI, sia per quel che concerne la diminuzione della massa grassa.

Tornando alla dieta ipocalorica in generale, è bene sottolineare che c’è chi accusa questa impostazione alimentare di un’eccessiva povertà dal punto di vista nutritivo. Questo non è così vero dal momento che, sempre sotto controllo medico, è possibile mangiare in ottica di restrizione calorica seguendo regimi estremamente sani, come per esempio la dieta mediterranea.

Poco calorica ed equilibrata dal punto di vista dei nutrienti è anche la dieta del riso che, superata la fase di attacco, consente di inserire nella propria alimentazione quotidiana pure verdure (sia crude sia cotte), proteine magre, grassi buoni, cereali (possibilmente senza glutine)

Dal momento che la dieta ipocalorica riduce di circa un terzo l’apporto energetico quotidiano, non è il caso di iniziarla alla leggera. Soprattutto nelle fasi iniziali, si può infatti avere a che fare con effetti collaterali come stanchezza, mal di testa, bocca asciutta, costipazione o diarrea. In questi frangenti, è opportuno contattare tempestivamente il proprio medico curante.

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