Gli occhi sveleranno l’inizio dell’aterosclerosi

I primi segnali di sofferenza delle arterie rivelati da una fotografia dell'occhio, per prevenire ictus e infarti

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

“A me gli occhi”. Quante volte sul grande schermo abbiamo sentito questa frase, quando un esperto di ipnosi si apprestava a captare l’attenzione della “vittima” e del pubblico richiamando a sé l’attenzione. Ebbene, forse, in futuro, questa formula potrebbe essere ripetuta dall’oculista e non solo nel corso della visita regolare che va fatta per scoprire come e quando qualcosa non funziona al meglio per la vista, ma anche per identificare eventuali primi segnali di sofferenza delle arterie.

Come? Andando a trovare leggerissime alterazioni che si possono cogliere con una semplice “fotografia” dell’occhio. A proporre questa originale ed interessante strategia di screening è una ricerca condotta a esperti dell’Università di Bonn, apparsa su Scientific Reports.

Non solo coronarie

L’apparato cardiovascolare è molto complesso ed articolato, attraverso una rete di vasi grandi e poi più piccoli che portano il sangue e l’ossigeno in ogni area dell’organismo. Quando pensiamo all’aterosclerosi, ovvero al deposito di placche lungo le pareti delle arterie, subito il pensiero corre alla presenza di questo fenomeno nelle coronarie, i vasi che irrorano il cuore, p magari ai “condotti” che portano il sangue al cervello. Ma l’aterosclerosi è quasi sempre generalizzata e i depositi aumentano nel tempo, spesso senza creare alcun disturbo.

Così stando allo studio, l’occhio potrebbe diventare una sorta di “finestra” da cui osservare cosa accade nei vasi che lo irrorano, trasferendo poi le informazioni all’intero sistema cardiovascolare e quindi rivelando chi deve porre particolare attenzione al problema. proprio questo è stato l’obiettivo degli studiosi tedeschi.

Grazie ad uno specifico programma informatico, infatti, sono arrivati a visualizzare i primi mutamenti vascolari dei vasi che irrorano la parte posteriore dell’occhio, avendo quindi uno “sguardo”, è il caso di dirlo, sulla situazione generale dell’apparato vascolare. L’obiettivo del sistema, che va ovviamente sperimentato su grandi numeri, è semplice: poter giungere ad una diagnosi precoce dei problemi vascolari legati all’aterosclerosi diffusa, che può comportare rischi di sviluppare infarti o ictus ma anche problemi nel camminare, per lo scarso apporto di ossigeno alle gambe.

Il software aiuta

Lo studio, in particolare, ha preso in esame un centinaio di persone con arteriopatia, dei quali molti non avevano alcun disturbo. Poi hanno confrontato le immagini raccolte con una sorta di “fotografia” del fondo dell’occhio con quelle di più di 30 persone che invece risultavano perfettamente sane. Attraverso uno speciale sistema informatico, poi, gli esperti hanno predisposto un algoritmo capace di cogliere gli aspetti che interessano per la valutazione dei risultati.

Si è così arrivati a capire, sia pure se siamo ancora all’inizio, che proprio attraverso l’occhio si può avere uno sguardo generale sul benessere delle arterie e quindi mettere a punto strategie di prevenzione mirate per ogni singola persona. L’efficienza e la precisione del sistema, pur se non completi, sono risultati comunque soddisfacenti. È il caso davvero di proseguire con gli studi, visto che potrebbero aiutarci a preservare al meglio non solo i vasi sanguigni ma anche l’intero organismo.