Morto Corrado Solari, il cattivo gentiluomo. Aveva recitato in Elisa di Rivombrosa

Attore dalla straordinaria carriera, era tornato al suo pubblico con un ruolo in "Elisa di Rivombrosa" che era rimasto nel cuore del pubblico

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Martina Dessì

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Si è spento all’età di 79 anni Corrado Solari, uno dei caratteristi più autorevoli e stimati del cinema e della televisione italiana. Attore di solida formazione teatrale, Solari ha attraversato oltre cinquant’anni di storia dello spettacolo nazionale con il rigore tipico di una generazione di professionisti orientati alla disciplina e alla totale dedizione al testo. La sua scomparsa ci priva di un interprete straordinario, la cui popolarità era stata rilanciata anche presso il grande pubblico televisivo grazie alla sua partecipazione alla fortunata serie in costume Elisa di Rivombrosa.

Corrado Solari, la maschera dell’antagonista e la sensibilità dell’uomo di cultura

I tratti marcati del volto, la severità espressiva e l’intensità dello sguardo avevano reso Solari il candidato ideale per rappresentare le sfumature più complesse dell’animo umano. Nella sua lunghissima filmografia ha interpretato con impressionante realismo figure di antagonisti, criminali, funzionari cinici e personaggi respingenti.

Ma, in perfetta antitesi con la sua maschera cinematografica, Solari era descritto dai colleghi come un autentico gentiluomo. Uomo di profonda cultura, nutriva un amore viscerale per l’arte, la saggistica e la letteratura. Lungi dal ricercare la celebrità fine a se stessa, ha sempre concepito il lavoro dell’attore non come una semplice professione, ma come un vero e proprio strumento, dove il compito principale non era giudicare il personaggio, bensì comprenderlo.

Dal cinema d’autore con Leone e Petri alla serialità contemporanea

Il percorso professionale di Corrado Solari ha interessato i capitoli più gloriosi del cinema italiano del Novecento. Il suo talento è stato valorizzato da registi di prima grandezza, che ne hanno colto l’assoluta verità scenica anche in ruoli non protagonisti. Nei primi anni Settanta si registrano collaborazioni fondamentali come quella con Sergio Leone nel kolossal Giù la testa e l’impegno politico nel capolavoro di Elio Petri La classe operaia va in paradiso. A queste si aggiungono i ruoli nei drammi di denuncia di Damiano Damiani con L’istruttoria è chiusa: dimentichi e di Marco Bellocchio in Sbatti il mostro in prima pagina.

Solari è stato inoltre una presenza costante nella stagione d’oro del poliziesco all’italiana, lavorando in pellicole di culto dirette da Umberto Lenzi e Stelvio Massi, tra cui spiccano Roma a mano armata e La banda del trucido. Negli anni Duemila, la sua versatilità lo ha portato a ridefinire il proprio profilo artistico, alternando i ruoli drammatici in TV alla commedia grottesca. Recentemente, Carlo Verdone lo aveva fortemente voluto nella serie Vita da Carlo, affidandogli il cammeo di un inquietante e memorabile cameriere, mentre la sua ultima interpretazione cinematografica è legata alla pellicola Nel tepore del ballo, diretta dal regista Pupi Avati.

Con la morte di Corrado Solari scompare un esempio luminoso di eclettismo e professionalità. L’attore era inoltre vicinissimo al suo pubblico. Negli ultimi anni, quelli dell’esplosione social, era solito partecipare alle community di fan – di Elisa di Rivombrosa in primis – che ringraziava per l’affetto dimostrato in ogni occasione. Un modo per sentire i fan sempre vicini, che avevano continuato a seguirlo nonostante la sua carriera si fosse diradata in presenze sempre meno costanti.