- La menopausa è ancora circondata da silenzi: molte donne nascondono i sintomi e non ne parlano con il medico, sottovalutandone l’impatto.
- Vampate e insonnia sono disturbi frequenti che possono limitare le attività quotidiane; movimento, rilassamento e alcune abitudini aiutano a contrastarli.
- Le vampate colpiscono anche molte pazienti con tumore al seno e possono compromettere l’aderenza alle cure, ma sono disponibili trattamenti specifici non ormonali.
Non nascondente la testa sotto la sabbia. E non vivete la menopausa come una cosa nascosta, specie se si lega a fastidi che possono essere affrontati al meglio consentendo una miglior qualità di vita ed invece spesso sono celati dalla donna.
Se è vero infatti che la menopausa è stata in parte “sdoganata”, si ha la sensazione che non sia ancora pienamente compresa nella sua complessità. Se ne parla di più, ma sintomi e cambiamenti vengono ancora in parte considerati “normali” e quindi non vengono comunicati al medico, mentre la percezione di essere informate non si traduce sempre in una conoscenza delle possibili conseguenze a lungo termine.
A dirlo è una ricerca realizzata da AstraRicerche per Bayer Italia, su un campione di 1000 donne italiane tra i 50 e i 70 anni, in occasione della Giornata mondiale della menopausa del prossimo 18 ottobre.
Indice
Come si vive la menopausa
Per circa 7 donne su 10, ovviamente nella popolazione campione, oggi si parla della menopausa più apertamente rispetto a qualche anno fa, ma il 65,2% considera insufficiente il livello di conversazione sul tema.
Il tabù però resiste nei comportamenti: quasi la metà delle intervistate ha fatto almeno qualcosa per nascondere la menopausa, dal celare i disturbi (38,1%) al nascondere una vampata quando si trovava con altre persone (21,1%).
Questo si riflette anche nelle persone con cui le donne scelgono di parlarne: di menopausa le donne parlano principalmente fra loro (il 78,5% ne parla con le amiche, il 68,3% con le figlie e il 66,4% con le colleghe).
La menopausa è vissuta soprattutto come una fase naturale della vita: lo pensa l’86,6% delle donne, ma questa percezione può contribuire a ridurre l’importanza attribuita a ciò che si vive durante questa fase e a limitare il confronto con il medico. Il rapporto con il curante è infatti ancora insufficiente: il 26,8% delle donne non ha mai parlato di menopausa con un medico e il 21,9% ne ha parlato una sola volta. Tra le donne che presentano disturbi, il 30,8% non ne ha discusso con un medico.
La ragione principale di questo silenzio (indicata dal 63,7%) è che si considera la menopausa qualcosa di naturale o non abbastanza importante da portare all’attenzione del medico. È proprio qui che la percezione della menopausa come fase “naturale” può diventare un limite: ciò che viene considerato normale rischia di essere anche sottovalutato, lasciando in secondo piano l’impatto concreto dei sintomi sulla vita quotidiana e sulla salute a lungo termine.
Vampate di calore tra i disturbi più comuni
Quasi la totalità delle donne intervistate avverte almeno uno dei sintomi legati alla menopausa, tra disturbi del sonno, vampate di calore diurne o notturne, sbalzi d’umore o calo della libido.
Vampate e insonnia rappresentano un carico particolarmente significativo per chi ne soffre (il 40,7% delle intervistate ha oggi disturbi del sonno moderati o severi, il 37,3% vampate moderate o severe): tra le donne che hanno vissuto questi disturbi, il 62,4% ha rinunciato ad almeno un’attività o l’ha svolta peggio di quanto aveva previsto.
Ma cosa sono le vampate? Si tratta di ondate di calore improvvise, transitorie e fortemente soggettive dovute a vasodilatazione cutanea del volto e del torace, seguite da intensa sudorazione e senso di freddo. Le vampate di calore notturne possono interferire con il sonno, anche se non sono intense al punto da risvegliare la donna.
I disturbi del sonno possono causare stanchezza e affaticamento, che a loro volta possono essere motivo di irritabilità (umore depresso, irascibilità, permalosità). Il ginecologo deve escludere altre eventuali cause per le vampate di calore, soprattutto se la menopausa non sembra essere la causa probabile o se sono presenti anche altri sintomi atipici della menopausa. Nella maggior parte delle donne le vampate di calore durano da 3 a 5 anni.
Alcune donne non hanno mai vampate di calore o le hanno soltanto per pochi mesi, mentre altre ne soffrono per anni. Come affrontare la situazione? Un aiuto può venire da alcuni piccoli accorgimenti per contrastare le vampate. È opportuno praticare costantemente attività fisica e di rilassamento come la meditazione o lo yoga. E poi, bisogna dire addio al fumo e ridurre per quanto possibile l’introito di caffeina e di alcolici. Infine, può essere utile arieggiare adeguatamente gli ambienti sia di giorno sia di notte, e utilizzare abiti e lenzuola di cotone.
”Caldane”, non solo menopausa
Oltre il 70% delle donne che vivono con un tumore al seno soffre anche di vampate di calore. Rappresentano uno degli effetti collaterali più comuni e peggiorano la qualità di vita. Inoltre, insieme ai disturbi del ritmo del sonno, sono tra i principali responsabili della ridotta aderenza alla terapia ormonale. Infatti, solo il 60% delle pazienti assume regolarmente cure per evitare una recidiva di neoplasia.
Appena il 21% delle donne parla con il proprio oncologo di questo problema mentre una su dieci non lo affronta in nessun modo. Eppure sono ora disponibili trattamenti specifici per contrastarle efficacemente.
“Le vampate di calore sono molto frequenti e influiscono negativamente sul benessere fisico-psicologico delle nostre pazienti – sottolinea Giuseppe Curigliano, Direttore della Divisione Sviluppo di Nuovi Farmaci all’IEO e Docente di Oncologia Medica presso il DIPO dell’Università Statale di Milano -.
Sono molto simili a quelle che devono affrontare le donne in menopausa e vengono provocate dall’abbassamento dei livelli ormonali. Le cause possono essere il cancro stesso ma anche infezioni, il ricorso alla terapia ormonale o l’uso di alcuni farmaci come gli steroidi. Risultano di solito più gravi ed invalidanti come tra l’altro tutti i sintomi vasomotori associati alla terapia endocrina”.
Sul fronte delle cure, in entrambe le popolazioni, da alcuni anni è stato studiato un trattamento orale non ormonale in grado di ridurre le conseguenze negative delle vampate: si chiama elinzanetant ed è una doppia terapia mirata a base di neurochinina (antagonista dei recettori NK-1 e NK-3).
Migliora i sintomi vasomotori e la qualità di vita. Al momento è l’unica terapia approvata non solo per le vampate (da moderate a severe) nelle donne in menopausa ma anche per le vampate (da moderate e severe) provocate dalla terapia endocrina per il carcinoma mammario.
“Per la prima volta c’è una cura specifica che può limitare gli effetti collaterali indotti da uno dei trattamenti anti-cancro più diffusi – aggiunge Curigliano -. Diversi studi hanno evidenziato come agisca positivamente in donne trattate con le principali terapie endocrine come tamoxifene, inibitore dell’aromatasi o soppressore della funzione ovarica. Le pazienti con carcinoma mammario con recettori ormonali positivi (HR+) hanno riscontrato risultati nettamente superiori rispetto a quelle trattate solo con un placebo. Inoltre, sono stati registrati effetti sui disturbi del sonno che sono una delle conseguenze più diffuse e temute delle vampate diurne e notturne”.