Amoli, per fare il pieno di vitamina C, depurarsi e digerire meglio

Frutti della pianta Prunus cerasifora, vengono utilizzati in Georgia per preparare una popolarissima salsa

Frutti della pianta Prunus cerasifora, gli amoli sono degli scrigni di benefici preziosi. Molto simili, visivamente parlando, a delle prugne – c’è chi, invece, li considera affini alle ciliegie – sono ricchi di vitamina C.

Inoltre, come specificato dagli esperti del gruppo Humanitas, sono contraddistinti dalla presenza di flavonoidi e tannini (questi ultimi sono polifenoli contraddistinti da un’importante azione antibatterica).

Sono diversi i motivi per cui vale la pena introdurre gli amoli nella propria dieta. In questo novero è possibile includere le proprietà digestive e l’efficacia lassativa. Gli amoli, inoltre, come dimostrato da diverse evidenze scientifiche possono rivelarsi dei preziosi alleati della depurazione dell’organismo (hanno proprietà diuretiche).

Per sfruttare al meglio i benefici di questi frutti del genere Prunus, è importante mangiarli nel momento giusto. Idealmente, bisognerebbe consumarli quando non sono completamente maturi. L’optimum è che siano leggermente amari.

A questo punto, è naturale chiedersi quali siano i momenti dell’anno in cui si possono trovare. La prima cosa da ricordare in merito è che l’albero, originario delle zone dell’Asia centrale, inizia a riempirsi di frutti attorno ai mesi di maggio e giugno. Gli amoli, in generale, vengono raccolti quando si conclude la stagione estiva.

Ricchi di fibre e per questo cruciali per la salute dell’intestino – questa caratteristica li accomuna gli altri frutti del Prunus domestica, ossia le prugne comuni, delle quali potrebbero essere progenitori – gli amoli sono contraddistinti pure dalla presenza di minerali.

Conosciuti in Italia con i nomi di “mirabolani” e “rusticani” (quest’ultima denominazione deriva dalla resistenza e alla duttilità dell’albero da cui provengono, spesso utilizzato come portainnesto per piante come l’albicocco e il pistacchio), gli amoli hanno numerosi benefici ma anche alcune controindicazioni che è bene conoscere. In questo novero è possibile citare l’interazione con alcune tipologie di antimicrobici e con specifici diuretici.

Come consumarli? Le alternative sono diverse e, tra queste, è possibile citare le confetture. Degno di nota è anche l’utilizzo nell’ambito della cucina georgiana, che vede l’impiego degli amoli per la preparazione della tipica salsa tkemali (il termine utilizzato per definire gli amoli nella lingua locale). Concludiamo facendo presente che, prima di introdurli nella dieta, è il caso di chiedere consiglio al proprio medico di fiducia. 

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Amoli, per fare il pieno di vitamina C, depurarsi e digerire meglio