I primi test eseguiti in Italia sui casi sospetti di hantavirus sono risultati negativi. Si tratta delle analisi condotte su un cittadino britannico e il suo accompagnatore, su un marittimo calabrese e su una turista ricoverata a Messina. Intanto il Centro europeo di prevenzione e controllo (ECDC) ha tranquillizzato sul fatto che i casi complessivi sotto osservazione sul territorio comunitario sono scesi a 8 e “non si è registrata alcuna mutazione” del ceppo virale del focolaio (Andes, NdR) che si è sviluppato sulla nave da crociera Mv Hondius. Ma l’attenzione resta alta: non è ancora chiaro se anche gli asintomatici possano essere contagiosi, con che modalità ed eventualmente per quanto tempo. Anche dai medici ospedalieri nelle scorse ore è giunto un allarme: “Il sistema non reggerebbe a una nuova pandemia”.
Negativi i test sull’hantavirus in Italia
Il ministero della Salute ha fatto sapere che sono risultati negativi gli accertamenti virologici eseguiti nelle scorse ore a Milano su un turista britannico rintracciato e posto in quarantena, perché si trovava a bordo del volo Sant’Elena-Johannesburg su cui aveva viaggiato anche la passeggera olandese dell’Mv Hondius, poi deceduta. Stesso esito anche per il test condotto sul suo accompagnatore, sul giovane calabrese che si trova in isolamento fiduciario e sulla turista che è stata ricoverata a Messina per polmonite. In quest’ultimo caso la misura precauzionale era scattata perché la donna proviene da una zona endemica dell’hantavirus in Argentina e presentava sintomi, che ha poi portato al trasferimento in ospedale.
I dubbi sugli asintomatici
Mentre in caso di sintomi compatibili con un contagio da hantavirus gli esperti raccomandano test diagnostici e massima cautela, molti dubbi restano su coloro potrebbero aver contratto l’infezione, pur non presentando alcun segnale della malattia. “Siamo in fase di screening attivo, vale a dire che stiamo intercettando le persone che sono state in contatto con i casi confermati e per questo è cruciale avere un test sensibile clinicamente”, ha spiegato all’ANSA il microbiologo clinico Francesco Broccolo, dell’Università del Salento, responsabile UOSD Microbiologia e Virologia universitaria del P.O V. Fazzi. L’esperto ha però chiarito che “non ha senso fare il tracciamento solo nei sintomatici perché anche chi non ha sintomi potrebbe essere infettivo”.
I possibili contagi da asintomatici
A riprova della possibilità di contagio anche da parte di asintomatici, infatti, c’è il caso di uno degli 11 casi finora accertati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, in cui i sintomi sono comparsi dopo che era stato eseguito il test. Anche la Società internazionale di ricerca sugli hantavirus (Ish) ritiene che l’infezione sia trasmissibile da parte di coloro che non presentano campanelli d’allarme come febbre, mal di testa, dolori e, successivamente, problemi respiratori. L’ipotesi che l’hantavirus possa diffondersi anche tramite soggetti asintomatici era stata sostenuta anche in un articolo pubblicato a ottobre del 2023 sulla rivista Emerging Infectious Diseases, in riferimento ai risultati di uno studio realizzato dal Robert Koch Institute di Berlino. “Concentrarsi solo sui casi manifesti significa ignorare la parte sommersa della trasmissione: i pazienti asintomatici, quelli presintomatici e chi resta contagioso anche dopo la guarigione clinica”, chiarisce ancora Broccolo. Come spiega l’esperto, infatti, “in particolare nel periodo compreso fra 3 e 10 giorni dall’infezione il paziente ha già il virus e il test molecolare è ideale per la sorveglianza attiva perché è il più sensibile e si basa sul plasma perché il virus si trova soprattutto lì”. Per Broccoli “è importante intercettare i casi positivi per evitare i focolai, e questo è, appunto, il compito della sorveglianza attiva”.
Le rassicurazioni di ECDC e ministero della Salute
Intanto, però, arrivano rassicurazioni da parte del ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha spiegato che “i cittadini devono stare tranquilli, non è il Covid è qualcosa che si conosce” e “tutte le quattro persone oggi in Italia, presenti sul volo Johannesburg-Amsterdam del 25 aprile, sono asintomatiche, seguite con attenzione. I test finora disponibili hanno dato esito negativo. Anche i due casi segnalati ieri a Milano e Messina sono negativi ai test”. Dal Centro europeo di prevenzione, invece, è giunta la conferma che ad oggi il virus non è mutato. “Il virus Andes è l’unico della famiglia degli hantavirus che si trasmette da persona a persona. I virus possono mutare nel tempo, ma al momento non ci sono motivi per pensare che questo sia mutato per diventare più trasmissibile. Ciò che stiamo osservando sia dal punto di vista epidemiologico che microbiologico suggerisce che il virus si stia comportando come di consueto”, ha sottolineato Andreas Hoefer, esperto di microbiologia ed epidemiologia molecolare durante un briefing alla stampa del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).
L’allarme dei medici ospedalieri
Se l’allerta resta alta e si moltiplicano gli interventi che chiariscono come l’hantavirus sia differente dal virus che ha causato la pandemia Covid (il Sars-Cov2), resta la preoccupazione espressa dai medici ospedalieri: “Oggi non c’è una particolare preoccupazione per il rischio di diffusione dell’hantavirus, ma se dovesse esserci una nuova emergenza pandemica, il sistema sanitario non sarebbe pronto: mancano ancora medici”. Ad affermarlo è stato il segretario del principale sindacato della categoria, Pierino di Silverio, all’ANSA. “Rispetto al 2020 la carenza di personale non è cambiata in modo significativo e la medicina territoriale, che avrebbe dovuto essere potenziata dopo il Covid, non è mai realmente decollata”, ha aggiunto di Silverio.
Il norovirus sulla nave da crociera francese
Intanto si monitora anche la situazione a bordo della nave da crociera francese sulla quale è morto un uomo e 1.700 passeggeri sono stati tenuti in lockdown per motivi sanitari. Le analisi hanno confermato che il virus che imperversa a bordo non ha nulla a che vedere con l’hantavirus, ma che si tratta soltanto di un semplice “episodio di gastroenterite”. “Il divieto di sbarco” è stato dunque “revocato” per le persone “non sintomatiche”, mentre i malati dovranno restare “in isolamento” fino alla fine dei sintomi.