Crespino, la pianta che tiene a bada il colesterolo

Conosciuta anche con il nome Berberis vulgaris, questa pianta è un vero toccasana contro la sindrome metabolica

Conosciuto anche con il nome latino Berberis vulgaris, il crespino è una pianta adattogena caratterizzata da proprietà che vale la pena approfondire. Epatoregolatrice e lassativa, è nota per la presenza di un componente attivo particolare, la berberina, che si contraddistingue per benefici scientificamente provati relativi alla prevenzione del diabete, all’aiuto nel controllo del peso e alla lotta contro il colesterolo.

A fornire una revisione efficace in merito alle proprietà del crespino e all’efficacia della berberina ci ha pensato il lavoro, risalente al 2017, di un’equipe di esperti attiva presso l’Università di Scienze Mediche di Mashad (Iran).

Gli studiosi hanno indagato gli effetti del Berberis vulgaris su diversi fattori in grado di rappresentare un rischio per la salute del cuore. Tra questi è possibile includere i livelli di colesterolo. Cosa hanno scoperto? Che la somministrazione orale di berberina è in grado, a un follow up di 3 mesi è in grado di contribuire alla riduzione del colesterolo sierico.

Gli esperti che hanno condotto lo studio si sono soffermati anche sulle proprietà antidiabetiche della berberina e sulla sua capacità di favorire il controllo dei valori della pressione arteriosa. Sono arrivati alla conclusione che, oggi come oggi, il crespino può rappresentare un interessante punto di riferimento quando si parla di innovazione dei trattamenti contro la sindrome metabolica, situazione clinica contraddistinta da diversi fattori tra loro correlati e rischiosi per il benessere cardiovascolare (si tratta di una problematica che coinvolge il 20/25% della popolazione mondiale).

Quando si parla delle proprietà del crespino è importante fare un cenno anche alla sua ricchezza in vitamina C. Grazie alla presenza di questo straordinario antiossidante, la pianta in questione è considerata una preziosa alleata nella prevenzione dei malanni di stagione.

In letteratura medica non sono stati rilevati casi che associano la sua assunzione all’interferenza con farmaci. Si può comunque parlare del pericolo dell’intossicazione da alcaloidi in caso di sovradosaggio. Alla luce di ciò, per togliersi qualsiasi dubbio è il caso di consultare il proprio medico curante prima di iniziare ad assumere crespino. Per quanto riguarda le alternative relative al consumo, si può spaziare dall’infuso, al decotto, fino allo sciroppo preparato con la bacche della pianta e alla tintura madre.

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Crespino, la pianta che tiene a bada il colesterolo