Tumore del polmone, come si classifica e cos’è la lobectomia

Esistono due grandi tipi di tumore polmonare. La Lobectomia è l'intervento che consente di asportare un lobo del polmone: perché si fa

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

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  • Il tumore polmonare si distingue soprattutto tra non a piccole cellule, molto più frequente, e a piccole cellule, più raro e aggressivo.
  • La stadiazione misura l’estensione della malattia, dal tumore piccolo e operabile fino agli stadi avanzati con diffusione ai linfonodi e metastasi.
  • La lobectomia resta un intervento centrale nelle fasi iniziali, mentre terapie mirate e immunoterapia sfruttano le alterazioni molecolari per colpire il tumore.

Esistono sostanzialmente due grandi tipi di tumore polmonare. La classificazione, molto generale, si fa sulla scorta delle dimensioni delle cellule.

Il più diffuso è il carcinoma polmonare non a piccole cellule, o NSCLC (non-small cell lung cancer), che rappresenta l’85%-90% di tutti i casi di tumore del polmone e include vari sottotipi quali carcinoma a cellule squamose, adenocarcinoma, carcinoma a grandi cellule.

Più raro è il carcinoma polmonare a piccole cellule, o SCLC (small cell lung cancer) che rappresenta il 10-15% circa di tutti i tumori polmonari ed è più aggressivo con una tendenza maggiore a metastatizzare già nelle fasi precoci di malattia.

Insomma, quando si parla di tumore polmonare occorre fare una precisa distinzione si differenzia in base alle caratteristiche istopatologiche.

Poi si passa alla stadiazione del tumore del polmone, che viene valutata considerando prima di tutto l’estensione della malattia. Nello stadio I, il tumore non è diffuso ed è piccolo, resecabile con la chirurgia. Nello stadio II il tumore è diffuso a linfonodi e tessuti circostanti ed è operabile. Poi, negli stadi III e IV, il tumore si diffonde ai linfonodi e dà metastasi.  Ovviamente queste definizioni sono particolarmente grossolane ma offrono un’immagine della situazione.

Cos’è la lobectomia

I polmoni hanno la forma di cono, con una base più ampia e l’apice rivolto verso l’alto, e si trovano nel torace. Sono divisi in “lobi”, grandi zone piene di alveoli. Nel polmone destro ci sono tre lobi mentre nel sinistro ce ne sono solo due.

La lobectomia, quindi, può essere considerata l’intervento che consente di asportare un intero lobo polmonare. Negli ultimi tempi la lobectomia si è rivelata preferibile rispetto alla segmentectomia (che prevede l’asportazione di un’area minore) negli stadi iniziali del carcinoma polmonare non a piccole cellule. Il tutto in una sorta di “revisione” scientifica dell’approccio che ha seguito tre fasi distinte.

La prima è la fase storica che ha consacrato la lobectomia come trattamento standard per lo stadio I, ossia quando il tumore è piccolo e confinato al polmone. La seconda fase coincide con la revisione dei paradigmi, favorita dalla diffusione della TC ad alta risoluzione e dal riconoscimento di un sottogruppo crescente di tumori periferici, di diametro massimo di  2 centimetri.

Poi, sulla base di alcuni studi, che hanno osservato quanto accade nel tempo, si è tornati a preferire la classica lobectomia. Insomma: meno non è sempre meglio nella chirurgia per il tumore del polmone.

Cosa può succedere ora

Oltre al percorso postoperatorio, sul piano delle terapie occorre studiare le caratteristiche delle cellule. In base a quelle che   determinano la malattia e allo stato della stessa si possono poi studiare specifici trattamenti mirati, caso per caso, per andare a colpire esattamente le cellule patologiche.

Grazie alle nuove tecnologie di sequenziamento del DNA, conosciamo molte alterazioni molecolari delle forme più diffuse di tumore non a piccole cellule. Queste condizionano la biologia del tumore e sono essenziali per la sua crescita. così diventano obiettivi terapeutici. L’identificazione di questi target è fondamentale per poter identificare il bersaglio di farmaci. Ed è in questo ambito che anche l’immunoterapia, oltre all’impiego di altre strategie e farmaci su misura che l’esperto seleziona caso per caso, trova il suo spazio.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.