Lievito di birra e vitamina B12. Perché sono importanti

Una carenza di B12 può determinare anemia e danni a carico del sistema nervoso. Dove trovarla e cosa succede se manca

Luana Trumino Esperta di benessere

La vitamina B12 protegge il cervello e il sistema circolatorio, aiutando a mantenere sane le cellule nervose e i globuli rossi. È necessaria per sintetizzare il DNA, il materiale genetico presente in tutte le cellule. Potenzia il sistema immunitario, in particolare i globuli bianchi, cellule molto efficaci nella distruzione di batteri, virus e cellule tumorali. Aumenta la produzione di globuli rossi che contribuiscono alla crescita muscolare fornendo al muscolo una maggiore quantità di ossigeno e nutrienti. E fa bene a pelle e capelli. Al nostro organismo serve una piccola dose di B12: questa preziosa vitamina idrosolubile, in quanto tale, deve essere introdotta in quantità adeguate ogni giorno attraverso l’alimentazione poiché non può essere accumulata all’interno dell’organismo umano.

Dove è contenuta

È contenuta, seppure in piccolissime quantità, in tutti gli alimenti di origine animale (pesce, crostacei, carne e prodotti caseari), ma non si trova negli alimenti vegetali. Per questo, molto spesso, le persone vegetariane e soprattutto quelle vegane possono presentare carenze di questa vitamina che, tra l’altro, è termolabile, cioè viene distrutta o comunque fortemente compromessa nella sua struttura chimica quando esposta al calore. Da qui un potenziale deficit della sostanza. “Un alimento particolarmente ricco delle vitamine del gruppo B – spiega il prof. Pier Luigi Rossi, medico specialista in scienza della alimentazione e medicina preventiva ad Arezzo – è il lievito di birra. Esso è disponibile sotto varie forme: come lievito usato in cucina (dose ideale: mezzo dado al giorno da assumere lontano dai pasti) oppure come liofilizzato in buste, come compresse o come scaglie. È comunque consigliabile il lievito di birra vivo per la sua azione salutare nel mantenimento di una naturale flora batterica nel canale intestinale”.

Da che cosa dipende una carenza della sostanza

“Oltre che dai regimi alimentari speciali che non prevedono l’introduzione di cibi di origine animale – continua l’esperto –  bassi valori di vitamina B12 possono dipendere da una ridotta acidità gastrica (presenza di gastrite), con blocco di produzione di una proteina secreta dalla mucosa dello stomaco chiamata “fattore intrinseco”. Senza questa proteina la vitamina B12 non può essere assorbita dalla mucosa dell’intestino tenue, con comparsa di  anemia megaloblastica (elevato volume dei globuli rossi). Anche l’assunzione di farmaci anti-acidità gastrica o l’introduzione di dosi generose di alcool possono causare un ridotto assorbimento di B12”.

Cosa succede se manca

La carenza di vitamina B12 può determinare danni a carico del sistema nervoso. Quando non è presente nelle giuste quantità causa, infatti, causa sia un aumento dei livelli plasmatici di omocisteina, sostanza associata all’incremento del rischio di demenza e di malattie cerebro-vascolari, sia un aumento dei livelli di S-adenosil-metionina, che favorisce l’insorgenza di disturbi di tipo mielopatico e neuropatico. “Avere poca vitamina B12 nel sangue, inoltre, può provocare anemia. Pertanto, una persona che presenta questa patologia – consiglia il prof. Pier Luigi Rossi – oltre a porre attenzione alla dose giornaliera di ferro, occorre che introduca anche la giusta quantità giornaliera di vitamina B12 e acido folico. Senza di questi non potrà mai guarire dalla anemia. La conoscenza del suo valore nel sangue orienterà verso la alimentazione più corretta e verso una terapia con farmaci e integratori da realizzare per guarire dalle varie patologie, anemia compresa”.

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Lievito di birra e vitamina B12. Perché sono importanti