Fumo, come agisce la nicotina e i consigli per smettere

Cosa succede al nostro organismo quando fumiamo e come fare per smettere

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Quando accendiamo una sigaretta, nel corpo entrano migliaia di sostanze, molte delle quali nocive. Basterebbe questo per smettere. Ma c’è anche la nicotina, che ha un’azione “bifasica” sull’organismo umano. In occasione della Giornata Mondiale per la Lotta al Fumo, ecco un identikit di quanto questa sostanza incida, in chiave a volte stimolante, a volte depressiva, sul corpo. Con una risposta finale che può diventare quindi la somma dei diversi effetti, spesso opposti tra loro della sostanza. Ovviamente si tratta solo di un aspetto, tra i tanti che possono riguardare chi inizia a fumare (meglio evitare) e chi non riesce a smettere. Per chi vuole qualche consiglio, leggete fino in fondo questo articolo: la stagione per dire addio alle sigarette è quella giusta.

Ecco cosa succede

Proviamo a capire cosa significa avere una funzione “duplice”. La nicotina può, ad esempio, aumentare la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa agendo sui centri do controllo locali del sistema nervoso “simpatico”, sulla midollare del surrene (una porzione della piccola ghiandola che si trova sopra i reni e produce le catecolamine come adrenalina e noradrenalina), e attivando particolari recettori chimici presenti vicino all’aorta ed alla carotide.

Tutti questi mezzi inducono la risposta che dopo pochi minuti, i tempi dipendono dalla quantità di nicotina, viene però sopraffatta dai meccanismi di controllo che inducono una reazione esattamente opposta. Sul sistema nervoso la nicotina ha un’iniziale azione stimolante, soprattutto sulla respirazione. Ma anche in questo caso dopo poco tempo la depressione di queste risposte è superiore. La nicotina infine fa aumentare i movimenti dell’intestino perché agisce positivamente sui nervi che controllano la muscolatura intestinale. Quando la sostanza è presente, quindi, c’è una leggera tendenza alla diarrea cui fanno seguito periodi di stitichezza quando si smette di fumare.

Proprio l’assuefazione alla nicotina, in ultima analisi, è uno dei motivi per cui smettere di fumare è così difficile. Eppure è una scelta che va fatta, per la salute e anche per il portafoglio. In genere la “molla” dei possibili rischi per la salute è uno dei meccanismi che più facilmente spingono ad abbandonare il vizio. Per chi fuma, ad esempio, può essere utile sapere che la mortalità per cancro del polmone decresce in modo continuo e regolare passando da un massimo che si osserva nei fumatori a livelli più bassi negli ex-fumatori. Livelli che scendono in concomitanza con il numero di anni da cui si e’ smesso di fumare.

Se uno ha smesso di fumare da molti anni, il suo rischio di contrarre un tumore si avvicina molto a quello dei non fumatori. Qualcosa di simile si osserva anche per il “killer” infarto. Chi fuma rischia di più ed anche un secondo infarto capita di più nei fumatori.

Puntiamo sulla volontà

Leggendo queste poche righe ci si chiede perché si continua a fumare. La cosa più importante è decidere. E poi puntare sulla propria forza di volontà, magari facendosi aiutare dalle strutture che possono aiutare come i Centri Antifumo del Servizio Sanitario, anche per la gestione di trattamenti specifici.

La sospensione delle sigarette a volte può comportare alcuni effetti, soprattutto nelle prime settimane: si diventa più irritabili, ansiosi, si possono avere difficoltà di concentrazione e possono comparire mal di testa, aumento, disturbi intestinali ed una leggera insonnia. In pochi mesi però la pressione arteriosa scende ed aumenta l’apporto di sangue all’organismo.

Consiglio finale: se avete preso la saggia decisione di dire addio alle sigarette, scegliete il periodo di vacanza per iniziare e ricordate che è meglio smettere una volta per tutte piuttosto che ridurre pian piano il numero di sigarette. Altrimenti, se sale la tensione, si rischia di ricominciare. Ed è quanto si deve evitare.

Quando si smette di fumare, poi, bisogna fare in modo che il corpo sia in perfetta forma. Questo è importante sotto due aspetti: da un lato un pochino di attenzione all’attività fisica consente di far riprendere al meglio l’apparato respiratorio “affaticato” da anni di fumo, dall’altro evita quel leggero aumento di peso che può far seguito all’abbandono delle sigarette.

Il movimento regolare consente anche di “apprezzarsi: durante lo sforzo ci si accorge che le proprie prestazioni migliorano rispetto a prima e questo offre una motivazione in più per continuare. Anche semplici esercizi di respirazione possono comunque essere utili, specie quando si sente il bisogno di accendere una sigaretta: se ciò accade bisogna fare tre o quattro respirazioni molto intense, espirando completamente l’aria immessa nei polmoni ad ogni atto respiratorio. Bevendo un bicchier d’acqua subito dopo questo semplice esercizio, che tra l’altro favorisce il ricupero della funzione polmonare, lo stimolo al fumo si riduce di molto.

Sul fronte alimentazione, bere acqua e spremute non zuccherate, comunque, è consigliabile nei primi giorni di disassuefazione perché aiuta ad eliminare i prodotti tossici di “scarto” che il fumo ha accumulato. E bisogna fare attenzione a non “abbuffarsi” di cibo, evitando alimenti pesanti ed indigesti (quelli che prima potevano essere digeriti, almeno così si pensava, fumando una sigaretta). Vanno bene la frutta, i legumi, i cereali, i formaggi (a dosi non esagerate), il pesce e i cibi ricchi in sali minerali. Tra le bevande attenzione a non abusare di tè, caffè o alcolici che possono rendere più agitati ed aumentare il bisogno della sigaretta.

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