Correre la maratona, aiuta il cuore e la pressione

Secondo un recente studio inglese, completare per la prima volta una maratona comporta vantaggi notevoli per la salute cardiovascolare

Buone notizie per chi ama correre: la maratona, anche se non si totalizzano tempi da record, è un toccasana per la salute cardiovascolare. La corsa su lunga distanza permette infatti, fin dalla prima volta che la si pratica, di apprezzare benefici importanti, tra i quali è possibile citare il miglioramento dei valori della pressione arteriosa e la diminuzione dell’irrigidimento aortico. L’ottimizzazione di questi parametri equivale a una riduzione di circa quattro anni dell’età vascolare.

La conclusione appena descritta è frutto di uno studio guidato da un team di esperti dell’Institute of Cardiovascular Science dello University College di Londra. I dettagli di questo lavoro scientifico sono stati pubblicati sulle pagine della rivista Journal of the American College of Cardiology.

Gli esperti in questione, considerando un background che vede l’invecchiamento progressivo della popolazione come un fattore di rischio per l’irrigidimento aortico e per la salute cardiovascolare, si sono concentrati sugli effetti che comporta sulla salute del cuore il fatto di completare per la prima volta il percorso di una maratona (gara di corsa su una distanza di 42,195 km).

L’equipe scientifica, guidata dalla Dottoressa Charlotte H. Manisty, ha monitorato le condizioni di un campione di 138 persone sane e di età compresa tra i 21 e i 69 anni (49% di sesso maschile). I ricercatori hanno valutato i loro parametri relativi alla pressione e alla rigidità aortica nel periodo pre-allenamento e a due settimane dalla maratona di Londra (edizione 2016 e 2017).

Per calcolare l’età vascolare, gli studiosi si sono basati sulla relazione cronologica tra età anagrafica e rigidità aortica. Al follow up, è stato possibile notare un effetto importantissimo dell’allenamento, ossia una riduzione della pressione arteriosa diastolica e sistolica centrale pari a 4 mm Hg. Questo effetto, come già specificato, corrisponde a una diminuzione dell’età aortica pari a 3,9 anni.

I benefici appena descritti sono risultati maggiori nei soggetti di sesso maschile più anziani e con tempi di esecuzione della maratona più lunghi. Questo significa che per apprezzare un ringiovanimento del sistema vascolare è sufficiente un’intensità di esercizio bassa e che non è necessario né essere in età non senile, né totalizzare dei tempi da competizione.

I risultati sono stati commentati dalla Dottoressa Manisty, la quale ha sottolineato come, grazie allo studio che abbiamo appena descritto, può essere possibile invertire le conseguenze dell’invecchiamento sui vasi sanguigni in soli sei mesi.

La ricerca, come già specificato, ha previsto il reclutamento di partecipanti sani. Secondo gli esperti, i soggetti affetti da ipertensione e da rigidità arteriosa potrebbero far registrare risposte cardiovascolari ancora più soddisfacenti.

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