Malattie infiammatorie croniche intestinali: cause, sintomi, complicanze

Scopriamo quali sono le malattie infiammatorie croniche intestinali, le cause, i sintomi e le complicanze di queste patologie

Le malattie infiammatorie croniche intestinali sono patologie molto diffuse che colpiscono l’intestino.

Si tratta di problemi molto diffusi, che interessano sia uomini che donne e presentano dei sintomi che si manifestano fra i 15 e i 45 anni. Fra le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD) più frequenti troviamo la rettocolite ulcerosa e il Morbo di Crohn. Ad oggi la loro causa è ancora sconosciuta, secondo gli esperti però a provocare queste patologie potrebbe essere una reazione immunologica dell’organismo verso i batteri dell’intestino.

Fra i fattori di rischio troviamo la familiarità, ma anche fattori ambientali, il fumo e l’abuso di alcol. Quali sono i segnali delle malattie infiammatorie croniche intestinali? Prima di tutto dolore addominale, diarrea, presenza di sangue nelle feci, inappetenza, stanchezza, perdita di peso, febbre e anemia. I sintomi solitamente non si presentano in modo continuativo, ma sono caratterizzati da periodi di latenza, seguiti da una riacutizzazione.

Questo patologie croniche intestinali presentano diverse complicanze dovute alla formazione di stenosi, fistole o ascessi, che possono richiedere un’operazione chirurgica. La diagnosi arriva in seguito ad alcuni esami strumentali, come colonscopia, biopsia intestinale, ecografia delle anse intestinali e TAC.

Le malattie infiammatorie croniche intestinali richiedono una cura specifica a seconda dei disturbi. Se i sintomi non sono particolarmente acuti basterà utilizzare medicinali come il cortisone, la mesalazina, gli antibiotici e gli immunosoppressori. Quando la terapia medica fallisce possono insorgere delle complicanze, in questo caso si procederà con una terapia chirurgica resettiva o una colectomia.

Anche la dieta è molto importante, per questo durante la fase remissiva è importante seguire un regime alimentare di esclusione per scoprire quali sono i cibi che peggiorano i sintomi. Solitamente i medici consigliano di evitare il pane bianco o integrale, i cavoli, il cavolfiore, i cavolini di Bruxelles, i legumi, gli asparagi, la cipolla, i porri, i pomodori, gli spinaci, la barbabietola, i latticini, il latte e i formaggi.

Sono da eliminare anche le carni grasse, gli insaccati, il lardo, i pesci grassi, i crostacei, i molluschi e le uova. No pure alle fritture, alle pietanze elaborate, ai dolci, al cioccolato e alle spezie (soprattutto curry, pepe e peperoncino). Infine vanno esclusi dalla dieta gli alcolici, la caffeina, le bibite gasate, gli agrumi e le banane.

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