Dieta Atkins: come dimagrire con pochi carboidrati in 4 fasi

Elaborato dal Dottor Robert C. Atkins, questo regime alimentare si contraddistingue per la forte restrizione glucidica

La dieta Atkins è un regime alimentare che consente di perdere peso partendo dalla riduzione drastica dell’apporto di carboidrati. Elaborata dal Dottor Robert C. Atkins, che ne ha riassunto i principi in un libro di grande successo uscito nel 1972, non fornisce linee guida stringenti per quanto riguarda l’assunzione di proteine e di lipidi.

Entrando nel vivo delle sue caratteristiche, ricordiamo che si tratta di un piano diviso in quattro fasi. La prima, detta di induzione, dura due settimane e prevede l’assunzione di meno di 20 grammi di carboidrati al giorno – fondamentale è fare attenzione alle verdure che si mettono in tavola e scegliere quelle non amidacee – così come il consumo di ampie quantità di alimenti caratterizzati dalla presenza di protidi e lipidi.

Nel corso della seconda fase, dedicata al bilanciamento, il consiglio è quello di aggiungere lentamente più frutta secca, verdure non amidacee così come piccole quantità di frutta. La fase tre, molto vicina al raggiungimento dei propri obiettivi di calo ponderale, vede al centro dell’attenzione l’aggiunta di più carboidrati alla dieta. In questo frangente, bisogna fermarsi nel momento in cui ci si accorge che rallenta la perdita di peso.

Per quanto riguarda invece la fase finale, ricordiamo che si contraddistingue per la possibilità di mangiare tutti i carboidrati sani che il corpo è in grado di tollerare. A questo punto, è naturale chiedersi quali siano gli alimenti da includere nella dieta Atkins. Un ipotetico menu della fase di induzione può prevedere una colazione a base di uova e verdure fritte in olio di cocco e un pranzo con un’insalata di pollo condita con olio d’oliva e una manciata di noci.

Cosa dire, invece, per l’ultimo pasto della giornata? Che va benissimo una bistecca accompagnata da verdure. Come è chiaro, la dieta Atkins prevede tre pasti. Per molte persone sono pochi. Come muoversi quando si ha fame? In questi casi, è bene essere consapevoli che lo schema non impedisce, al bisogno, di ricorrere a degli snack spezzafame. Di alternative sane e povere di carboidrati ce ne sono tante! Qualche esempio? Le uova sode, le noci, lo yogurt greco.

Negli ultimi anni, le diete povere di carboidrati come la Atkins sono state più volte al centro dell’attenzione scientifica. Degno di note, nell’ambito dei numerosi lavori di ricerca effettuati, è uno studio pubblicato nel 2007 e condotto da un gruppo di esperti della Duke University.

L’equipe succitata ha monitorato la condizione di 170 volontari in sovrappeso, divisi in due gruppi e invitati a consumare una dieta a basso contenuto di carboidrati e una con pochi grassi. Al follow up, nel primo gruppo è stato possibile riscontrare risultati migliori per quanto riguarda la fame, per non parlare della perdita di peso a breve termine.

Inoltre, come evidenziato sempre dagli esperti della Duke University, le diete caratterizzate dalla restrizione di carboidrati sono utili ai fini del miglioramento dei marker legati al rischio cardiovascolare. Concludiamo facendo presente che prima di iniziare qualsiasi dieta è opportuno chiedere consiglio al proprio medico curante.

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