La depersonalizzazione e quella sensazione di vivere una vita che non ci appartiene

Sentirsi estranee nel proprio corpo, nella propria vita

Avete mai la sensazione di vivere una vita che non vi appartiene? Di alzarvi la mattina e di ripetere quei gesti, così abitudinari e distaccati, di dire e fare cose, incontrare persone e proseguire la giornata come se qualcuno avesse deciso per voi l’epilogo di ogni giorno?

Può capitare all’improvviso di sentirsi estranei dentro il proprio corpo, all’interno della propria quotidianità e quando questo accade inspiegabilmente qualcosa cambia. Le persone, gli oggetti che vi circondano e anche la casa che abitate diventa un’estranea, voi stesse vi sentite come spettatrici di un film nel quale la protagonista ha il vostro stesso volto, ma non i sentimenti.

La chiamano depersonalizzazione ed è quel momento in cui ci si sente estranee a se stesse e alla propria vita. Spesso ci si sente spaventate da questa condizione, chi ha vissuto in prima persona questo effetto si è chiesta naturalmente se qualcosa in lei non funzionasse.

Perché vedete, chi si sente esattamente così sa quello che dovrebbe provare eppure non sente più nulla a ogni stimolo, a ogni incontro o evento. Ci si ritrova a essere insensibili nei confronti di ogni cosa, come se si vivesse in un mondo irreale, avete mai provato questa sensazione?

Sembra proprio che almeno il 50% delle persone sperimentano nella vita un episodio di depersonalizzazione; nella maggior parte dei casi si tratta di momenti transitori o di breve durata che sorgono proprio dopo un trauma, un periodo particolarmente stressante o doloroso.

In alcuni casi però, se al disturbo non viene data la giusta importanza, questo può trasformarsi in una condizione più grave e patologica, questo perché le persone solitamente tendono a soffrire in silenzio, continuando la solita vita anche se non gli appartiene più.

La depersonalizzazione è in realtà una delle più diffuse difese contro i traumi, il corpo si dissocia dalla mente così le persone possono vivere nell’illusione di controllare qualcosa, anche se in realtà non hanno il controllo più di nulla. Un po’ come quando, davanti alle difficoltà, capita di pensare “non sta succedendo davvero a me”.

Ed ecco che allora, piuttosto che sentire un dolore insopportabile e lacerante, alcune persone scelgono di anestetizzarsi, di smettere di sentire dolore cadendo nella trappola della depersonalizzazione.

Ma questa condizione non dovrebbe mai essere l’epilogo di un trauma, di una sofferenza o di un cuore spezzato perché il dolore va sempre affrontato, solo così è possibile ricominciare.

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