Pressione a 60 anni: i valori corretti e quando bisogna preoccuparsi

Misurare la pressione è una buona abitudine, soprattutto a 60 anni. Ecco quali sono i valori normali e quando preoccuparsi

Quali sono i valori corretti della pressione a 60 anni e quando bisogna preoccuparsi?

Con l’avanzare dell’età è importante tenere sotto controllo questo valore per evitare problemi di salute e scoprire eventuali patologie. Le ultime ricerche scientifiche hanno dimostrato quanto la pressione arteriosa sia influenzata da vari fattori. Non solo il macchinario scelto per l’esame, ma anche il sesso, l’etnia e l’età. Per questo è molto difficile stabilire quali sono i valori normali con precisione.

Nonostante ciò gli scienziati sono riusciti ad individuare un range all’interno del quale si dovrebbero mantenere i pazienti a seconda dell’età. Soprattutto superati i 50 anni è importante misurare questo valore ogni giorno, per scoprire la presenza di eventuali anomalie o problemi. Come è noto la pressione arteriosa indica la forza esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie, un adulto in buona salute dovrebbe avere dei valori pari o inferiori a 120 mmHg per quando riguarda la massima e di 80 mmHg per la minima.

La valutazione degli indici è piuttosto elastica, anche se, secondo una convenzione internazionale, quando i valori massimi superano i 140/99 si parla di ipertensione, mentre se il livello minimo arriva sotto i 60/40 siamo in presenza di ipotensione. In entrambi i casi è sempre meglio correre ai ripari, soprattutto se si è entrati negli “anta”, quando i vasi sanguigni perdono di elasticità e si è più esposti ad un rischio cardiovascolare.

Fra i 50 e i 54 anni ad esempio la minima dovrebbe essere fra i 116/81, mentre la massima fra i 142/89. Superati i 60 anni invece i valori si spostano: la pressione sistolica dovrebbe attestarsi intorno ai 120/83, mentre quella diastolica verso i 147/91. Non solo: alcune ricerche hanno dimostrato che dopo i 60 anni la differenza fra i due valori non dovrebbe essere troppo ampia.

Un esempio? Se prendiamo in considerazione una persona di 60 anni con una massima di 160, sarebbe meglio che la minima fosse di 90 anziché di 80. Un divario troppo ampio potrebbe indicare un’alterazione anatomica, come un irrigidimento delle arterie.

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