Creatinina: cos’è, valori e cosa mangiare quando è alta

La creatinina è un parametro ematochimico utilizzato dal nefrologo per stimare la funzione renale. Qui di seguito le risposte alle domande più frequenti

Roberta Martinoli Medico Nutrizionista Dopo una Laurea in Scienze Agrarie e un Dottorato di Ricerca in Fisiologia dei Distretti Corporei, consegue una Laurea in Scienze della Nutrizione Umana e in Medicina e Chirurgia.

Cos’è

La creatinina è il catabolita della fosfocreatina che svolge un ruolo fondamentale nell’attività muscolare dato il suo contenuto di legami fosforici ad alta energia. Questo composto, biologicamente inattivo ed esclusivamente di origine endogena, viene eliminato dal rene attraverso il meccanismo di filtrazione glomerulare per cui viene assunto come un indice di funzionalità renale. Il suo dosaggio sierico indica la quota di creatinina che persiste nel sangue dopo il passaggio attraverso l’emuntorio renale. Se il rene non funziona bene la quantità di creatinina nel sangue sale oltre il range di normalità.

Creatina, fosfocreatina e attività muscolare

Il primo step consiste nella sintesi della creatina che ha luogo nel fegato e nei reni. Una volta sintetizzata, la creatina viene rilasciata in circolo e catturata dal cuore, dai muscoli e dal cervello che la fosforilano (cioè aggiungono un legame fosforico ad alta energia) trasformandola in fosfocreatina. Il fegato si dimostra così essere un organo “altruista” perché sintetizza la creatina ma non la utilizza. Al contrario la libera nel sangue a vantaggio degli organi che non la possono sintetizzare. Poiché il muscolo scheletrico dipende dal fegato per l’approvvigionamento in creatina, si comprende perché le disfunzioni epatiche possono essere accompagnate da debolezza e astenia.

La creatina ha la capacità di accettare il gruppo fosforico dell’ATP (la moneta di scambio energetico all’interno della cellula). Posto che l’energia all’interno della cellula è già conservata sotto forma di ATP, perché sarebbe necessario trasferire alla creatina i legami fosforici ad alta energia? La spiegazione è semplice. L’ATP non può accumularsi nei vari tessuti al di sopra di un limite assai modesto; pertanto, la scorta di ATP deve essere rinnovata in continuazione. Ma cosa succederebbe se la produzione di ATP non riuscisse a stare al passo con il suo consumo? È per questo motivo che la natura ha inventato la fosfocreatina. Questa molecola è presente nei tessuti in quantità cinque volte più elevata dell’ATP e costituisce un deposito di energia immediatamente utilizzabile anche quando la spesa energetica è alta come accade nel muscolo in attività.

Dalla fosfocreatina alla creatinina

Parte della fosfocreatina viene spontaneamente ed irreversibilmente convertita in creatinina. Poiché il ritmo di produzione della creatinina è costante (e proporzionale alla massa muscolare) lo è anche la quantità di creatinina eliminata giornalmente con le urine. Tutta la creatinina filtrata dal glomerulo renale passa nelle urine (non vi è riassorbimento tubulare). Per questa ragione misurando la quantità di creatinina nelle urine (creatinuria) e il volume urinario si può valutare la filtrazione glomerulare. Per la stessa ragione un’elevata concentrazione di creatinina nel sangue è un indice chiaro di insufficienza renale (il rene, in questo caso, non riesce ad eliminare la molecola facendola passare nell’urina).

I valori normali

I valori normali della creatinina sierica (presente nel sangue) hanno range differenti a seconda del sesso:

  • Valori normali creatinina uomo: 0,7-1,2 mg/dl,
  • Valori normali creatinina donna: 0,6-1,2 mg/dl.

Quando preoccuparsi?

Un aumento dei valori di creatinina sierica può essere associato a:

  • Insufficienza renale;
  • Poliartrite;
  • Scompenso cardiocircolatorio;
  • Ipertiroidismo;
  • Acromegalia-gigantismo.

Di fronte ad un valore che supera il range di normalità bisognerà eseguire ulteriori accertamenti con l’obiettivo di chiarire la diagnosi. Va detto, comunque, che valori elevati di creatinina possono essere osservati anche negli atleti che effettuano elevati sforzi fisici o nei bodybuilder che assumono creatina e/o che hanno un elevato turnover muscolare.

Creatinina bassa nel sangue significato

Una diminuzione dei livelli ematici di creatina si riscontra in caso di atrofie muscolari, carcinoma prostatico e gravidanza.

La dieta in caso di valori elevati di creatinina

La dieta, soprattutto nel caso in cui sia presente una patologia, è a tutti gli effetti un atto medico e deve essere stilata in maniera altamente personalizzata. Vanno tenuti in considerazione il codice di patologia, lo stato nutrizionale, il fabbisogno energetico, le abitudini alimentari e le esigenze di carattere pratico. È possibile, tuttavia, fornire delle raccomandazioni generali. La prima raccomandazione è quella di ridurre l’assunzione di proteine a vantaggio degli alimenti di origine vegetale (nel paziente con insufficienza renale conclamata bisognerà porre attenzione anche all’apporto in potassio, minerale che abbonda nella frutta e nella verdura). L’aumentato consumo di vegetali aiuta a ridurre l’assorbimento degli amminoacidi derivati dalla digestione delle proteine e apporta fibre solubili ed insolubili. La fibra alimentare esercita un effetto benefico sulla flora intestinale e contribuisce allo stesso tempo a ridurre i livelli di creatinina nei soggetti affetti da malattie renali croniche.

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