Piante da appartamento, il trucco dello zucchero per rivitalizzarle

Come funziona il trucco dello zucchero per rivitalizzare le piante d'appartamento: quando possiamo sfruttarlo (e quando è meglio evitare)

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Circola da anni, rimbalza sui social e spesso ne abbiamo sentito parlare tra gli appassionati di giardinaggio: mettere lo zucchero nelle piante. Zollette nel vaso, acqua zuccherata per innaffiare, cucchiaini sciolti qua e là; un rimedio della nonna che sembra innocuo, ma il problema è che questo trucco non è così semplice. Vediamo quando è possibile usarlo, e perché.

Si può dare lo zucchero alle piante?

La risposta breve è: dipende, perché non vale come regola generale. Le piante lo zucchero lo producono da sole. È il risultato della fotosintesi: luce solare trasformata in glucosio, che è poi quello che le nutre e le tiene vive. Non a caso una pianta tenuta troppo al buio alla fine muore: senza luce, il meccanismo si inceppa.

Il punto è che lo zucchero che abbiamo noi in casa non è la stessa cosa. È saccarosio, un composto più complesso fatto di glucosio e fruttosio insieme. Quando si aggiunge zucchero al terreno, non si sta davvero “nutrendo” la pianta come con un fertilizzante: più spesso si modifica l’ambiente del suolo e si alimentano i microrganismi presenti.

E c’è un altro problema, forse più serio. Lo zucchero in eccesso nel terreno, se è troppo concentrato, abbassa il potenziale idrico del substrato e può rendere più difficile l’assorbimento dell’acqua da parte delle radici.

Come funziona il trucco dello zucchero per rivitalizzare le piante

Ci sono situazioni in cui lo zucchero può tuttavia fare qualcosa di utile. La prima riguarda le piante in condizioni critiche. Quando una pianta è così debilitata da non riuscire più a produrre abbastanza glucosio da sola, una soluzione molto diluita – un cucchiaino scarso per litro d’acqua, una volta sola – può servirle da “spinta”, ma non è un trattamento da ripetere nel tempo. Se la pianta ha già problemi di assorbimento, però, meglio evitare.

La seconda applicazione riguarda i fiori recisi. I mazzi che compriamo dal fioraio non hanno radici, quindi non possono produrre zuccheri autonomamente. Un po’ di acqua zuccherata nel vaso prolunga la freschezza dei petali, fornendo l’energia che normalmente arriverebbe dalle radici.

Il terzo caso è più tecnico: in terreni molto poveri, privi di microrganismi attivi, una piccola quantità di zucchero può risvegliare la flora batterica del substrato. Un effetto temporaneo, a cui ricorrere quando non si ha a disposizione compost o materiale organico. Anche in questo caso, però, rimane una “terapia d’urto”. Molti usano per esempio il trucco dello zucchero con le orchidee.

Quando non è possibile dare lo zucchero alle piante

Ci sono invece delle situazioni in cui lo zucchero è sconsigliato in modo abbastanza netto. La prima è quella delle piante appena trapiantate: non è necessario dare lo zucchero alle piante dopo un trapianto. In questo caso il trucco potrebbe solo aggravare uno stato già delicato.

La seconda è quella delle piante sane in terreni ben strutturati, dove la flora microbica funziona già. Lì lo zucchero è semplicemente inutile, se non dannoso. E poi dobbiamo semplicemente non farne un’abitudine, perché non dovremmo considerare lo zucchero da cucina un fertilizzante (non può sostituire i nutrienti di cui le piante hanno bisogno). Se la pianta sta bene, le cure tradizionali sono tutto quello che le serve.